[Elenco dei Nomi]

(...segue) De Matteis Achille
insegnante, L'Aquila (11-12-1886).

[Inizio Voce]


in quell'uomo, è il principio educativo diffuso in tutto il suo insegnamento, in tutte le sue azioni. Fattore di se medesimo, questo antico alunno, questo esemplare del seminario di Penne pretendeva nei giovani non solamente l'uso delle forze, ma anche lo sforzo. Aveva una fede illimitata alla volontà, ed era poco pietoso con quelli, che si arrendevano innanzi al travaglio, imponeva talvolta il sacrifizio, e spesso la rigidezza dell'imperio gli contrariava fin l'animo dei giovani. E chi può ripromettersi che la forte volontà e la dura legge producono simpatia in questo secolo di svogliati? Con lo sparire di Achille de Matteis si perde un altro carattere, uno di quei pochi uomini, che hanno una credenza e coraggiosamente la professano in tutti gli atti della vita, e non si spaventano, allorché la fede ad una idea si divide dal resto del mondo, che ha per criterio delle azioni l'opportunità. Ed è per questo, che nel suo costume molti trovarono qualcosa di diverso e di spiacente, la intolleranza per ciò che sembrava divenuto dritto comune, ma a lui pareva irragionevole o sconveniente. Achille de Matteis non piegò mai il capo a quel facile costume odierno, che pretenderebbe abbellire la vita esautorando la morale. Questi buoni aquilani, che ebbero sempre un culto per il vero sapere e per l'integrità del costume non dimenticheranno mai il professore de Matteis uno dei loro più grandi istitutori; e nella memoria di lui ameranno anche di più la provincia, che gli diede i natali. Lo disse già con parola ispirata e con quel rude accento abruzzese Donato de Caris, che in nome del Collegio dei professori e in nome della scienza poneva una corona su quella salma onorata. (Giacomo di Tizio). (15-12-1886) Ricordi personali - Quantunque temuta, non meno dolorosa è la notizia della fine

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