GIULIANOVA (TE) Presentazione del volume Li caliscinne
30 luglio 2009 - CULTURA
Venerdì 31 luglio alle ore 18,30 presso il Circolo Nautico "V. Migliori" al Porto Molo Sud, sul lungomare di Giulianova sarà presentato il volume di Hector Jacinto Cavone Felicione "Li Caliscinne (Tipiche bilance da pesca. Architetture senza architetti)" edito da Ricerche&Redazioni. Interverranno insieme all'autore: Pierangelo Guidobaldi (presidente Ente Porto Giulianova); Mauro Di Dalmazio (assessore regionale); Giandonato Morra (assessore regionale); Walter Catarra (presidente della provincia di Teramo); Marco Maria Ferrari (presidente Circolo Nautico "V. Migliori"). Curerà una relazione il direttore della "Rivista Abruzzese" Emiliano Giancristofaro. Sui contenuti del volume l'autore fa presente: "Ci siamo dedicati alla presente ricerca nel convincimento che le testimonianze del passato siano una fonte d’inesauribile insegnamento anche sotto il profilo tecnologico e possano suscitare preziose considerazioni sulle tappe che la tecnica va portando avanti nel suo sviluppo attraverso il tempo. In questa pubblicazione, abbiamo cercato di descrivere rudimentali macchine da pesca, li caliscinne, che da circa un secolo sono utilizzate dai pescatori di Giulianova e fanno parte integrante del panorama della costa giuliese. Oggi usiamo riferirci a questi apparati tecnici con l’espressione “archeologia artigianale”, per non dire “industriale”, ma sappiamo che essi avevano una valenza culturale più ampia di quella strettamente tecnica e materiale, perché rispecchiavano pure valori spirituali, quali intelligenza, razionalità e ingegno pratico della nostra gente. D’altra parte, queste “macchine”, per quanto spesso defunzionalizzate, aprono ancora ad interessanti riflessioni circa la capacità di costruire e arricchire il paesaggio, coniugando, come ci dice Eugenio Turri, “la coscienza ecologica con la propensione a difendere le identità e la memoria che vi sono riflesse”. Ci auguriamo che quanto siamo andati dicendo su queste espressioni di istintualità costruttiva e di intuito funzionale possa farci gustare un soffio di genialità primitiva e possa anche recare idee alle problematiche dell’architettura di complesso e raffinato impegno".
ABRUZZO Pubblicazione del libro "La porta di ferro" di Nicola Catenaro. Storie di fantasmi, diavoli e licantropi tra i Monti della Laga
18 luglio 2009 - CULTURA
Sette racconti, alcuni dei quali prendono spunto da leggende e tradizioni abruzzesi,
uniti dal comune denominatore della paura. Sette racconti uniti dal comune denominatore della paura e dal pensiero ossessivo che un sogno possa trasformarsi in un incubo per un errore umano o per un caso del destino, trascinando i protagonisti in un inferno senza ritorno. Sono le storie, quasi tutte ambientate in Abruzzo e in particolare tra i Monti della Laga, de La porta di ferro e altri racconti, seconda prova letteraria del giornalista teramano Nicola Catenaro. Il libro, dai prossimi giorni nelle migliori librerie abruzzesi e della provincia di Ascoli Piceno, esce per i tipi di Ricerche&Redazioni, la casa editrice teramana di Damiani&Marramà per la quale Catenaro ha già pubblicato due anni fa la raccolta di versi Grandangolo. Poesie e Canzoni. Il volume è il secondo della collana “Le Lettere”, diretta dal critico letterario Simone Gambacorta. Alcune delle storie raccontate nel libro (“La porta di ferro”, che appunto dà il titolo alla raccolta, e “Clara”) prendono spunto dalle leggende di chi abita alle pendici dei Monti della Laga, nel cuore di quello che oggi è il Parco nazionale del Gran Sasso, oppure, come nel caso di “Danza macabra”, s’ispirano a paure del Medioevo di cui in provincia di Teramo si conservano in maniera chiara le tracce (è famoso nella Cattedrale di Atri l’affresco “La danza macabra”). Ma oltre la paura c’è anche il volto inedito di una realtà provinciale calata in un teatro onirico che partorisce spettri, licantropi, diavoli e mostri: a volte appaiono insieme ai rimorsi suscitati da quelle azioni malvagie che la condizione umana, di per sé vocata all’errore e alla colpa, non sa e non può evitare; in altri casi assumono le sembianze crudeli dei capricci del destino, quel mendicante invisibile che con calma predatoria sa attendere le proprie vittime ai crocicchi dell’esistenza. Scrive Vito Moretti, scrittore e professore di letteratura italiana all’Università di Chieti, nel risvolto di copertina del libro: “I racconti si intrecciano in quest’unico nodo di allusioni e di tensioni, fra l’angoscia che un errore possa condurre irreparabilmente all’inferno e la certezza che la realtà vada sempre e comunque osservata al di là dei suoi squarci e delle sue laceranti fenditure, e con spirito di libertà e di riscatto, perché il tempo, come vi si legge, il tempo di noi uomini, è capace di mutare, di cambiare forma e, talvolta, di rigenerarsi, pur con la fragilità dei nostri aneliti e delle nostre scelte. Ecco, allora, che il mistero presente nell’esistenza dei protagonisti, invece di farsi cifra di ossessione e di rinuncia, induce lo scrittore ad una più larga consapevolezza e ad un giuoco di luci e di ombre che si fa soglia di congetture, desiderio di altre terre e occasione di una testimonianza tutta vibrante di persuasiva ed esemplare umanità”.
Scheda del Libro - Nicola Catenaro, La porta di ferro e altri racconti, Teramo, Ricerche&Redazioni, 2009, ISBN 978-88-88925-28-8, 19 cm, 80 pagine, € 10 (Le Lettere, Collana diretta da Simone Gambacorta - 2)
Nota biografica: Nicola Catenaro è nato a Teramo il 2 settembre 1971. Qui ha svolto gli studi classici e si è laureato in Giurisprudenza. Esperto di Comunicazione pubblica e istituzionale, esercita la professione di giornalista dal 1996. È autore di poesie, canzoni e racconti fantastici. Nel 2006 è risultato finalista del Premio Teramo con il racconto “La porta di ferro”, che dà il titolo a questa raccolta. Per Ricerche&Redazioni ha pubblicato Grandangolo. Poesie e Canzoni (2007).
GUARDIAGRELE (CH) Presentazione del libro "La collina dei fuochi fatui"
7 luglio 2009 - CULTURA
Giovedì 9 luglio 2009 a Guardiagrele, presso il Piqua Cafè (Villa comunale) ore
21,30 organizzato dal mensile "La Terrazza" e dalll'OPEG (Associazione Operatori
Economici Guardiesi) si svolgerà l'incontro con Emiliano D'Alessandro autore del romanzo storico: "La collina dei fuochi fatui" (Edizioni Solfanelli)
con la partecipazione dell'editore Marco Solfanelli. Emiliano D'Alessandro e Marco Solfanelli parleranno del romanzo storico basato sulle
vicende del soldato Salvatore Di Rado a Cefalonia, teatro dell'eccidio della
divisione Acqui del Regio Esercito nei giorni che seguirono l'armistizio dell'8
settembre 1943. Seguirà il dibattito. L'incontro sarà moderato da Francesco Blasi del quotidiano "Il Centro" e
direttore de "La Terrazza". Sarà possibile acquistare il libro nello stand allestito dalle Edizioni Solfanelli.
PESCARA Il convegno "Pescara: frammenti di storia"
7 luglio 2009 - CULTURA
Martedì 7 Luglio 2009 presso il Museo Vittoria Colonna in Pescara Via Gramsci alle
ore 17,00, si terrà un interessante convegno organizzato dalla Pro Loco di Pescara
dal titolo: “Pescara: frammenti di storia”.
L’iniziativa culturale intende mostrare un volto scomparso della vecchia Pescara:
quello della cittadina le cui sorti furono indissolubilmente legate per secoli a
quelle della piazzaforte militare fatta edificare dagli spagnoli (a sua volta
realizzata sui resti delle fortificazioni medievali e bizantine).
La peculiarità insita nel convegno in oggetto, è che verrà fatto un excursus storico
dall’epoca normanna (1110 d.C.) al XIX secolo.
L’epoca normanna verrà trattata dalla Prof.ssa Simonetta Longo, la quale riferirà
sulla base di una documentazione inedita tratta dal suo testo: “Silvia Sambuceti
(1095–1099). La conquista normanna della bassa valle del Pescara” (Edizioni
Solfanelli, Chieti 2008).
Mentre il periodo che va dal XVI al XIX secolo verrà affrontato dal prof. Enzo
Fimiani con una relazione tratta da una sua pubblicazione: “Una città – piazzaforte
del Mezzogiorno italiano: Pescara tra XVI e XIX secolo”. Verranno evidenziate le dure
condizioni di vita alle quali erano costretti gli abitanti della piazzaforte,
oppressi dalla malaria e da pesanti imposizioni fiscali.
In chiusura, la relazione del dott. Enrico Trubiano, scrittore e socio della
Deputazione di Storia Patria autore tra l’altro di alcuni testi su località
abruzzesi: “La diocesi di Atri” (2005) e “Silvi la bellissima” (2007). Lo stesso
illustrerà la figura di Giovan Girolamo I d’Acquaviva, duca d’Atri tra gli uomini più
importanti dell’Abruzzo di quell’epoca, a partire dallo storico salvataggio della
fortezza di Pescara dall’assalto turco (1566).
Modererà gli interventi il dott. Antonio Martino. Prosegue l’attività della Pro Loco
di Pescara volta a valorizzare la storia pescarese e le sue grandi potenzialità. Per informazioni: Pro Loco Pescara - Piazza della Repubblica s.n.c. - Tel e fax 085 - 4225462
PESCARA Presentazione del libro "La Rivoluzione contro il Medioevo"
20 giugno 2009 - CULTURA
Venerdì 26 giugno 2009, alle ore 21,00, l’Associazione "Terra Nostra" organizza
presso il Caffè Vespucci di Pescara (Via Vespucci, angolo Via Bardet) la presentazione del libro "La rivoluzione contro il medioevo" (Edizioni Solfanelli) a cura di Pietro Ferrari, Massimo Micaletti e don Ugo Carandino. L’incontro sarà moderato da Gianluca Monaco, Presidente dell’Associazione "Terra Nostra".
Cosa vuol dire “medievale”? Cosa vuol dire “rivoluzionario”?
Pietro Ferrari se lo chiede con questo saggio coinvolgente e affilato, e nella sua
lucida ed impietosa critica della modernità, assume e conclude che il Medioevo e la
Rivoluzione non sono fenomeni storici o culturali più o meno prossimi a noi. Sono
piuttosto categorie dello spirito. Come si può pensare, allora, leggendo il libro di Pietro Ferrari, che la Rivoluzione
sia una categoria dell’oggi mentre il Medioevo appartenga al passato? La Rivoluzione
contro il Medioevo non è il pamphlet di un nostalgico, è piuttosto il canone
argomentato e rigoroso di un intellettuale che propone un modello, non solo una
weltanschauung, che possa ridare un senso, essere una sorta di bussola alla
condizione smarrita dell’uomo contemporaneo. Nihil novi, direbbe qualcuno: Massimo
Fini ha già fatto qualcosa del genere, e per molti versi Marcello Veneziani e Franco
Cardini hanno in più scritti accennato riflessioni e spunti analoghi. Però Pietro
Ferrari dimostra dov’è l’inganno, svela quello che la rivoluzione ha tatticamente e
violentemente coperto, dà voce e memoria a momenti della storia che sono stati
cancellati per motivi che ai più appaiono inspiegabili e che sono invece le ragioni
stesse del delirio relativista che pervade il nostro tempo.
Pietro Ferrari è nato a Giulianova (TE) nel 1973. Laureato in Giurisprudenza alla
Università di Bologna, è avvocato presso il Foro di Teramo. Ha pubblicato i saggi:
"Le schegge invisibili" (Controcorrente, Napoli 2002), "Il grido
dell'Europa" (Tabula fati, Chieti 2003), "Auto da fé dell'Occidente"
(Segno, Udine 2004) e "La Rivoluzione contro il Medioevo" (Solfanelli,
Chieti 2009).
Pietro Ferrari - "La rivoluzione contro il Medioevo" - Presentazione di Massimo Micaletti - Edizioni Solfanelli - [ISBN-978-88-89756-61-4] - Pagg. 112 - € 7,00
CIVITELLA DEL TRONTO (Teramo) Presentazione del libro "Il nonno che scriveva libri" di Simone Gambacorta
10 giugno 2009 - CULTURA
Venerdì 12 giugno, alle ore 17, presso la Sala Polifunzionale del Comune di Civitella del Tronto (in Corso Mazzini) avrà luogo la presentazione del volume di Simone Gambacorta "Il nonno che scriveva libri. Carino Gambacorta nei ricordi del nipote", pubblicato dalla Casa Editrice teramana "Ricerche&Redazioni" in occasione del quindicesimo anniversario della morte di Carino Gambacorta. Interverrà lo storico Luigi Ponziani.
Frammenti di memoria che ritraggono un Carino Gambacorta tra pubblico e privato. A quindici anni dalla morte il Sindaco della "ricostruzione" è qui raccontato dagli occhi del nipote, in un viaggio dove il valore degli affetti si sposa con quello degli insegnamenti. L'immagine dell'uomo politico e quella dello storico si alternano a scorci domestici, nel segno di un'aneddotica dell'initimità che descrive con semplice profondità una delle figure più rappresentative dell'Abruzzo contemporaneo. Lontano da toni enfatici ed elegiaci, Simone Gambacorta dà corpo a un ritratto inedito di quel nonno che scriveva libri e che sapeva parlare col silenzio.
SILVI Presentato il libro "La foglia e lu marusce..." di Vittorio Scordella
5 giugno 2009 - CULTURA
Riportiamo dal quindicinale Silvi15 del 4 giugno 2009 (sito Internet: www.silvi15.it) un articolo a firma di Leo Mazzone: "Giovedì 28 maggio u.s., presso la sala Consigliare del nostro Comune (di Silvi, ndr), c'è stata la presentazione ufficiale del libro "La foglia e lu marusce..." di Vittorio Scordella, nostro concittadino, Ispettore di Macchina, ora a riposo, dopo una vita trascorsa sui mari del mondo. Davanti ad una sala gremita di persone, ha condotto l'evento la dott.ssa Alessandra Di Giovanni, responsabile dell'Archivio Storico del Comune di Silvi. A seguire ci sono stati gli interventi del Sindaco Gaetano Vallescura, del giornalista Franco Costantini e dell'Editore Ianieri: ognuno, per la propria competenza, ha evidenziato il valore bibliografico, storico e culturale del libro che documenta uno spaccato della realtà silvarola negli anni che vanno dal duro dopoguerra ai nostri giorni. In primo piano, ovviamente, rivivono i pescatori con le loro barche, le loro famiglie e la dura vita del mare. Tutti individuati con i loro soprannomi rigorosamente in dialetto! Intorno ad essi si svolge la vita quotidiana con i vari personaggi: commercianti, artigiani, insegnanti e così via. E' un appassionato inno a Silvi che l'Autore rivolge e che vorrebbe che tutti noi condividessimo. Egli infatti ha auspicato, nel suo emozionato intervento, che la futura Amministrazione realizzi finalmente un Museo del Mare, un luogo non soltanto fisico dove le nuove e meno nuove generazioni riscoprano la proprie radici. Diversi tra i presenti hanno preso la parola per esprimere ammirazione e gratitudine a Vittorio per l'inaspettato regalo che offre a tutti i silvaroli con il Suo bellissimo libro, libro che a loro dire (giustamente) non dovrebbe mancare nelle nostre case! Il libro sarà in vendita in alcune librerie.
TERAMO Gabriele D'Annunzio (di Carina Spurio)
4 giugno 2009 - CULTURA
“La passione vera non conosce l’utilità, non conosce alcuna specie di benefizio, alcuna specie di vantaggio. Vive, come l’arte, per sé sola. L’arte per l’arte, la prodezza per la prodezza, il coraggio per il coraggio, l’amore per l’amore, l’ebrezza per l’ebrezza, il piacere per il piacere.” (Cento…..e cento pagine del libro segreto).
Il personaggio più amato e ricercato del suo tempo: per amore dalle donne, per i debiti dai creditori, avrebbe dovuto chiamarsi Gabriele Rapagnetta ma suo padre, che era stato adottato dallo zio Antonio D’Annunzio e dal quale aveva ereditato non se l’era sentita di tradire il ricordo del suo benefattore e così lo registra all’anagrafe come Gabriele D’Annunzio. Gabriele nasce a Pescara il 12 marzo del 1863 in una casa in Piazzetta dei Fiori. La sua vivacità e intelligenza inducono il papà Francesco Paolo a provvedere ad un’adeguata educazione per questo lascia Pescara nel nell’anno 1874 a si trasferisce a Prato al Collegio Cicognini. Il giovane Gabriele legge libri proibiti, spesso finisce in punizione, si diverte ammiccando alle guardarobiere e studia quando gli altri dormono. Vuole avere tutto.
Adora le lodi, le lusinghe, la vita e la gloria. Già a 16 anni le donne belle sono la sua ossessione. Tornato a Pescara nel 1879, per le vacanze estive, porta con sé un quaderno di poesie, la famosa raccolta da titolo “Primo vere” che pubblica a spese del padre. “Primo vere” viene sequestrato ai convittori del cicognini per i suoi versi eccessivamente sensuali. La successiva estate, 1880, torna di nuovo a Pescara e così scrive: "Mi diverto discretamente: faccio cavalcate di tre ore quasi ogni sera (è una delle mie passioni), nuoto, vò in gondola al chiaro di luna, ballo il mercoledì e il sabato, dormo, scrivo versi, faccio la corte alle Signore; forse perché son poeta e ho una selva di capelli ricciuti e due occhi da spiritato. Son curiose le donne…"
Lo stesso anno si vide pubblicare con sua grande soddisfazione un suo racconto (Cincinnato) nel Fanfulla della domenica. Concluse gli studi liceali nel 1881 e finalmente arriva alla capitale. Roma, la città giusta per le sue ambizioni. Si iscrive all’università ma non la frequenta, preferisce i salotti e le pagine dei giornali e viene accolto con gran piacere nella rivista degli intellettuali alla Cronaca Bizantina. A Roma, inizia il periodo della follia, frequenta le feste accompagnato da donne bellissime fino a quando nel 1883 sposa la duchessina Maria Hardouin. Gabriele era felice. Prima di tutto di essere lontano dai suoi creditori romani, felice di essere riuscito a rimandare il servizio militare e di aver iniziato a scrivere il suo primo romanzo “Il Piacere”. L’anno successivo al matrimonio nasce il suo primo figlio ma anche la sua prima relazione extraconiugale. Nel frattempo accumula debiti su debiti, decide che il giornalismo non lo soddisfa più soprattutto materialmente. “Sì, quando io gioco, sento aumentare la mia propria vita,. Vivo come non mai. Tocco il limite sommo della mia forza, della mia libertà, della mia temerarietà. Chi disse che la vita è sogno? La vita è gioco. Ecco che c’ intendiamo. Io ho sempre vissuto contro tutto e contro tutti – non soltanto in fiume d’Italia- affermando e confermando…Ho giocato col destino, ho giocato con gli eventi, con le sorti, con le sfingi e le chimere.Dal tempo lontano di Montecarlo io serbo nella mia memoria certi volti di giocatori veri, senza guadagno, senza alcuna cupidigia di oro: sì, certi volti che non dimenticherò mai. Li rivedo in me con tutti i loto rilievi, come se pur ora io li lavorassi con la mia acquaforte segreta. Come diversi dai volti dei miei giocatori pescaresi, di Pescara città di Gioco, come il Vasto è città di Grazia! Li vide, li cercò, li mirò la mia fantasia tormentosa. Voglio ancora svelare ma a me stesso. Voglio dire come l’impronta della mia città natale sia stampata in me, e nel meglio di me, fieramente. Ricordare ricordare, voglio; e gettare la mia miseria nel gioco mortale.” (Cento…..e cento pagine del libro segreto).
Le donne continuano ad essere una parte importante della sua vita: “Io sono infedele per amore, anzi per arte d’amore quando amo a morte.”
Ma l’altra metà era il mondo e lui voleva che il mondo sapesse di quanto egli stesso fosse capace di tutto. Eleonora ha cinque anni più di lui, la incontra per la prima volta a Roma nel 1882. Gabriele è giovane, pieno di riccioli, è appena arrivato dall’Abruzzo.
La rivide di nuovo nel 1888 sul palcoscenico nelle vesti de “La signora delle camelie”, ma, l’incontro fondamentale e definitivo avverrà a Venezia nel 1894 e il loro tempestoso legame sentimentale durerà 10 anni. Nel 1900 D’Annunzio pubblica “Il fuoco”, romanzo autobiografico in cui il poeta mette a nudo la loro storia d'amore, la loro intimità. Divulga i loro segreti, scatenando critiche vivaci. Nel 1904 l’addio definitivo. Soltanto nel 1923, Gabriele le scrive: "Io ti amo meglio di prima", e conclude: "Ti bacio le mani tanto che te le consumo." La morte di Eleonora Duse “La Divina”, a Pittsburgh il lunedì di Pasqua del 1924, suscita in Italia una commozione enorme. D'Annunzio si rivolge a Mussolini affinché lo Stato provveda a far tornare in patria la salma. Devastato dal rimorso afferma: " E' morta quella che non meritai."
Al Vittoriale, ancora oggi, è presente nella stanza chiamata l'officina una statua raffigurante il volto di Eleonora Duse che il Poeta soprannominò musa velata poiché abitualmente teneva la statua coperta da un velo per non provare dolore nel rivedere quell'immagine che la mostrava giovane e ancora bella. E lui stesso, dopo aver partecipato attivamente alla guerra in terra, sul mare e nel cielo trascorse gli ultimi anni della sua vita al “Vittoriale” in cui muore il 1 marzo del 1938.
CHIETI Presentazione del libro "Raffaele Fraticelli. Voce di popolo" di Enrico Di Carlo
domenica 29 marzo 2009 - CULTURA
Verrà presentato lunedì 6 aprile, al Teatro Marrucino di Chieti (ore 17.30), il libro di Enrico Di Carlo Raffaele Fraticelli. Voce di popolo (Ed.
Verdone). Allegato al libro è un Cd con liriche declamate dallo stesso Fraticelli. La serata, dedicata al poeta per il suo ottantacinquesimo compleanno, è
organizzata dall’associazione culturale teatina “Semprevivo”. Interverranno, oltre all’autore, l’arcivescovo di Chieti, mons. Bruno Forte e il presidente
dell’associazione Aurelio Bigi.
Nato a Chieti il 9 gennaio 1924, Fraticelli ha legato il suo nome per oltre trent’anni alla storia della Rai abruzzese. Quando, nel marzo del 1953,
iniziarono ad andare in onda dagli studi di Pescara i primi programmi radiofonici, l’allora direttore Edoardo Tiboni pensò di creare delle trasmissioni
domenicali che si occupassero, con tono spensierato, dei problemi relativi ai quattro capoluoghi regionali più Campobasso, in quanto il Molise faceva
ancora parte amministrativamente dell’Abruzzo. Ogni capoluogo aveva, quindi, il proprio programma che andava in onda poco dopo mezzogiorno. A
Fraticelli fu affidato il compito di condurre la trasmissione chietina che aveva per titolo “Il campanone”. In quella occasione, tre anni dopo, esordì la
maschera di Zì Carminuccio (così chiamato dal secondo nome del suo creatore, Carmine). Personaggio ingenuo, o solo apparentemente tale, sin dall’inizio
mostrò la semplicità dell’uomo di campagna in contrasto con le complicazioni burocratiche del centro urbano. Zì Carminuccio raggiunse consensi sempre più
elevati quando, qualche anno dopo, la trasmissione prese il titolo di “Pe’ la Majella”, rievocatore di una tipica espressione locale. A febbraio e a giugno del
1966, Fraticelli fu invitato a partecipare, insieme ad altri colleghi pescaresi, allo spettacolo radiofonico “Attenti al ritmo”, condotto da Mike Bongiorno.
Zì Carminuccio fece la sua ultima apparizione dai microfoni della Rai nel 1989 quando partecipò al programma “Canti d’Abruzzo”, condotto da Carlo Orsini.
Ma Fraticelli non è solo la maschera di Zì Carminuccio. Da circa settant’anni, infatti, è “voce di popolo” con la sua straordinaria capacità di stare dalla parte
di tutti, di elevare gli umili a protagonisti, di farsi cantore del dolore, della gioia, della quotidianità. Mons. Bruno Forte – nella presentazione – ha definito
Fraticelli «Artista degli umili, Poeta di Dio: sospeso fra prossimità e trascendenza, fra la larghezza di umanità del suo cuore e lo slancio dell’adorazione e
della fede che invoca». Un percorso di poesia e di fede che lo ha portato a tradurre, in versi dialettali, prima le pagine del Vangelo che raccontano della
Passione, Morte e Resurrezione di Nostro Signore e, successivamente, quelle dedicate alla Madonna. Si è anche occupato di numerosi aspetti legati alla
tradizione popolare della regione. Ha pubblicato, tra l’altro, La cucina de mamme, Giorni di festa e dintorni e Lu lópe (rappresentazione del miracolo di San
Domenico a Pretoro). Fraticelli ha tradotto “pagine scelte” della Figlia di Iorio di d’Annunzio, in occasione del centenario dell’opera: lettura messa in scena
la sera del 3 maggio 2004 al teatro Marrucino di Chieti. Cinque anni dopo il Marrucino si appresta ad accogliere nuovamente il poeta in una serata a lui
dedicata. Il pomeriggio del 6 aprile, sul palcoscenico del teatro ove aveva debuttato nel luglio del 1944, il cantore della gente d’Abruzzo racconterà in
poesia le tappe di una straordinaria carriera.
CELLINO ATTANASIO Presentazione ristampa anastatica del “Saggio di Statistica Generale con applicazione al Comune di Cellino”
28 marzo 2009 - CULTURA
Oggi alle ore 10,30, presso l’Auditorium dell’ex chiesa di S.
Spirito a Cellino Attanasio, verrà presentata la ristampa anastatica del libro
“Saggio di Statistica Generale con applicazione al Comune di Cellino”, edito
originariamente nel 1851 da Agostino Taraschi. Alla presentazione interverranno il sindaco di Cellino Attanasio, dott.
Angelo Contrisciani, il prof. Adelmo Marino dell'Università di Teramo e lo
storico dott. Sandro Galantini, cui si deve la cura del volume e il denso
saggio introduttivo su Agostino Taraschi.
SCHEDA DEL LIBRO - Il canzanese Agostino Taraschi (1822-1833), dal 1849 sindaco di Cellino
Attanasio, destinato a una brillante carriera negli apparati dello Stato
borbonico ed esponente significativo della politica e della vita pubblica nel
periodo postunitario, fu tra i pochi nel Primo Abruzzo Ultra, come veniva
allora chiamata la Provincia di Teramo, a misurarsi con la statistica, una
disciplina praticata e seguita ma non ancora assurta definitivamente a
scienza. Frutto dei suoi studi accurati e di un robusto retroterra culturale, è un suo
accuratissimo libro edito nel 1851, Saggio di statistica generale con
applicazione al Comune di Cellino, riproposto in ristampa anastatica integrale
dalla casa editrice teramana “Ricerche&Redazioni” con il sostegno del Comune di
Cellino Attanasio. Restituito dopo oltre un secolo e mezzo alla fruizione generale, questo
ponderoso volume, a suo modo unico e sinora conosciuto solo dagli studiosi più
attenti e da pochi appassionati, offre alla nostra attenzione un quadro ampio e
dettagliato di Cellino Attanasio e del suo territorio sotto il profilo storico,
demografico, zootecnico ed economico, con notazioni interessanti sulle varietà
vegetali allora presenti, sulle tecniche colturali più diffuse, sul sistema
abitativo e sull’istruzione. Un raro cimelio bibliografico che reca un tassello di assoluta importanza per
la ricomposizione della storia abruzzese ma anche di quella più generalmente
meridionale..
PESCARA L'oro dei cuochi pescaresi agli Internazionali d'Italia
venerd' 6 marzo 2009 - CULTURA
In occasione della nona edizione dei Campionati nazionali di Cucina – “Internazionali d’Italia esposizione culinaria” tenutasi dal 1 al 5 marzo a Marina di Massa Carrara, la squadra dell’Associazione provinciale Cuochi di Pescara si è aggiudicata la medaglia d’oro. Oro anche per Michele Ottalevi, responsabile della squadra pescarese, premiato come miglior capo team dell’edizione 2009. Il team abruzzese formato dal responsabile Michele Ottalevi e dagli shef Mario Rabottini, Gianluca Carrozzi, Vito Giansante e Vito Silvestri, con la collaborazione di Lucio D’Angelo, Enzo Piccirilli e Floriano Capraio ha convinto la giuria e i numerosi ospiti preparando un menù di quattro portate composto da ravioli di farina “Solina” farciti di alici e cicorietta selvatica di Campo Imperatore su crema di fagioli Tondino del Tavo emulsionata all’olio extravergine d’oliva dop aprutino-pescarese con riccioli di pecorino di Farindola e di peperone secco, rotolo di agnello farcito con uova e formaggio con parfait del suo fegato al mosto cotto e chips di patata di Avezzano, polpettina fritta su ristretto di pomodoro e basilico e chitarra di asparagi e carote all’aglio rosso di Sulmona profumata alla centerba Toro e parrozzo con cuore vivo di cioccolato e “Lingotto d’Oro d’Abruzzo” con cialda di miele di sulla e spuma di ratafià. Gli sponsor che hanno reso possibile l’importante risultato: pastificio Delverde, Oleificio Capo, Aprutina Carni, Quartiglia, confettificio William Di Carlo e il Consorzio DOP Aprutino Pescarese. “Il prestigioso risultato è frutto di un lavoro di squadra che dura da oltre un anno - dichiara Lorenzo Pace, nel congratularsi con la squadra che ha partecipato al Concorso culinario - Quando infatti il compito di esprimere la cucina di una regione straordinaria come l’Abruzzo è affidato a un’Associazione provinciale di Cuochi, il cibo diventa sinfonia del gusto e i piatti sono arte, nel senso più classico del termini. La compagine di professionisti, di grande esperienza e maestria fatta di manualità, creatività e inventiva, non propone “semplici” pietanze ma veri e propri capolavori”. “La cucina non è un semplice insieme di nutrimenti e sapori ma esprime la storia e la civiltà di un territorio, del quale utilizza la sapienza e i prodotti che incantano il palato e lo solleticano come fossero sirene del gusto - sottolinea il responsabile team Michele Ottalevi – Abbiamo utilizzato i migliori prodotti abruzzesi, valorizzandoli al massimo in modo da esaltare i sapori. Un vero successo per la gastronomia abruzzese.”
CONEGLIANO (TREVISO) Treviso celebra oggi Giannina Milli
Venerdì 27 febbraio 2009 - CULTURA
Organizzata dall'Associazione Lirica "Pier Adolfo Tirindelli" di Conegliano (Treviso), si svolge oggi una serata dedicata alla poetessa teramana Giannina Milli alla quale a rappresentare Teramo e la Biblioteca Provinciale "Melchiorre Delfico" è prevista la presenza dello storico Marcello Sgattoni. Alla serata interverranno per un saluto il Presidente dell'Associazione Maurizio Di Marzio, che è abruzzese, e per una breve prolusione sugli aspetti musicali il Maestro Davide Da Ros (pianista e cultore della Romanza da Salotto). Verranno eseguite alcune ispirate pagine ottocentesche per canto e pianoforte su testo della Milli. Renato Toffoli, vice-presidente dell'associazione che nella sua storia quasi trentennale si è prefissa la valorizzazione degli artisti ingiustamente dimenticati, spiega le ragioni particolari di questa scelta: "L'attenzione particolare ai poeti minori ha fatto scorgere la trascuratezza della Storia della Musica verso la Romanza da Salotto e la sua importanza sia nel processo di unificazione culturale dell'Italia sia nell'emancipazione della donna. Alla donna come esecutrice si erano dati nell'Ottocento senz'altro posti di rilievo, ma come autrice di composizioni musicali per niente. Ma quando pensiamo alla Romanza da Salotto (come a tutte le forme di scrittura musicale abbinate ad un testo) il compositore si fa interprete e la composizione che ne sorge è nella sostanza di due autori pur nella sua fattiva filtrazione. Allora la ricerca, perché tutto da essa si è mosso, si è spostata un po' dai poeti minori ai poeti trascurati, e chi più delle donne? Basti pensare a Francesco Paolo Tosti che la confina in un angoletto insignificante nella sua produzione. Poi invece si scopre che ci sono compositori meno studiati che invece un rapporto artistico proficuo hanno ottenuto con scrittrici di più o meno chiara fama e qui vi rientra a pieno titolo Giannina Milli".
ABBATEGGIO (PE) Apre ad Abbateggio il primo Ecomuseo del Paleolitico
venerdì 27 febbraio 2009 - CULTURA
Oggi viene presentato nella sala Figlia di Jorio il progetto di realizzazione di un Ecomuseo del Paleolitico nella
valle Giumentina, che è il primo del genere realizzato in Italia. Il progetto, giunto alla conclusione, è stato promosso dal
Sindaco di Abbateggio Antonio Di Marco con il concorso del Parco nazionale della Majella, ed è stato realizzato grazie ad un
finanziamento della Cipe, e ad un mutuo contratto dal comune stesso. I particolari del progetto vengono oggi illustrati dal
sindaco, dall'assessore provinciale alla cultura e turismo Paolo Fornarola. Intervengono per la Sovrintendenza archeologica
dell'Abruzzo Andrea Staffa e Silvano Agostini quali consulenti scientifici del progetto. Sarà presente anche il progettista
dell'ecomuseo, l'architetto Santino Iezzi.
ABRUZZO Esce in edicola un DVD dedicato all'Abruzzo
25 febbraio 2009 - CULTURA
Bella iniziativa editoriale del 'Corriere della Sera', che presenta giovedì 26 in allegato al quotidiano un DVD realizzato in altissima definizione dedicato all'Abruzzo, della serie 'Magnifica Italia'. Il video è stato realizzato, tra gli altri, con la collaborazione di Abruzzo Promozione Turismo e della Soprintendenza per i beni archeologici di Chieti, insieme ai musei nazionali Villa Frigerje La Civitella, del Parco nazionale d'Abruzzo, del Parco nazionale della Majella. Il video, dalle immagini spettacolari (con riprese da un elicottero) esalta gli aspetti turistici e culturali della nostra regione. Fa corredo al video una bella guida turistica illustrata del Touring Club Italiano, dove sono presentati gli itinerari che fanno parte del video, con un corpo di notizie e informazioni utili al turista che intende visitare la nostra bella regione.
TERAMO Il libro-scandalo di Mariasara Cielo 'Oggi sono nata sola'
5 febbraio 2009 (#0048) - CULTURA
Ha suscitato un certo clamore nei giorni scorsi la pubblicazione a Teramo di un libro-denuncia, 'Oggi sono nata sola', di cui è autrice una ragazza teramana (si presenta con lo pseudonimo di Mariasara Cielo) che ha lasciato la città d'origine e vive attualmente a Roma. La sua storia vera si ispira ad un diario che l'autrice ha cominciato a scrivere nell'adolescenza, e nel quale ha racchiuso i suoi tormenti interiori: la solitudine, il conflitto con la madre, e l'anoressia che si trasforma in bulimia. Leggiamo dal prologo del libro: "Io sono la vittima e l’aguzzina di mia madre e di me stessa. Non so se la mia sia stata un’adolescenza rubata o un’adolescenza venduta. Ho ventidue anni e odio il mio corpo, passato di braccia in braccia in una città di cui conosco più le camere da letto che le strade. Da troppi anni mi lavo con le saponette rubate negli alberghi. Faccio quattro docce al giorno ma quell’odore non va via. Odore: nome maschile numero plurale.” Mariasara per sfuggire ai suoi tormenti passa da un letto all'altro concedendosi a uomini che prendono senza chiedere. Nel libro i personaggi non vengono citati, ma di loro si può intuire qualcosa, ed ecco quindi che l'uscita in libreria provoca un vespaio. L'autrice teramana ha scritto una lettera aperta ad un quotidiano locale, sfogandosi: “Mi ritrovo a dover scrivere una frase che non avrei mai creduto di pronunciare: ho pestato i piedi a troppa gente...”. Del discusso libro, per il quale qualcuno è arrivato a chiedere il ritiro dalle librerie, pubblichiamo una recensione di Carina Spurio (SCHEDA DEL LIBRO)
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PESCARA Presentazione del libro 'Io mi ricordo'
Sabato 31 gennaio 2009 (#0045) - CULTURA
Verrà presentato sabato 31 a Pescara presso la Libreria Libernauta (via Teramo 27) alle ore 17.30 il libro 'Io mi ricordo' (Edizioni Tabula fati) di Paolo Ferro, scrittore esordiente di Avezzano. Chi conosce l'emozione di viaggiare nel tempo della propria biografia sfogliando un album di vecchie fotografie, la ritroverà leggendo questo romanzo della memoria dal tono lirico e intimista. L'autore è un artigiano che usa il filo dei ricordi per rilegarne le pagine, per tessere storie di mondi invisibili, fiabe e leggende; che ogni tanto si fa cantastorie per intonare canzoni e nenie popolari o per raccontare di quando l'Amore arrivò sulla Terra, portato dalle stelle e dal vento. Paolo Ferro è nato ad Avezzano nel 1965. Scrittore esordiente, laureato in Economia e Commercio, sta ultimando gli studi di Scienze motorie e di chitarra classica presso il Conservatorio musicale di Pescara. Ha lavorato come speaker radiofonico in varie emittenti. Come pittore ha partecipato a esposizioni individuali e collettive. Impegnato nel sociale, la sua attuale professione è quella di allenatore di calcio. Alla presentazione del libro sarà presente l'editore Mario Solfanelli.
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CONEGLIANO (TREVISO) Treviso celebra Giannina Milli
Venerdì 23 gennaio 2009 (#0039) - CULTURA
Per il prossimo 27 febbraio è stata organizzata dall'Associazione Lirica "Pier Adolfo Tirindelli" di Conegliano (Treviso) una serata dedicata alla poetessa teramana Giannina Milli alla quale a rappresentare Teramo e la Biblioteca Provinciale "Melchiorre Delfico" interverrà lo storico Marcello Sgattoni. Nella serata interverranno per un saluto il Presidente dell'Associazione Maurizio Di Marzio, che è abruzzese, e per una breve prolusione sugli aspetti musicali il Maestro Davide Da Ros (pianista e cultore della Romanza da Salotto). Verranno eseguite alcune ispirate pagine ottocentesche per canto e pianoforte su testo della Milli. Renato Toffoli, vice-presidente dell'associazione che nella sua storia quasi trentennale si è prefissa la valorizzazione degli artisti ingiustamente dimenticati, ci spiega le ragioni particolari di questa scelta: "L'attenzione particolare ai poeti minori ha fatto scorgere la trascuratezza della Storia della Musica verso la Romanza da Salotto e la sua importanza sia nel processo di unificazione culturale dell'Italia sia nell'emancipazione della donna. Alla donna come esecutrice si erano dati nell'Ottocento senz'altro posti di rilievo, ma come autrice di composizioni musicali per niente. Ma quando pensiamo alla Romanza da Salotto (come a tutte le forme di scrittura musicale abbinate ad un testo) il compositore si fa interprete e la composizione che ne sorge è nella sostanza di due autori pur nella sua fattiva filtrazione. Allora la ricerca, perché tutto da essa si è mosso, si è spostata un po' dai poeti minori ai poeti trascurati, e chi più delle donne? Basti pensare a Francesco Paolo Tosti che la confina in un angoletto insignificante nella sua produzione. Poi invece si scopre che ci sono compositori meno studiati che invece un rapporto artistico proficuo hanno ottenuto con scrittrici di più o meno chiara fama e qui vi rientra a pieno titolo Giannina Milli". Per informazioni e adesioni alla serata è possibile contattare l'associazione tramite il sito internet www.tirindelli.org oppure al il numero telefonico 043831461.
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ABRUZZO Il nuovo disco dei Ratablò
Giovedì 22 gennaio 2009 (#0038) - CULTURA
Transubanda è il nuovo disco dei Ratablò, gruppo abruzzese che da quattro anni rappresenta la nostra cultura musicale e strumentale in regione e fuori regione. L'intensa attività del gruppo ha toccato importanti festival regionali e nazionali ricevendo ovunque grande apprezzamento per le sonorità, lo spettacolo e la valenza culturale del progetto. La formazione attuale è nata tre anni fa con l'ingresso di Teo Pace (flauti, ciaramella, zampogna), ma il nucleo primario già da qualche anno lavorava sui brani. I componenti del gruppo nutrono da sempre una profonda passione per le musiche tradizionali e ciò li ha spinti a studiare da vari anni gli strumenti che suonano ed acquisire le tecniche espressive connesse. Del nuovo disco parla Antonio, uno dei componenti del gruppo abruzzese: “Transubanda è uno dei luoghi della nostra transumanza sonora, il disco in sé rappresenta un viaggio ideale dalle montagne d’Abruzzo al Tavoliere delle Puglie. Il primo brano cita proprio distici appartenenti a La partenza del pastore di Scanno e, passando per temi come il lavoro, l’amore, il dolore, la burla,… il disco si snoda fino a raggiungere il Gargano con la tipica tarantella ed il profondo sud con una pizzica. Così come i Tratturi portano altrove, anche la nostra musica parte da un archetipo comune (la saltarella, la spallata, un testo qualsiasi) e si dirige poi verso altri stilemi e strutture, senza inseguire il tradizionale a tutti i costi, il disco rappresenta un approdo ma già porta con sé, alla traccia 4, il nuovo percorso che Ratablò ha intrapreso. Se Transubanda è uno dei luoghi ideali della nostra transumanza sonora, altri ne verranno… ”.
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ABRUZZO Riflettori sui giovani concertisti abruzzesi: Antonio D'Antonio
Domenica 18 gennaio 2009 (#0030) - CULTURA
Il video girato nel maggio 2008 all'interno dell'abbazia di San Liberatore a Majella contiene il brano musicale 'Il castello' per violoncello composto da Alessandro Appignani ed eseguito dal violoncellista rosetano Antonio D'Antonio. Il giovane abruzzese ha da qualche anno intrapreso una promettente carriera di concertista e solista in Italia e all'estero. Diplomatosi con il massimo dei voti, lode e menzione d'onore preso l'Istituto "Gaetano Braga" di Teramo sotto la guida del maestro Evangelista Frascarelli, ha perfezionato la sua preparazione grazie al conseguimento di borse di studio e alla partecipazione a corsi di alti perfezionamento. Ha recentemente ricoperto il ruolo di primo violoncello solista nell'Orchestra Giovanile "Uto Ughi" di Roma.
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ABRUZZO Parte 'Buongiorno Regione' su Rai Tre
Venerdì 16 gennaio 2009 (#0025) - CULTURA
E' all'insegna dello slogan "L'informazione vicino casa" che parte da lunedì prossimo (19 gennaio) il nuovo contenitore della Rai "Buongiorno Regione", un format di trenta minuti che getta uno sguardo sull'intero Abruzzo: edizioni del telegiornale, collegamenti sul web e rassegna stampa dei quotidiani regionali, oltre ad una panoramica sugli eventi del giorno. La trasmissione è aperta anche alla partecipazione degli spettatori, che potranno contribuire con i propri filmati per mettere in luce i pregi ed i difetti della nostra regione. Dopo tre mesi di programmazione in quattro regioni pilota gli ascolti in continuo crescendo hanno decretato il successo del format, spingendo i dirigenti Rai ad estendere la programmazione. Presentata negli studi Rai di Pescara, la trasmissione andrà in onda dal lunedì al venerdì, dalle ore 7,30 alle 8 di mattina. Il direttore del Tgr Abruzzo, Domenico Logozzo, promette "una informazione moderna, snella ed essenziale.Un viaggio dell’Abruzzo anche attraverso Internet, senza però trascurare gli straordinari ricordi del passato con le immagine delle Teche Rai e dei videoamatori".
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TERAMO Il ritratto di Liliana Merlo su You Tube
Mercoledì 14 gennaio 2009 (#0020) - CULTURA
Da qualche giorno è presente su You Tube un nuovo canale dedicato alla figura di Liliana Merlo (Archivio Liliana Merlo) curato dall'A.I.S.A.C.S. "Liliana Merlo" di Teramo, nel quale è in corso di pubblicazione il video dello spettacolo che fu rappresentato al Teatro Comunale di Teramo nel maggio 2007 con l'Hungarian National Ballet, dedicato alla danzatrice e coreografa scomparsa nel 2002. Ma soprattutto è da segnalare sullo stesso canale la presenza di un ritratto che ricostruisce la vita e la carriera della ballerina italo-argentina. Il documentario fu già presentato nel Teatro Comunale di Teramo nel 2003 in occasione del primo anniversario della sua scomparsa. Liliana Merlo, nata in Argentina da umili genitori, ottenne nel 1945 presso il Conservatorio Nazionale di Musica ed Arte Scenica di Buenos Aires il titolo di "Profesora Superior de Danza". L'anno successivo aprì la sua prima scuola di danza. Si trasferì in Italia nel 1957 ed aprì a Teramo nel 1959 la Scuola di Danza accademica "Città di Teramo. Nel 1999 istituì l'Associazione Internazionale per lo Studio delle Arti Coreutiche e dello Spettacolo (AISACS), oggi a lei intitolata.
L'AQUILA Presentazione del libro "UNO Bozzetti e ritratti"
Mercoledì 14 gennaio 2009 (#0019) - CULTURA
Verrà presentato il 21 gennaio prossimo presso la sala delle conferenze della Carispaq dell'Aquila (ore 18) l'ultimo libro di Aldo Scimia "UNO Bozzetti e Ritratti", pubblicato dalla Editrice Graphitype di Raiano. Scimia, già autore di diverse pubblicazione di carattere storico si è indirizzato questa volta verso un prodotto di narrativa, otto racconti brevi in cui l’autore, "frugando nei ricordi propri ed altrui, ed anche nella sua fantasia, ha ripercorso nel tempo e nello spazio la terra aquilana, così come si presentava nel secolo scorso attraverso otto personaggi sconosciuti ai più: ne ha tracciato il profilo mettendo in evidenza, il legame con la terra natia ed il tratto più profondo della loro esistenza: la solitudine". Interverrano alla presentazione del volume il prof. Giorgio Tentarelli, docente di storia e filosofia, ed il giornalista Giustino Parisse, curatore della presentazione della pubblicazione, che ha già affiancato Aldo Scimia nella stesura di "La strage nazista di Onna".
[SCHEDA DEL LIBRO]
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TERAMO "Narciso": antologia di poesie di Carina Spurio
Mercoledì 7 gennaio 2009 (#0012) - CULTURA
Non si scrive per essere letti. Quasi mai. Si inizia a scrivere quando sul foglio bianco si vorrebbe fermare una parola che dentro alcuni di noi torna a cercare ragioni. Gli uomini e le donne sognano, certo, non allo stesso modo e nei luoghi riservati ai loro desideri ritrovano le immagini che vogliono vivere. Prossimamente, a Teramo, il suono delle pagine da sfogliare arriva in Teatro. In un caffè del centro di Teramo, tra sogno e realtà è nata l’idea di realizzare un’ Antologia dal titolo Narciso (Evoè Edizioni Teramo 2009 - www.evoe-casaeditrice.com) che raccoglie quattro libri di Poesie di Carina Spurio, con il commento del Dott. Ivan Pozzoni, direttore culturale della Liminamentis Editore casa editrice culturale nata in Brianza nel 2007 e la prefazione della scrittrice e regista teramana Asteria Casadio. Il libro sarà portato in scena dalla Compagnia Teatrale Gli Sbandati. La lettura scenica avverrà nella “Sala del Mutilato” sita in Piazza Dante a Teramo, il 23 Gennaio 2009, ore 21,30. [SCHEDA DEL LIBRO]
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BORRELLO (CH) Presentazione del libro “Borrello 1900-1950”
Mercoledì 7 gennaio 2009 (#0011) - CULTURA
E' stato presentato a Borrello (CH) il 3 gennaio il volume "Borrello 1900-1950" edito dalla Casa Editrice Tinari. Il volume rappresenta il catalogo della mostra documentaria organizzata dall’Amministrazione comunale in collaborazione con l’Archivio di Stato di Chieti e la Casa Editrice Tinari, che si è svolta in occasione dell’inaugurazione dei locali della Vetrina della Riserva realizzata in quella che fino a circa trenta anni fa era la sede della distilleria A. Evangelista di Borrello. Il libro “Borrello 1900-1950”, oltre che presentare le foto dei documenti originali esposti nella mostra, contiene la trascrizione degli stessi documenti esposti nonché un interessante e puntuale saggio scientifico sulla ricostruzione successiva alla seconda guerra mondiale della Prof.ssa Lucia Serafini, docente presso la facoltà di Architettura dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara. [SCHEDA DEL LIBRO]
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VIDEO ABRUZZESI SU YOU TUBE Sei abbruzzese se...
Lunedì 5 gennaio 2009 (#0008) - CULTURA
Descrizione del carattere abruzzese recitata da Federico Pompa, che è una sorta di sketch a metà strada tra prosa dialettale e cabaret nostrano. Il video fa parte di un canale che comprende una serie di rivisitazioni in dialetto teramano di alcuni storici spot pubblicitari. Quello di parodiare in chiave dialettale i film di successo è tra i contributi più originali ed esilaranti presenti su You Tube.
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