[Elenco dei Nomi]

(...segue) De Filippis-Delfico Bianca
(12-3-1908)

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senza orpelli e scevro di ostentazione; era la mite donna che trascorreva i giorni tra l'intimità della sua famiglia... e la dolce, inobliabile intimità dei poveri! Per Lei la famiglia era un santuario da cui non bisognava scostarsi, un santuario intimo, un tempio di affetti purissimi e perenni, a cui aveva dedicata tutta la sua operosità! Accanto al vecchio consorte, un rudere glorioso di tempi fieri di libertà, e ai figli suoi, di cui godeva e sentiva l'affettuosa tenerezza, Ella viveva la vita serena e fattiva, che può vivere solo chi si sacrifica coscientemente a qualche ideale. E per Lei gl'ideali eran due: la famiglia... e i poverelli! Oh, quante lagrime ha asciugate timidamente e nascostamente! quanti dolori ha cercato di lenire, in silenzio! L'incontrava sempre sorridente e quel sorriso racchiudeva tutto un programma, un programma di bene, che nel suo cervello maturava con una forza irresistibile. Ora Ella non è più! Non vani rimpianti, non singhiozzi rumorosi, ma il dolore più fiero, il dolore che sgorga spontaneo, senza incentivo, puro, benedetto, l'ha seguita! E dietro la bara migrante per la Teramo dei suoi, per la sua Teramo si udiva come susurrio lieve, lieve; erano il pianto fremente e fervido dei figli e le lagrime mute, benedicenti dei poveri che da Lei ripetevano la vita. Se per un istante fisso con la mente l'imperturbabile orizzonte stendentesi ai miei occhi, se sollevo me stesso al disopra di qualsiasi mia convinzione, anch'io dischiudo le labbra a una tenera parola, anch'io sento in me la mestizia che viene dagli umili, per i quali voglio scrivere, dagli umili che il nome benedetto pronunciano con la sacra voce addolorata, per il bene perduto. Noi che rimaniamo, ripresi dal quotidiano assillante lavoro, chiniamo la fronte pensosa, e alla gentile

(segue...)