[Elenco dei Nomi]

(...segue) Martemucci Emidio
medico, insegnante, patriota, Roma (23-4-1892).

[Inizio Voce]


gran profitto. Laureatosi, si restituì in paese ad esercitare la sua professione, e subito acquistossi nome di valente. Ma avendo egli fatto, comperano allora, studi veterinarii comparati, pensò di tornare a Napoli per laurearsi in medicina umana, e dopo non molto tempo ottenne questa nuova laurea. Esercitò poi con vero amore, coscienza e disinteresse la professione di medico, e tutti ricordano il grande impegno ch'egli metteva nella cura dei malati. Ma caduta la costituzione, e venuti i tempi tristi della reazione, Emidio Martemucci, che aveva sempre nutrito sentimenti liberali, fu preso a perseguitare ferocemente dal Governo borbonico. Egli ben sapeva che alla fine questa persecuzione sarebbe andata a finire col carcere o coll'esilio. Egli ben sapeva che presto o tardi avrebbe dovuto abbandonare la famiglia, che pure aveva gran bisogno del suo sostegno; ma non pericolò: rimase tetragono alle persecuzioni e incrollabile nella fede per la libertà d'Italia. E quando processato, si vide aperte le porte del carcere, prese la via dell'esilio, e riparò in Liguria. Ebbe la condotta medica di un Comune di quella regione, e collo stipendio che ne riceveva poté campare la vita e provvedere in parte all'educazione dei suoi due cari figli, ch'egli aveva dovuto abbandonare, e che facevano allora gli studii secondarii. Nel 1860 tornò tra noi a riabbracciare i suoi cari, a rivedere la terra natia; e poco di poi recossi a Napoli dove ebbe la cattedra di Patologia generale e di Anatomia patologica presso la R. Scuola Veterinaria. V'insegnò per 20 anni, e gli alunni lo amarono sempre, più come padre che come professore. Fece parte di tutt'i Congressi veterinarii, e pubblicò parecchi pregiati opuscoli intorno alla scienza che insegnava. Ritiratosi dall'insegnamento, andossene a stare per

(segue...)