I teramani nella Grande Guerra.
Il conflitto raccontato dalle pagine del Corriere Abruzzese
Anno 1916


Quelli che non muoiono. Pompei Giovanni

           
           È il nome di un giovane eroe, che ha dato tutto il suo sangue per la Patria. Sia a lui gloria!
           In un precedente numero del giornale pubblicammo brevi notizie del valorosissimo nostro concittadino, dando relazione della commemorazione, fatta dal sindaco della città, degli ultimi teramani morti sul campo dell'onore.
           Pompei Giovanni, nativo di Miano ove ha parenti amati e stimati, dopo aver preso parte a più azioni, fu ferito a Lombai. Se diede sempre prova di coraggio e di valore in ogni combattimento, quel giorno in cui fu gravemente ferito da un colpo di granata alla gamba, diede prova magnifica superba di forza d'animo.
           Si apprestò da sè qualche medicatura, ma invano chè il sangue usciva a fiotti. Ebbene durante quell'ora terribile egli non si avvilì, ma fu di incitamento agli altri.
           Gridava: — Avanti, Avanti! Viva l'Italia, o fratelli!
           Ma la ferita era di quelle che non lasciano speranze e il povero giovane lentamente si spense circondato dai compagni piangenti.
           Egli solo non aveva lagrime: egli sorrideva alle visione dell'Italia fatta più grande e più libera, anche per il suo amore, per il suo sacrificio!