I teramani nella Grande Guerra.
Il conflitto raccontato dalle pagine del Corriere Abruzzese
Anno 1918


Dimostrazione di giubilo

           
           Teramo nobilissima ha mostrato il più caldo entusiasmo per l'annuncio delle vittorie che si sono rapidamente susseguite, per virtù delle nostre armi, e che hanno avuto il loro fulcro nell'occupazione di Trento e di Trieste.
           Nel pomeriggio di domenica si riunirono autorità, sodalizii e cittadini di tutte le classi fuori Porta S. Giorgio, e di lì mosse il bene ordinato corteo lungo il corso. Da ogni casa, da ogni ufficio sventolavano bandiere tricolori e bandiere delle nazioni alleate. La città aveva un'animazione straordinaria. Il corteo passava tra due fitte ali di popolo acclamante; dalle finestre signore e signorine sventolavano i fazzoletti.
           Sotto la Prefettura sostò. Il Sindaco e le altre autorità salirono per ossequiare il Prefetto.
           Quando questi si fece al balcone e pronunciò un breve discorso inneggiando alla maggiore fortuna della Patria, fu entusiasticamente applaudito dall'enorme pubblico.
           Il comm. Rocco si unì al corteo, che proseguì lungo il corso.
           Avanti il Palazzo del Comune sostò. Dal balcone della sala del Consiglio parlò al pubblico il comm. Paris tra un delirio d'applausi.
           Seguì il cav. Tripoti, prendente del Fascio di Resistenza, pronunciando frasi d'occasione.
           Riordinatosi il corteo, procedé per il Corso di Porta Reale. Giunse sotto la Caserma Mezzacapo per acclamare i soldati feriti e malati ivi degenti. Poi si fermò sotto il Distretto. Tornò indi indietro per recarsi alla Caserma S. Domenico. Di lì attraversando tutta la via di Porta Romana, giunse alla Caserma di Artiglieria. Dopo si recò all'Ospedale Militare di Riserva del Tecnomasio, e poi all'ospedale delle Normali. Si sciolse, senza alcuno incidente, avanti la Prefettura, dopo avere fatto una caldissima ovazione al comm. Rocco, Prefetto benemerito della Provincia.
           In quella sera si rinnovarono le festanti dimostrazioni del popolo, appena si seppe l'occupazione di Trieste.