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PESCARA
Mostra dedicata a Tommaso Cascella: per la prima volta il percorso di una vita

4 agosto 2009 - EVENTI

È il contesto più completo che ad oggi abbia trattato del pittore Tommaso Cascella (1890-1968), primogenito dell’artista pescarese Basilio e fratello di Michele e Gioacchino, che per via del carattere riservato ed austero – abruzzese doc, diremmo oggi – non si è mai sufficientemente adoperato per promuovere la sua figura di artista. L’esposizione è visitabile a partire da sabato 4 luglio 2009 fino al 31 ottobre presso il museo di Villa Urania, in via Piave 139 a Pescara: presenta circa 40 opere realizzate tra il 1907 e il 1950 e seguirà gli orari della mostra permanente di maioliche di Castelli, ossia 11-13 e 17-21 ogni giorno tranne il lunedì, con biglietto di ingresso a 6 euro. Oli su tela, pastelli su cartoncino, maioliche e tecniche miste rivelano un nuovo volto di Tommaso, prima enfant prodige e poi artista maturo, sempre pieno di entusiasmo e di passionalità, che trova nella pittura la sua massima espressione. La mostra è frutto di un lungo e paziente lavoro di ricerca condotto da Vincenzo de Pompeis e da Giovanbattista Benedicenti ed è stata realizzata grazie al beneplacito della Camera di Commercio di Chieti e collezionisti privati abruzzesi e milanesi, che hanno prestato le loro opere. È aperto l’invito ai collezionisti in possesso di opere di Tommaso Cascella a presentarsi ai curatori, per fare del Museo Villa Urania un polo propulsore di nuova cultura, che aggiungerà un importante tassello allo studio della storia dell’arte contemporanea. Nato ad Ortona e vissuto in Abruzzo, Tommaso Cascella ha fatto una scelta che ha penalizzato la sua notorietà premiando forse la sua qualità artistica: è rimasto nella terra in cui è nato, abitando a Pescara in quello che era stato il laboratorio del padre e che oggi è sede del Museo Basilio Cascella. Scelta contraria di quella compiuta da suo fratello minore, Michele, diventato più celebre anche grazie alle sue esperienze internazionali. Vissuto tra il 1890 e il 1968, Tommaso Cascella ha reso onore al suo Abruzzo documentandone con colori vibranti scene di vita popolare e scorci paesaggistici, come il porto fluviale di Pescara attraversato dalle caratteristiche paranze, le colline della provincia, la Majella "madre" e il Gran Sasso, la “bella addormentata”, che si staglia all’orizzonte vista dal fiume. Ma collateralmente a questa esposizione, un evento ancora più importante segna l’estate culturale pescarese. Per l’occasione, infatti, la Fondazione ha pubblicato un vero e proprio volume monografico dedicato a Tommaso Cascella, il primo che presenti con completezza la sua vita e la sua carriera artistica. Il libro, di oltre cento pagine, edito da Ianieri e co-finanziato dalle Fondazioni Pescarabruzzo e Paparella Treccia-Devlet, riporta oltre 160 testimonianze della carriera artistica di Tommaso, moltissime delle quali inedite: dal suo esordio, appena quattordicenne, come disegnatore su un fascicolo realizzato in onore a Gabriele d’Annunzio, passando per la sua prima mostra tre anni dopo a Parigi e documentando le esposizioni a Milano, alla Biennale di Venezia (1920), a Bari (1929) e alla Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma (1952). Alla sua stesura ha contribuito fattivamente anche la ricercatrice Raffaella Cordesco, direttamente da Parigi. «Prima delle ricerche avviate l’anno scorso dietro incoraggiamento dell’assessorato comunale alla cultura – spiega Vincenzo De Pompeis, direttore del museo Villa Urania – l’attività di Tommaso era nota solo attraverso le opere esposte nel Museo Cascella e pochi altri lavori di musei, enti e istituzioni pubbliche e di collezionisti, che erano riferiti all’ultimo trentennio di attività e che non rendono giustizia al suo periodo giovanile, quando la vena artistica era visibilmente più fervida. In questo volume per la prima volta si traccia un percorso completo». «Tommaso si distingue per il suo stile semplice, ma efficace, teso a rappresentare la vita e le tradizioni del suo Abruzzo – conclude Carlo Di Properzio, direttore scientifico della Fondazione Paparella Treccia-Devlet – Abbiamo voluto dedicare a lui l’annuale mostra estiva, nel ricordo del fondatore del Museo, il compianto Raffaele Paparella Treccia». - Ufficio Stampa: Mente Locale, 085.4554504 - Responsabile Ufficio Stampa: Cristina Mosca - 328.4131195



ABRUZZO
Terra madre Abruzzo: una mostra grande quattro province

3 agosto 2009 - EVENTI

Il progetto “Terra Madre Abruzzo” nasce dall’interazione tra Ministero dei Beni Culturali, Regione Abruzzo, Legambiente e Icom Italia (Comitato nazionale italiano del Concilio dei musei) che, grazie ad accordi già avviati negli anni, ha permesso di superare in poco tempo la fase di emergenza nelle attività di recupero delle opere danneggiate dal sisma e di trasformarla in progetti di valorizzazione. Il percorso è iniziato lunedì 29 giugno a Teramo presso il Museo Civico Archeologico, dove è stata messa in mostra una Madonna col Bambino dei primi decenni del XV secolo: un’opera lignea di bottega d’ispirazione toscana che operò stabilmente nella città de L’Aquila. L’opera costituisce una prova tangibile delle strette relazioni che intercorsero tra la Toscana e l’Abruzzo aquilano a cavallo tra Tre e Quattrocento, ed è difatti toscano l’ambito stilistico al quale il gruppo fu relazionato per la prima volta dal Moretti. Giovedì 2 luglio a Pescara il Museo delle Genti d’Abruzzo di Pescara ha accolto la “Madonna del Latte” originariamente custodita nella chiesa di Santa Maria in Pantanis di Montereale: una tavola databile alla seconda metà del XIII secolo, conservata nel Museo Nazionale da venti anni. È detta “in pantanis” perché la leggenda vuole che sia stata rinvenuta, in epoca medievale, nei pressi di un acquitrino: il simbolismo dell’acqua come fertilità e maternità ritorna. Presso il museo Casa natale di Gabiele d’Annunzio è stata esposta la Madonna Adorante proveniente dalla parrocchia di Atessa e custodita nel Museo Nazionale: una statua in legno policromo e dorato risalente alla prima metà del XV secolo e alta 95 cm e originariamente parte di un presepio smembrato. Sabato 4 luglio due statue sono giunte a Chieti: il Museo Nazionale Archeologico Villa Frigerj ha ospitato la Madonna lignea, policroma in trono con Bambino risalente alla metà del XIV secolo e restaurata negli anni ’50. Posizionata al centro dello scalone monumentale, è stata posta in relazione con la statuina di kourotrophos (nutrice) in argilla, modellata a stampo, proveniente dal deposito votivo del santuario peligno di Ocriticum di Cansano (AQ) e databile attorno alla fine del IV secolo a.C. Il Museo Archeologico Nazionale “La Civitella” espone invece la Madonna Adorante, della fine del XV secolo, originaria della chiesa di San Panfilo a Spoltore. La statua è nella Sala dei Frontoni, in prossimità della statua di una divinità matronale in trono proveniente da Lucus Angitiae e risalente al periodo repubblicano, per metterne in evidenza le fattezze straordinariamente simili e rafforzare così la sacralità insita nel territorio. L’11 luglio alle 19,00 il percorso ha subito una sorta di intermezzo musicale presso il Museo Preistorico di Celano Paludi, per indurre i visitatori a riflettere con il concerto Opera “03.32”, composto per l’occasione da Francesco Traversi per ottoni e che verrà interpretato dalla Italian Brass Ensemble diretta dal Maestro Luca Benucci. Dal 18 luglio il Museo per l’Arte e l’Archeologia del Vastese a San Buono (Ch) accoglie una Madonna col Bambino del X V secolo in legno intagliato e policromato, proveniente dalla chiesa di S. Margherita a L’Aquila e posizionata ora nel settore del museo dedicato agli antichi luoghi di culto, in corrispondenza di una sala con reperti di un deposito votivo risalenti al III e al II sec a.C. Vengono mostrati in loop i due video che fanno da leitmotiv al progetto: uno realizzato da Legambiente durante le operazioni di recupero e l’altro di invito a visitare tutte le altre statue accolte dalle altre province. Il 25 luglio, infine, la Fondazione Museo Michetti a Francavilla al mare (Ch) ha ospitato, in occasione dell’inaugurazione del 60esimo Premio Michetti, una “Madonna delle concanelle”: in legno intagliato e policromato del 1262, proveniente dalla Chiesa di Santa Maria della Neve, è reputata la più antica opera firmata del Duecento scolpito in terra d’Abruzzo. La bellissima iscrizione apposta sulla pedana del trono che rivela l’anno d’esecuzione del manufatto riporta anche i nomi dei suoi artefici, Antonio di Pace e suo figlio Domenico, che erano abili intagliatori ed insieme pittori di grande mestiere, presumibilmente a capo di una delle numerose piccole botteghe di artisti itineranti che, calcando i sentieri dell’Appennino centro-italiano sulle rotte dei commerci, andarono a procacciarsi occasioni di lavoro in Umbria, nelle Marche meridionali e in Abruzzo. Vicina nella caratterizzazione dei volti e nell’impostazione generale della figura ad una Madonna col Bambino nel Museo diocesano di Camerino, originariamente l'opera doveva prevedere una cassa ad ante richiudibili per esporla in particolari ricorrenze religiose. «Il tema della Madonna in Abruzzo – spiega Antonella Nonnis, curatrice dell’allestimento e coordinatrice delle squadre di recupero di Legambiente in Abruzzo – riconduce idealmente al concetto preistorico di Magna Mater, simbolo di origine primordiale, vita, fertilità: un chiaro intento di rinascita dell’Abruzzo dopo il grave colpo inferto dal sisma». «Terra Madre Abruzzo si propone come un tentativo di ricucire un tessuto formato da tanti piccoli elementi che vanno a comporre la storia artistica e culturale della Regione – aggiunge Anna Maria Reggiani, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici d'Abruzzo – Non a caso, la serie di Madonne con Bambino in mostra presentano un forte richiamo alla terra abruzzese e al suo passato». «Questo progetto – dichiara Vittorio Cogliati Dezza, presidente Legambiente – rappresenta un segnale di speranza per uscire dall’emergenza e una forte testimonianza del ruolo dell’identità nella ricostruzione. Dobbiamo ridare protagonismo ai sindaci, uscire dalle logiche dell'emergenza per condividere e approfondire con tutti i soggetti istituzionali, sociali, imprenditoriali, creditizi, associativi e culturali, un Patto per la ricostruzione che ponga al centro un'idea forte e moderna di territorio, libera dalla speculazione e capace di individuare i settori dell'innovazione, i criteri di qualità e i percorsi progettuali tangibili che diano nuova speranza ai cittadini di questi territori». «In un tempo e in un mondo in cui il senso stesso delle mostre sembra essersi smarrito nella ricerca sempre più affannosa dell’evento mediatico e della spettacolarità a tutti i costi – spiega Daniele Lupo Jalla, presidente dell’ICOM Italia – Terra Madre Abruzzo presenta invece tutte le caratteristiche delle esposizioni che vorremmo. Ha sede nei musei, è una mostra diffusa sull’intero territorio regionale, nasce come proposta meditata e seguita dai direttori delle istituzioni culturali coinvolte e da una scelta di opere che, nel ricordare lo straordinario patrimonio presente in Abruzzo e le ferite e le perdite che esso ha subito insieme alla popolazione per il terremoto, guarda avanti». Al termine della manifestazione, con l'allestimento di un laboratorio aperto al pubblico presso il museo preistorico di Celano Paludi, le statue della Vergine saranno restaurate a cura della Soprintendenza regionale con il supporto scientifico dell'ICOM Italia, mentre Legambiente curerà la gestione didattica del laboratorio che sarà quindi aperto anche alle scuole, in previsione del successivo trasferimento delle statue verso la comunità museale internazionale coinvolta dall'ICOM (http://icom.museum/disaster_relief/news.html). Il restauro di un’opera è stato reso possibile grazie all’iniziativa “Cento Artisti per L’Aquila” con parte del contributo raccolto nell’asta tenutasi lo scorso 27 maggio a Pescara. - Cristina Mosca - Ufficio stampa Legambiente Abruzzo - tel 328/4131195




SANT'OMERO (TE)
Mostre di disegno umoristico

2 agosto 2009 - EVENTI

Nell’ambito della prima rassegna umoristica “Sorridi con gusto”, che si sta svolgendo a Garrufo di Sant’Omero (Te), nell’ambito della manifestazione enogastronomica “Garrufo con gusto”, e che terminerà il prossimo 8 agosto, lunedì 3 (alle ore 21.45), nel cortile della scuola elementare, il pubblico incontrerà gli artisti che stanno animando le due mostre di disegno umoristico, allestite all’interno dello stesso plesso scolastico. Si tratta di Nino Di Fazio, Enzo Martocchia, Franco Pasqualone, Nando Perilli, Carlo Sterpone, Lucio Trojano e Walter Zarroli. Ai sette disegnatori, il curatore Enrico Di Carlo ha dedicato una “collettiva” le cui opere spaziano dalla caricatura alla vignetta satirica, dal ritratto di personaggi famosi a momenti di storia italiana e regionale. Mentre, a Lucio Trojano, lancianese ma romano di adozione, è riservata una “personale” nella quale sono esposti disegni che evidenziano, con garbato umorismo, aspetti di vita e tradizioni di alcune tra le principali località della nostra regione. Molti sono i disegni che descrivono paesi della provincia aquilana, martoriati dal terremoto del 6 aprile scorso. Ha scritto nel catalogo Enrico Di Carlo: «È ancora presto perché l’Abruzzo possa tornare a ridere. Ma un misurato sorriso può rappresentare un buon viatico perché al più presto si riprenda a sperare». Al termine della serata verranno premiati i vincitori del Premio racconto breve “Giammario Sgattoni”. Quest’anno, il concorso letterario, avente per tema “Il folklore nella storia della tua terra”, è stato vinto dallo storico e saggista di Giulianova, Sandro Galantini.




TORNARECCIO (CH)
La IV edizione di "Un mosaico per Tornareccio"

30 luglio 2009 - EVENTI

Venerdì 31 luglio 2009 alle 11.30, presso il Museo “Barbella” di Chieti, si terrà la conferenza stampa di presentazione della quarta edizione di "Un mosaico per Tornareccio", l’originale iniziativa ideata dal noto gallerista Alfredo Paglione, che sta trasformando il piccolo borgo in provincia di Chieti in uno straordinario museo a cielo aperto, fatto di ben venticinque mosaici, che riproducono bozzetti di grandi artisti, installati sulle facciate delle abitazioni. L’inaugurazione della quarta edizione è in programma sabato 1 agosto a Tornareccio. Alla conferenza stampa interverranno: Alfredo Paglione, ideatore dell’iniziativa; Laura Gavioli, curatrice dell’edizione 2009; Elsa Betti, coordinatrice dell’evento; Nicola Pallante, sindaco di Tornareccio. Nel corso della conferenza stampa sarà distribuito materiale foto e video. - Ufficio stampa “Un mosaico per Tornareccio”: Piergiorgio Greco 338 6649795 - press@unmosaicopertornareccio.it; Cristina Mosca 328 4131195 - press2@unmosaicopertornareccio.it - Sito web: www.unmosaicopertornareccio.it




SANT'OMERO (TE)
La prima rassegna umoristica "Sorridi con gusto"

30 luglio 2009 - EVENTI

Si svolgerà dal 2 all'8 agosto prossimi, a Garrufo di Sant'Omero (Te), nell' ambito della quinta edizione della manifestazione enogastronomica "Garrufo con gusto", organizzata dalla locale Pro Loco, la prima rassegna umoristica "Sorridi con gusto". L'iniziativa, a cura di Enrico Di Carlo, prevede due mostre di disegni umoristici, allestite all'interno della scuola elementare: una "collettiva" dedicata a Nino Di Fazio, Enzo Martocchia, Franco Pasqualone, Nando Perilli, Carlo Sterpone, Lucio Trojano e Walter Zarroli; l'altra "personale", riservata alla produzione abruzzese di Lucio Trojano. Si è pensato, infatti, di rendere un particolare omaggio alle quattro province delle quali Trojano è sempre riuscito a cogliere l'elemento caratterizzante, con pochi tratti e con mirabile sintesi. La sera di lunedì 3 agosto (ore 21,45), nel cortile della stessa Scuola, gli artisti illustreranno le loro opere spiegando come nasce una caricatura o una vignetta. Al termine, verranno premiati i vincitori del concorso "Racconto breve" intitolato a Giammario Sgattoni. Quest'anno il premio è stato vinto dallo storico e saggista di Giulianova (Te), Sandro Galantini, con il racconto "La Processione". Seconda è stata la genovese Itala Silvia Spurio, residente ad Acquaviva Picena (Ap), con il racconto "Ricordi all'ombra della fortezza". Terza si è classificata la teramana Rina D'Antonio con "Notte di San Giovanni". La sera di martedì 4 agosto (ore 21.45), in piazza XXV Aprile, il giornalista Antonio Caprarica, già corrispondente del TG1 e attuale direttore di Radio Uno e dei Giornali Radio Rai, presenterà il suo libro "Papaveri & papere" (ed. Sperling & Kupfer; Rai Eri). Caprarica raccoglie le figuracce più celebri e spassose, dagli equivoci sfociati in veri e propri incidenti diplomatici alle balordaggini di gaffeur cronici come il principe Filippo d'Inghilterra o il giornalista Luca Giurato. Ci sono le gaffe politiche dei presidenti americani, da Gerald Ford a Obama, passando per l'inesauribile George W., e quelle di casa nostra, perle lucenti che costellano l'intero arco parlamentare; gli scivoloni reali e quelli papali; gli strafalcioni televisivi tipici del "bello della diretta" e quelli nati nel favoloso mondo del calcio.




VALLE DEL SAGITTARIO
La pecora nera si fa ambasciatrice dei sapori e dei saperi millenari della Valle del Sagittario

13 luglio 2009 - EVENTI

Accolta da tutti con entusiasmo, la pecora nera della Valle del Sagittario è “sbarcata” tra i riflettori di RAI TRE, ospite d’onore alla trasmissione “Cominciamo Bene Estate” di ieri, 10 luglio, monopolizzando l’attenzione dello studio e dei telespettatori per un buon quarto d’ora. La lunga conversazione ha visto ritrovarsi come ospiti l’ideatore del progetto “Adotta una pecora”, Nunzio Marcelli, e quello che era stato suo professore alla Sapienza, attuale Direttore dell’Istituto Nazionale di Sociologia Rurale (INSOR), l’esimio professor Barberis, autore di numerosi libri sulle produzioni agricole e tradizionali della penisola e profondo conoscitore della migliore enogastronomia d’Italia. Un incontro che ha dato l’occasione per illustrare il meglio delle produzioni e delle tradizioni della Valle del Sagittario, grazie alla puntuale regia del poliedrico conduttore Michele Mirabella, che oltre a condurre trasmissioni televisive di grande successo è professore universitario di Sociologia della comunicazione, attore e regista. Il Professor Barberis non ha mancato di elogiare la capacità di queste produzioni tradizionali di innovarsi e di rappresentare il vero simbolo di un’area geografica, in grado di arrivare fino all’anno Tremila e di rappresentare la vera “arca” della sapienza territoriale, che unisce il rispetto per le modalità di allevamento millenarie a tecniche innovative di conservazione come l’affumicatura al ginepro. Ma la vera protagonista è rimasta lei, la pecora nera che Michele Mirabella ha “adottato” in diretta, esibendo orgoglioso il certificato di adozione e la carta di identità. Del resto non avrebbe potuto sottrarsi, visto che la pecorella era già stata prontamente ribattezzata “Bella Mira”. Oltre alla presentazione dei migliori prodotti della tradizione casearia e di salumi della Valle del Sagittario, la trasmissione ha anche ricordato il programma di cooperazione internazionale tra pastori abruzzesi e pastori afghani kuchi, nato per portare le millenarie conoscenze in tema di lavorazione del formaggio alle popolazioni nomadi degli altopiani dell’Hindu Kush. Un altro esempio di quanta strada fanno i pastori nel mondo, e di quanto la cultura agropastorale sia elemento fondante della nostra storia.




ANVERSA DEGLI ABRUZZI
Transumanza: da Anversa al Piano delle Cinque Miglia

27 giugno 2009 - EVENTI

Un percorso antico lungo le vie della transumanza insieme a greggi e pastori, da Anversa degli Abruzzi fino al Piano delle Cinque Miglia, attraversando la natura incontaminata d'Abruzzo, con partenza sabato 27 giugno. Una lotta contro il tempo, con le greggi che percorrono tratti di strada statale, là dove le antiche strade della transumanza sono state sovrastate dal cemento, e poi via attraverso i campi e verso i monti, a passo lento e leggero. I pastori d’Abruzzo percorrono ancora le antiche vie che per millenni hanno plasmato i territori del Mediterraneo, con lo spostamento ciclico delle greggi lungo i tratturi o sui trazzeri che dalla pianura portano in montagna d’estate, per poi tornare sui propri passi quando ritorna l’inverno. Una ciclicità che ha segnato la nostra cultura materiale, le nostre tradizioni e di cui sono intrisi i canti, le poesie, le narrazioni di queste terre. Una tradizione che sembrava destinata a scomparire per sempre in una civiltà industrializzata, sottratta ai propri ritmi naturali dall’artificialità di strade e autostrade che hanno ricoperto con nastri di cemento le antiche vie dei pastori e delle greggi, avulsa dalla ciclicità delle stagioni e della terra. Ultimo baluardo ad impedire la perdita di una memoria collettiva e del suo legame con il territorio, i pastori d’Abruzzo continuano ostinatamente a percorrere le vie della transumanza a piedi, con le proprie greggi che altrove vengono ormai spostate con camion e carri bestiame. Questi pastori che ancora resistono rappresentano un vero e proprio presidio ambientale e culturale, che ha impedito lo svuotamento di piccoli e piccolissimi centri montani, altrimenti ridotti a borghi fantasma, e che continua a garantire un costante monitoraggio del territorio e la conservazione di una biodiversità e di una fauna selvatica che ha consentito all’Abruzzo di diventare la “Regione verde d’Europa”, con la maggiore superficie protetta. Oggi è possibile riappropriarsi della propria storia e memoria, percorrendo le vie della transumanza lungo un percorso tra pascoli e territori incontaminati, dove ritrovare se stessi e il contatto con la natura e misurare il passo adattandolo a quello del gregge, lasciando indietro la fretta insieme ai cellulari che tanto qui prendono solo a tratti. Dimenticare la cosiddetta civiltà e camminare accanto ai pastori, circondati dai suoni della natura, osservando e ascoltando gli animali selvatici, i rapaci, e chissà forse avvistando qualche predatore. La transumanza tradizionale porterà le greggi dell’Azienda “ASCA” da Anversa degli Abruzzi fino a Chiarano, nella zona del Piano della Cinque Miglia, passando per Castrovalva e Frattura Vecchia, antichi borghi pastorali che ricordano la ricchezza che la cura delle greggi ha portato nei secoli a tutto il territorio. Un percorso che si ripete ad ogni stagione, e che oggi rappresenta anche un’occasione di attrattiva turistica per chi vuole condividere l’emozione di accompagnare le greggi ed i pastori anche solo per un tratto, oppure seguendoli fino allo stazzo estivo con una passeggiata che dura l’intera giornata.

Per partecipare basta mettersi in contatto con la Coop. ASCA di Anversa degli Abruzzi (tel. 0864/49595 – info@laportadeiparchi.it ), dove la partenza delle greggi è stata fissata per sabato 27 giugno.





TERAMO
Master di Scrittura Creativa & Sceneggiatura

15 giugno 2009 - EVENTI

Si svolgerà dal 28 agosto al 27 settembre 2009 il Master di "Scrittura Creativa & Sceneggiatura" organizzata dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università di Teramo. Per informazioni e adesioni è possibile contattare il sito internet www.mastercreativa.it, oppure il numero telefonico 0861/266092 (Angela Di Giammarco)

Scrivere, pensare, discutere. Vivere gli spazi comuni. Un confronto quotidiano, da soli o in gruppo, con docenti e tutor. L’INIZIATIVA. Il master diventa intensivo e residenziale per venire incontro a chi lavora, stabilmente o in modo precario; per fornire Laboratori ancora più simili al lavoro nelle agenzie pubblicitarie, redazioni di fiction, studi televisivi. Con l’assistenza di sceneggiatori, copywriter e account, scrittori e autori; e con il supporto di tutor qualificati. SCRITTURA CREATIVA & SCENEGGIATURA ha avuto quattro anni di attivazione. Ha fornito ogni anno tra le 160 e le 220 ore di laboratorio con scrittori, sceneggiatori, autori cine-televisivi, produttori, e almeno 160 ore di stage formativi ad ogni allievo presso: Saatchi&Saatchi, Grundy Italia (La Squadra e Un posto al sole), Mirus, Jwt, Rai-Raitre, Raidue_Voyager, Rai-Edu, Mediaworkers, Osella&Partners, Elliot Edizioni, manifestolibri, Maxim, Experience.





PESCARA
Mostra "Pescara dalla II Guerra Mondiale alla rinascita"

mercoledì 4 marzo 2009 - EVENTI

Verrà inaugurata sabato prossimo a Pescara la mostra foto-documentaria dal titolo "Pescara dalla II Guerra Mondiale alla rinascita". Le fotografie in bianco e nero esposte riguardano una serie di ricognizioni aeree dei rovinosi bombardamenti subiti ad opera degli alleati dalla città costiera. Insieme alle fotografie verranno esposte immagini d'epoca della città, documenti, ordinanze, rapporti dei piloti, testate di giornali dell'epoca. Il materiale è tratto dai volumi scritti dallo storico Antonio Bertillo, "Pescara nella Bufera" e "Il Martirio di una città: Pescara e la guerra 1940-1944". La mostra si terrà presso l'aula magna della scuola "Giuseppe Mazzini" in via Regina Margherita 9 e verrà presentata sabato alle ore 10,30, con l'intervento del dirigente scolastico Prof. Giovanni Latorraca ed il Colonnello Bartolomeo Di Pinto, Presidente dell'Associazione Arma Aeronautica. Durante la presentazione della mostra sarà anche proiettato il filmato di Stefano Falco dal titolo "Il Martirio di Pescara" con immagini dell'Istituto Luce.




MONACO DI BAVIERA
L'Abruzzo alla Fiera di Monaco sul turismo

venerdì 27 febbraio 2009 - EVENTI

E' stata inaugurata a Monaco di Baviera la fiera del tempo libero e del turismo, la F.Re.E., nella quale è presente anche l'Abruzzo, con uno spazio espositivo di circa 50 metri quatrati. Intervengono numerosi operatori turistici in massima parte del mare, anche se non mancano alcuni operatori della montagna. Lo stand abruzzese ospiterà la presentazione del catalogo 'Culto e Cultura-I cammini di San Tommaso' sul turismo religioso, un settore che è in considerevole crescita, dall'ambito locale a quello internazionale. La Fiera di Monaco (che si concluderà il 2 marzo) è senza dubbio la manifestazione più importante per il turismo tedesco, tuttavia fa registrare in questo anno una sensibile riduzione degli spazi espositivi abruzzesi, a causa della politica di contenimento dei costi praticata dall'assessorato al Turismo. Nonostante questo però gli espositori abruzzesi passano dai 9 dello scorso anno ai 20 della fiera in svolgimento.




PESCARA
Si svolge la Rassegna di documentari d'Abruzzo

giovedì 26 febbraio 2009 - EVENTI

L’ACMA, in collaborazione con la Biblioteca F. Di Giampaolo, Agenzia di Promozione Culturale, (Via Regina Margherita n° 6 a Pescara, 085 421 0485) , organizza quattro appuntamenti dal titolo “SPAZIO DOC” una Rassegna di documentari dell’Archivio del Festival del documentario d’Abruzzo - Premio Internazionale Emilio Lopez. Le proiezioni si terranno presso la Biblioteca F. Di Giampaolo con ingresso gratuito, nei venerdì pomeriggio del 13 e 27 marzo, 17 aprile e 8 maggio 2009. Il primo appuntamento di venerdì 13 marzo, con inizio alle ore 17.00, vedrà due proiezioni: Transumante di Donatello Conti e Silvia Negrato e Pecore nere di Luca Merloni con la partecipazione del regista. Introduce la demo-antropologa Adriana Gandolfi. Nell’occasione verrà presentato il volume fotografico Pastori tra le due sponde dell’Adriatico di Nico Tucci. Interverranno l’autore, Massimo Colangelo (Edizioni Synapsi) ed il Presidente della Comunità Montana Peligna Antonio Carrara.




ROSETO DEGLI ABRUZZI
Medaglia d’argento di Napolitano a 'Sport per la Vita'

mercoledì 25 febbraio 2009 - EVENTI

Sono stati premiati con la medaglia d’argento del Capo dello Stato i 24 anni di attività di 'Sport per la Vita'. Il riconoscimento del Quirinale è stato presentato nel corso della conferenza stampa che si è svolta ieri nella Sala Giunta del Municipio di Roseto. Anche quest’anno i fondi raccolti sono finalizzati a scopi umanitari. Nel corso del Galà di Pattinaggio Artistico Internazionale in programma il 28 febbraio al PalaMaggetti di Roseto (ore 20,30) saranno infatti raccolti fondi per l’AIL di Pescara, mentre i soldi raccolti con la vendita dei biglietti nelle scuole elementari e medie di Roseto saranno destinati al reparto di Ematologia dell’O.C. di Pescara. La serata presenta un programma molto ricco con i Campioni del Mondo di pattinaggio Artistico e gruppi coreografici. Ospite d’eccezione Giò Di Tonno e direttamente da Rai Uno dalla fortunata trasmissione “Volami nel Cuore” Ernesto Schinella, Martina Nadalini e Simona Rizzetto. Nel corso della serata si esibirà la cantante rosetana Francesca Martinelli. La “Rosa d’Argento” 2009 sarà consegnata a Renzo Arbore perché “attraverso la sua arte e la sua immagine ha saputo legare il “Filo d’oro” nel cuore di chi soffre”.




TERAMO
Si è aperta la mostra "Alpinismo teramano nel mondo"

Lunedì 2 febbraio 2009 (#0046) - EVENTI

E' in corso di svolgimento presso la Sala Gambacorta della sede centrale della Banca di Teramo la mostra fotografica dal titolo "Alpinismo teramano nel mondo. Immagini di tre teramani sulle montagne extraeuropee". L'allestimento fotografico offre al visitatore le suggestioni delle spedizioni affrontate tra gli anni '60 e gli anni '80 da Luigi Muzii (1967, spedizione Città di Teramo all'Hindu Kush), da Pasquale Iannetti (1976, spedizione Cumbres '76 sulle Ande Colombiane) e da Lucio De Sanctis (1986, spedizione Himalaya '86). La mostra è stata presentata venerdì 30 gennaio dall'on. Antonio Tancredi, ed ha visto la partecipazione dei protagonisti che hanno raccontato le loro emozionanti esperienze. Appuntamento a Teramo in viale Crucioli presso la sede della Banca di Teramo sino al 7 febbraio.
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SULMONA
Al via le iscrizioni per il concorso musicale "Primo maggio tutto l'anno"

Lunedì 19 gennaio 2009 (#0031) - EVENTI

In vista del concerto del primo maggio prossimo in programma a Roma l'Associazione Ovidiana di Sulmona indice le selezioni del concorso musicale "Primo maggio tutto l'anno" che porterà band emergenti sul palco del concerto romano. Da oggi e fino al 10 febbraio è possibile compilare il bando d'iscrizione disponibile sul portale www.mocambo.tv. Una volta chiusa la fase d'iscrizione una giuria regionale ascolterà e valuterà i brani candidati, scegliendo in questo modo gli artisti che saranno ammessi alle varie finali regionali dal vivo, che avranno luogo presso i locali che hanno deciso di essere partner della rassegna. In queste sedi la giuria sarà presente in sala, completando quindi la propria valutazione con il fondamentale aspetto della resa dal vivo e, a seguito di una nuova votazione, scegliendo gli artisti che parteciperanno alla semifinale nazionale. La semifinale nazionale ricalca la struttura regionale, componendosi in prima battuta di una valutazione ad opera di una giuria completamente diversa nella sua composizione da quelle precedenti, ancora una volta basata sui contributi presentati su MocamboTV, che restringerà il totale dei partecipanti definendo la rosa dei finalisti nazionali che saranno invitati a Roma per l’atto finale della Rassegna, rigorosamente dal vivo e in presenza della giuria, che si terrà nei giorni immediatamente precedenti al concerto del Primo Maggio. Un brano per ognuno dei finalisti nazionali sarà incluso nella consueta compilation, totalmente gratuita, che sarà distribuita nel corso dei vari eventi musicali, come il Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza. Per informazioni: 347 6442105 - ovidiana@virgilio.it - www.primomaggio.com
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PARCO DEL GRAN SASSO
Festa sulle nevi dei Monti della Laga

Sabato 17 gennaio 2009 (#0027) - EVENTI

Organizzata dal Club Alpino Italiano si svolgerà il 24 e 25 gennaio la seconda 'Festa sulle nevi dei Monti della Laga' nel Parco Nazionale del Gran Sasso, un'esperienza in montagna attraverso i boschi e sui pendii che conducono alle alte vette. Il programma dell'iniziativa prevede per la giornata di sabato un'escursione con racchette da neve lungo il sentiero verso Monte la Morra e la proiezione di diapositive sui monti e i paesi del parco del Gran Sasso. Nella giornata di domenica l'escursione con racchette da neve e sci d'alpinismo è prevista verso il Lago dell'Orso-Pizzo di Moscio. Inoltre ci saranno giochi sulla neve e una fiaccolata nel bosco. Le prenotazioni possono essere ricevute entro il giorno 20. L'organizzazione precisa che si tratta di escursioni invernali per le quali sono indispensabili attrezzatura ed abbigliamento adeguato, per proteggersi da freddo, neve e sole. Contatti per informazioni ed adesioni: Filippo Di Donato (339.7459870) e sito web www.caiabruzzo.it
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MONTESILVANO (PE)
Convegno "Dal Body al Mind... la salute dal corpo alla mente"

Venerdì 16 gennaio 2009 (#0026) - EVENTI

Sabato 17 gennaio alle ore 18.30, presso la Sala Di Giacomo di Palazzo comunale "Baldoni" a Montesilvano (piazza Montanelli), si svolgerà un convegno dal tema: "Dal Body al Mind... la salute dal corpo alla mente". Il convegno a partecipazione gratuita è organizzato dall’associazione culturale Pro Loco Montesilvano con il patrocinio del Comune di Montesilvano, e vedrà la partecipazione del dott. Ermanno Micucci, relatore d'importanza nazionale, medico chirurgo ed omeopata. In occasione del convegno verrà data l'opportunità di compilare un test sulle proprie abitudini di stile di vita in base al quale saranno eleborati consigli personalizzati e gratuiti per un corretto comportamento alimentare.
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PESCARA
Poesia e pop music: viaggio nelle atmosfere degli anni 60-70

Venerdì 16 gennaio 2009 (#0023) - EVENTI

Serata all'insegna della poesia e della musica pop degli anni '60 e '70 al 'Ventonotturno-Libreria Edison' di Pescara, con l'intervento di Italo Inglese, autore del libro "Morfologia del rimpianto" (Edison Tabula fati), in cui, sul filo della memoria, egli rievoca le passioni giovanili per le musiche, i cantanti e i complessi che caratterizzarono un epoca. La serata offre un breve viaggio tra i sentieri che conducono alla fusione tra gli anni '60 e '70. La musica popolare anglo-americana degli anni Sessanta e Settanta non ha avuto soltanto una funzione ludica ed una rilevanza esclusivamente commerciale. Essa ha spesso preteso di comunicare un messaggio politico, di risvegliare le coscienze, perfino di sovvertire il sistema. Questo impegno rende risibile la definizione di musica leggera, che evidentemente non si attaglia al fenomeno. Nei testi delle canzoni della grande stagione della pop-music si rinvengono numerosi riferimenti letterari, come Dylan Thomas, W.B. Yeats, Rimbaud, Blake, Brendan Behan, Brecht, De Quincey, che hanno ispirato i protagonisti dell epoca. Prendendo spunto dal suo libro Italo Inglese parlerà di questi collegamenti e, con l'ausilio di due chitarre (la sua e quella dell'amico Roberto), tenterà di far rivivere le atmosfere musicali dei ruggenti anni Sessanta. Il programma prevede l'esecuzione di alcuni famosi brani di Bob Dylan, dei Beatles, dei Doors, dei Rolling Stones. L'appuntamento è per sabato 17 alle ore 21,00 al 'Ventonotturno - Libreria Edison' in via Carducci 102 a Pescara (ingresso serata ed aperitivo Euro 10,00).
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Televisioni online, test e giochi


La vera gioia dimora nella semplicità

Il dono dell'amicizia è tale quando scopriamo che qualcuno è disposto a fidarsi di noi

Chi ha il coraggio di spingersi al limite delle proprie qualità e capacità, scopre che la vita è una miniera di continue sorprese

Perdonare è necessario alla pace interiore, ma non significa dimenticare

Un influsso negativo può abitare gli eventi della nostra vita ma non vi rimarrà a lungo

E’ importante ragionare per obiettivi: solo in questo modo possiamo coordinare i nostri sforzi

Ogni ciclo ha un termine naturale. La perseveranza è una virtù che deve arrivare a un obiettivo

Esercitiamo la nostra influenza in un gruppo se comprendiamo quando agire e quando tacere

A volte dormendo facciamo sogni così intensi, che al risveglio viviamo le stesse emozioni

Saremo sicuri di noi soltanto se siamo onesti con noi stessi

Oggi splende il sole, domani arriverà l'inverno. Godi del bello e della gioia finché dura

Avere ben presente il perché delle nostre azioni rinsalda i propositi quando siamo in difficoltà

Autocontrollo significa imbrigliare e dare la forma che preferiamo alle cose

Percepiamo il mondo attraverso i sensi ma lo conosciamo dopo l’elaborazione delle nostre menti

Nessuno altro può dare la stessa attenzione a ciò che per noi è unico e veramente importante

Non esiste una verità assoluta. Tutto è relativo poiché ognuno di noi ho solo la propria visuale

La semplicità è una qualità che si raggiunge veramente dopo aver conosciuto la complessità

Non farti turbare dai mutamenti, accogli i cambiamenti come una nuova possibilità

La consapevolezza di sè offre un prezioso senso di sicurezza al nostro operare

Tenere a mente il perché delle nostre azioni rinsalderà i propositi in caso di difficoltà

L’addio è un evento inesorabile ma è una tappa necessaria della nostra crescita

La perseveranza è una virtù. Ma lo sforzo deve tendere verso un fine ed avere appagamento

Il cammino verso la realizzazione del sè richiede di abbandonare il superfluo

In talune situazioni, dal timore può propagarsi una energia negativa che pervade la realtà

Bisogna saper distinguere il passo composto dalla corsa affannosa, il coinvolgimento, dall’esaltazione

Per riuscire nella meditazione dobbiamo assomigliare a una stanza vuota: ovvero cercare di eliminare ogni, pensiero, ogni fantasia dalla nostra mente...

Il successo nella vita spirituale non è dovuto a eventi eccezionali, ma alla perseveranza e a una dedizione quotidiana

Distingui la disciplina finalizzata da quella cieca. Nel primo caso il fine illumina la strada. Se manca uno scopo, la pratica si trasforma in fanatismo

Tutto ciò che ci circonda ci attrae. Cosa, in tutto questo è davvero necessario?

Ciò che cerchiamo ci troverà.

Affinché il nostro sè affiori, è necessario frequentare ogni ambiente possibile ed ascoltare più persone possibili

La vetta in cima al nostro cammino esiste indipendentemente dalle difficoltà e dalla nostra stanchezza nel cercare di raggiungerla

Se pensiamo che fra noi e il nostro obiettivo ci sia un legame spirituale allora sì che riusciremo a raggiungerlo

E’ necessario raccogliersi e discorrere con se stessi: al riparo da commistioni e inquinamenti, la nostra voce sarà finalmente percepibile

Conosci meglio i tuoi limiti. Ascolta i tuoi timori. Alle volte t’impediscono di raggiungere i tuoi obiettivi, ma altre volte ti aiutano a non sbagliare

La quiete contemplativa ci distoglie dal clamore di ogni giorno consentendoci di udire l’impercettibile che è nella nostra vita

Rischio è anche opportunità. Le possibilità di successo aumentano se cogliamo le iniziative abbandonate da altri.

E’ necessario ogni giorno praticare una forma di riposo che non coincida col sonno per liberarci dai pensieri che gravano sulle nostre giornate

Il successo nella vita spirituale non è dato da eventi eccezionali, ma da una dedizione quotidiana

Per il nostro equilibrio fisico e spirituale, il pasto cessi ai primi cenni di sazietà, anche quando lo stimolo della fame non sembra spento

Il prossimo è la nostra estensione: il rapporto che abbiamo con lui rivela la relazione che abbiamo con noi stessi

Lo stress è un messaggio che va ascoltato, per capire cosa il nostro corpo vuole comunicarci e poter fare un passo verso il benessere

La ragione può investigare sulla natura e sul comportamento degli atomi, ma solo la mente, tramite la meditazione, raggiunge la saggezza.

La semplicità è virtù del vivere. Nella quiete del cuore dimora la verità, ascoltala con amorevolezza

Siamo attratti da tutto ciò che ci circonda. Chiediamoci cosa sia davvero necessario per noi, e sentiamoci liberi di abbandonare il superfluo

L'intuizione cela un consiglio apparentemente illogico e se impariamo a seguire quel lampo breve, potremo trarne benefici indiscussi

Un punto di vista consapevole consente di non pretendere imprese straordinarie né di dubitare la riuscita di eventi alla nostra portata

Condividere il proprio sapere e discuterlo con gli altri genera una conoscenza serena.

Per non ripetere uno sbaglio, l'azione migliore è quella di cercare di capire dentro di noi il percorso che ci ha portato a commetterlo

Tutto ciò che siamo è il risultato dei nostri pensieri

Trattenersi dall'ottenere un risultato non significa rinunciare, bensì coltivare la dote della pazienza.

Nel prendere una decisione, possiamo aiutarci nell'orientamento chiedendoci se essa sia motivata dalla paura oppure dalla necessità

Il fanciullo simboleggia le nostre energie incontaminate. Con la meditazione possiamo trovarlo dentro di noi e riportarlo alla luce.

Più lontano si cerca il sapere, meno si conosce. Il saggio sa senza viaggiare, comprende le cose senza vederle, realizza senza agire.

Chi è consapevole che il cammino è infinito, conosce le proprie lacune e non crede mai di aver raggiunto la perfezione.

Il pensiero orientato verso il passato o verso il futuro è un'illusione che porta sofferenza perché si svolge in dimensioni inesistenti.

L'unico spazio reale in cui puoi fare esperienza della vita si chiama presente.

Ogni esperienza vissuta intensamente non appartiene al passato. E' con te in ogni istante.

Nessun altro può dare uguale attenzione a ciò che per noi è unico e veramente importante

Il nostro organismo può curarsi nel quotidiano attraverso il controllo dei pensieri

Il domani non ha più realtà di un sogno. Tutte le vere risposte sono date nell'istante del presente

E' quando siamo in preda alla frustrazione, che dobbiamo agire per provocare un cambiamento

Non accontentarti di rimanere sulla riva ad osservare l'acqua che scorre, immergiti nel fiume

Quando parliamo con sincerità, le nostre parole arrivano al cuore come raggi di sole.

Per avere una fugace visione della verità interiore occorre fermare l'attività dei sensi ed interrompere l'interazione con l'ambiente esterno.

Felice e beato colui che aspetta senza desiderio

La vera pace si manifesta quando prendiamo coscienza dei legami che ci uniscono all'universo

Chi conosce la contentezza dell'accontentarsi è sempre contento

Un giorno senza sorriso è un giorno inutile

La comprensione è solamente un mezzo, non un fine. La cosa fondamentale è vivere

Si può conoscere ciò che succede nel mondo senza fare un passo fuori dalla porta

Al di là delle necessità quotidiane, è opportuno liberare ed esprimere la nostra natura e la nostra unicità

La realtà dell'altro è in quello che non può rivelare. Per capirlo, occorre ascoltare le parole che non dice

Qualunque cosa accada nel mondo circostante, occorre sempre conservare ciò che è dentro i nostri cuori

La vita stessa è maestra, impariamo da ogni cosa e non c'è bisogno di trovare un guru che ci illumini la strada



IL TEMPO IN ITALIA E IN ABRUZZO

Chi tempo ha e tempo aspetta, tempo perde.

Chi ha tempo non aspetti tempo.

Col tempo e con la paglia si maturan le sorbe.

Faccia chi può, prima che il tempo mute; chè tutte le lasciate son perdute.

Il tempo consuma ogni cosa.

Rode il tempo ogni cosa e non si sente.

Il tempo dà consiglio.

Il tempo è denaro.

Il tempo è come il denaro: non ne dissipate e ne avrete sempre d'avanzo.

Il tempo mitiga ogni gran piaga.

Il tempo suol far lieto ogni dolore.

Il tempo scorre incessantemente come l'acqua.

Vassene il tempo e l'uom non se n'avvede.

Il tempo scuopre ogni cosa.

Ogni cosa ha il suo tempo.

Le cose tutte quante han ordine tra loro.

Ogni cosa si sa comportare eccetto che il buon tempo.

Il buon tempo fa scavezzare il collo.

Rosso di sera bel tempo si spera, rosso di mattina la pioggia s'avvicina.

Sera rossa e nero mattino, rallegra il pellegrino.

Il tempo perduto mai non si riacquista.

Pensa che questo dì mai non raggiorna.

Le ore non son legate ai bastoni.

Il tempo passa e se ne porta il tutto.

Non sono tutti uguali i giorni.

Un giorno è madre, l'altro è matrigna.

Del primo giorno scolare è il secondo.

Non vè si lungo giorno che nol segua la notte.

Ogni dì vien sera.

Ogni giorno deve avere il suo compito.

Nessun giorno sia da te vissuto inutilmente.

Val più un buon giorno con uovo, che un mal'anno con un bue.

Il tempo è un bene: che tanto n'ha il povero, quanto il ricco.

Tempo e fantasia si varia spesso.

Il gran tempo a' grandi nomi è gran veleno.

Il tempo doma ogni cosa.

Chi compra a tempo, vende nove per altri e un per sé.

Dio non paga il sabato ma a otta e tempo.

Il tempo scuopre tutto.

Il buon marinaio si scuopre al cattivo tempo.

A lasciar ci è sempre tempo.

Il bel tempo non viene mai a noia.

Al buon tempo ognun sa ire.

Chi comincia a aver buon tempo, l'ha per tutta la vita.

Arco da mattina empie la mulina; arco da sera tempo rasserena.

La nebbia lascia il tempo che trova.

Quando il tempo è dritto non vuol cantare il picchio.

Quando Dio vuole ad ogni tempo piove.

Quando il tempo è in vela, ogni nuvolo porta sereno.

Quando il tempo è molle il dente è più folle.

Quando il tempo si muta, la bestia starnuta.

Quando tira vento, non si può dir buon tempo.

Tempo rimesso di notte non val tre pere cotte.

Facendo male, sperando bene, il tempo va, e la morte viene.

Tempo, vento, signor, donna, fortuna voltano e tornan come fa la luna.

Dai tempo al tempo.

Niuno è savio d'ogni tempo.

Il tempo è buon testimone.

Il tempo è padre della verità, e l'esperienza madre delle cose.

Bisogna darsi ai tempi.

In tempo di poponi non prestare il coltello.

Da cosa nasce cosa, e il tempo la governa.

Il tempo è galantuomo e puntuale.

Chi ha tempo ha vita.

Il tempo viene per chi lo sa aspettare.

Non è più il tempo che Berta filava.

Se il gatto starnuta, il tempo muta....

Natale a luna calante, annata mancante....

Se non rischiara di mezzodì, piove tutto il dì....

Se lampa la scampa; se tuona, la suona.... (Toscana)

Se canta la rana, la pioggia non è lontana....

Lo Scirocco ha sulla schiena una grande secchia piena....

Calura che monta, burrasca già pronta....

Vento di sera, buon tempo si spera....

Se Levante si muove, o tre o sei o nove.... (Umbria)

Nuvola vacante non disseta le piante....

Vento di Levante, pioggia abbondante....

Pioggia estiva passa come arriva....

Mare bianco, scirocco in campo....

Ciò che la neve cela, l'estate rivela....

Se il ragno fa il filato, il bel tempo è assicurato....

Bianco di mattina, buon tempo si incammina....

Luna bianca,tempo bello; luna rossa, venticello....

Pioggia col sole durare non suole....

Tramontana che non pulisce, piove che non fallisce....

Nebbia bassa, quel che trova lassa.... (Marche)

Tempo non dura con scirocco chiaro e tramontana scura....

Arcobaleno di mattina, la pioggia si avvicina....

Tramontana scura per molto non dura....

Stelle tremule e appannate son piogge assicurate....

Quando il sol la neve indora, neve, neve e neve ancora.... (Emilia)

Stellato cielo, mattinata al gelo....

Quando pungono le mosche, le giornate si fan fosche.... (Toscana)

Tramontana la pioggia tien lontana....

Quando è sereno ma la montagna scura, non ti fidar che non è sicura..... (Emilia) Quando è chiara la montagna, mangia bevi e stai in campagna....

Se il sol va giù nebbioso, il giorno dopo non è piovoso.... (Umbria)

Quando lampa da ponente, non lampa per niente! (Toscana) Quando lampa da tramontana, arriva la caldana....

Quando le nubi vengon da ponente, siedi e fila che non puoi far niente.... (Emilia Romagna)

Neve vecchia altra neve aspetta.... (Marche)

Se le nuvole vanno al mare, buon tempo vuol fare.... (Toscana)

Se si rannuvola sopra la brina, o pioggia o neve o strina.... (Umbria)

Quando il Vettore mette il cappello, vendi le capre e compra il mantello; Quando il Vettore mette le brache, vendi il mantello e compra le capre.... (Marche e Umbria)

Dopo tre brine, acqua a mezzine .... (Toscana)

Dopo la nebbia viene la neve.... (Marche)

Rosso di sera, bel tempo si spera. Rosso di mattina, la pioggia si avvicina....

Cielo a pecorelle, acqua a catinelle....

Se il sole insacca, o vento o acqua....

Cielo che luce, acqua produce....

Quando il ciel si fa lana, piove entro la settimana....

Dopo la neve, bel tempo ne viene.... (Emilia)

L'anno passato è sempre lodato....

Un buon anno è sempre il benvenuto.....

Anno nevoso è sempre fruttuoso....

Annata nevaia, annata frumentaia....

Oggi pioggia, e doman secca Accidenti a chi ce l'azzecca....

Or la piova, or la secca, buscherà chi ce l'azzecca....

Spesso un lieve venticello,spazza i nembi e porta il bello....

Quando piove o tira vento, né caccia né pesca che perdi tempo....

Quando piove e tira vento, serra l'uscio e tienti dentro....

Quando le stelle son lucenti, a mezzanotte cambiano i venti....

Quando il sole è in sacca, è vicino il vento o l'acqua....

Quando imbiancano le alture, non s'illudano le pianure....

Se rannuvola sopra la brina, piove o nevica prima di domani mattina.... (Umbria)

Arco di mane, riempie le fontane....

Arco celeste di mattina,la pioggia designa vicina....

L'arcobaleno del mattino, molta acqua manda al mulino....

Arcobaleno in serata, ormai l'acqua è terminata....

Cielo rosato, nebbia leggera, portan bel tempo da mane a sera....

Cielo rosso e turchino, rallegra il contadino....

Rossor di sera, buon tempo si spera....

Sera rossa e bianco mattino, rallegrano il pellegrino....

Nubi a pecorelle, acqua a catinelle....

Cielo a pecorelle, ogni goccia due scodelle....

Se piove o fa gragnola, la durata è men di un'ora....

Tempo rimesso di notte, dura quanto un piatto di fave cotte....

Nebbia bassa, buontempo lascia....

Monti col cappello, viandante col mantello....

Lu tempu nun dura, se scirocco chiaro e tramontana scura....

Quando il monte mette il cappello, vendi la vacca e compra l'ombrello....

Tempo rimesso di notte, non vale tre pere cotte....

Se il delfino in mar fa festa, non è lontana la tempesta....

Ogni grossa bufera, si preannuncia dalla sera....

Se il delfino inarca il dorso, marinaglio, abbrevia il corso....

No' spetarte mai la bora, se il sirocco in mar lavora.... (Trieste)

Quando ormai senza pampini è la vite, le bizzarrie d'autunno son finite....

Quando il vesuvio mette la cappa, oggi o domani pioggia ci scappa.... (Napoli)

Camino che non tira, vuol dire che il tempo gira....

Se ad oriente ce il tendone, presto avremo l'acquazzone....

Buona la neve, che a suo tempo viene....

Sotto la neve pane per denti, sotto la pioggia triboli o stenti....

Sotto la neve cè il pane, sotto l'acqua c'è la fame....

Cerchio vicino. acqua lontano, cerchio lontano, acqua vicino....

Quando nevica sulla foglia, sarà inverno di gran doglia....

A una lunga e bella estate, seguono gelide invernate....

Dopo la neve, buon tempo viene....

Quando fiocca sulla foglia, fiocca ancor di buona voglia....

Neve marzolina, dura dalla sera alla mattina....

Raganella canterina, l'acqua presto si avvicina....

Canto di raganella, o pioggia o pantanella....

Canto di gallo fuor di mattino, pioggia o piovasco molto vicino....

Gallo che canta di sera, aspetta acqua e tempesta nera....

Quando il gallo canta nel pollaio, aspetta l'acqua sotto il grondaio....

Fin a che non cantano le rane, non riporre ne mantello ne lane....

Gatta che lava le orecchie, presto vuol piovere a secchie....

Quando gli uccelli volan basso, se non hai l'ombrello allunga il passo....

Quando il ragno tesse all'aperto, il buon tempo rimane di certo....

Se canta il gallo fuor dell'ora, il tempo buono va alla malora....

Quando gli uccelli tornano al nido, il tempo bello diventa infido....

Formica che scava il terreno, promette bel tempo sereno....

Quando la gatta fa il fuso, il tempo farà il muso....

Se l'asino starnuta, fra poco il tempo muta....

Se canta il gallo sul dopocena, il tempo nuvolo si rasserena....

Quando la vacca tien su il muso, brutto tempo salta suso....




Animazione satellitare (a cura di La.M.M.A.)



Piogge in tempo reale (mm/h) (Radar M.Midia)


Stazioni meteorologiche abruzzesi in tempo reale

I prossimi giorni a:

Chieti   L'Aquila   Pescara   Teramo

A chije aspette, n’hêre ije ne pare sétte”.
A chi aspetta, un'ora glie ne sembrano sette.

”A la Signêre che magnêije li pullastrelle ije venne vulèije de li pera cotte”.
Alla signora che mangiava i pollastrelli venne voglia delle pere cotte.

”A Sante vicchije ‘nze appicce ‘cchié cannèle”.
A Santo vecchio non si accendono più candele.

”Appleche e fa sapêne”.
Mettiti all’opera e otterrai il risultato.

”Attacche l’asene dova vò lu patrêne”.
Lega l’asino dove vuole il padrone.

”Bardisce, hummene e murte ha simbre turte”.
Bambini, uomini e morti hanno sempre torto.

”Chije aspétte, ‘Ddèije l’assétte”.
Chi aspetta, Dio l’assetta.

”Chije càreche e scàreche nen perde maije témpe”.
Chi carica e scarica non perde mai tempo.

”Chije gere de notte và ‘nghêndre a la morte”.
Chi va in giro di notte va incontro alla morte.

”Chije l’arte nen vò ‘mbarà, sberre o frate se ha da fa”.
Chi non vuole imparare un mestiere si deve fare o sbirro o frate.

”Chije magne prème, magne ‘ddu vodde”.
Chi mangia prima, mangia due volte.

”Chije negozie cambe, chije fatèije crépe”.
Chi negozia campa, chi lavora crepa.

”Chije nen po’ vatte sacche, vatte sacchêtte”.
Chi non può infierire sul sacco, infierisce sul sacchetto.

”Chije péquere se fa, lépe se le magne”.
Chi si fa pecora viene mangiato dal lupo.

”Chije ijoche a lu lotte e spére de vênce, lasse li stracce e peije li cènce”.
Chi gioca al lotto e spera di vincere, lascia gli stracci e prende i cenci.

”Chije se vregugnò diijunò”.
Chi ebbe vergogna fece digiuno.

”Chije spare ‘nne attacche, spare ‘nne ascioije”.
Chi non lega la "spare” non la scioglie.

”Chije se vésceche ‘nze annéghe”.
Chi si agita non annega.

”Chije te bbattêzze te è cumbare”.
Chi ti battezza ti è compare.

”Chije té li quatrène fabbreche, chije nne té desêgne”.
Chi ha i soldi fabbrica, chi non ce li ha fa progetti.

”Cchiù t’abbisse e ‘cchiù lu cule te se scopre”.
Più ti abbassi e più ti si scopre il sedere.

”Coma te prepìre lu ijacce te ce aggìcce”.
Come ti prepari il giaciglio ti ci sdrai.

”Cuscijìnze e quatrène ‘nze sa chije le té”.
Coscienza e quattrini non si conosce chi ce li ha.

”Daije, daije, daije, la cepêlle devente haije”.
Dagli, dagli, dagli, la cipolla diventa aglio.

”Da la cocce vé la tègne, da lu péte vé la magagne”.
Dalla testa viene la tigna, dal piede viene il malanno.

”Dope che ha successe lu guàije la case s’arembièsce de cunsèije”.
Dopo che è successo il guaio la casa si riempie di consigli.

”Dope li cumbitte hésce li defitte”.
Dopo i confetti escono i difetti.

”Dova nen passe lu frêdde nen passe manghe lu calle”.
Dove non entra il freddo, non entra neanche il caldo.

”Dova se magne ‘Ddèije ce accumbagne”.
Dove si mangia Dio ci accompagna.

”Dova sta tanta ghille ‘nze fà maije ijurne”.
Dove stanno tanti galli non si fa mai giorno.

”E’ ‘cchiù la spêse che la ‘mbrêse”.
E’ più la spesa che il ricavato.

”E’ trèste chije nen té ninde, ma è ‘cchijù trèste chije nen té nisciéne”.
E’ triste chi non ha niente, ma è più triste chi non ha nessuno.

”Fà béne e scurdete, fà male e pènsece”.
Fa bene e scordatene, fa male e pensaci.

”Fiocche nen fa ghênne, tutte aiute a ijêgne”.
Un fiocco non fa la gonna, ma tutto aiuta ad aggiungere.

”Genta trèste, ‘nnumenate e vèste”.
La gente cattiva appare appena se ne parla.

”Ha ijète a cercà grazie e ha truvate ijustèzie”.
E’ andato a trovare grazia e ha trovato giustizia.

”Ijétte la préte e annaschênne la mane”.
Butta la pietra e nasconde la mano.

”Ije te dèce harre e tu t’aggicce”.
Io ti dico di andare avanti e tu ti sdrai.

”’acque che ‘nne ha piovete ‘n cile sta”.
L’acqua che non è piovuta sta ancora in cielo.

”L’arte de tate è mézze ‘mbarate”.
L’arte del padre, in parte, è imparata.

”La bellêzze fène a la porte, la buntà fène a la morte”.
La bellezza fino alla porta, la bontà fino alla morte.

”La ijérva cattève nen more maije”.
L’erba cattiva non muore mai.

”La gallène féte l’ove e lu galle strèlle”.
La gallina fa l’uovo e il gallo strilla.

”La cire se fréghe e la prucessiêne nen cammène”.
La cera si consuma e la processione non cammina.

”La ‘rrobbe de l’avarêne se le sfrésce lu sciampagnêne”.
La roba dell’avaro la sperpera il prodigo.

”La ‘rrobbe de lu ‘rriffe e ‘rraffe se ne va ‘nghe lu ‘zziffe e ‘zzaffe”.
Il frutto dell’intrallazzo se ne va con lo spreco.

”La rota hênte ‘nnè strèlle”.
La ruota lubrificata non cigola.

”La supérbije ijò a cavalle e arevènne a ‘ppéte”.
La superbia andò a cavallo e tornò a piedi.

”La troppa cumbedénze fa perde la criànze”.
La troppa confidenza fa perdere la creanza.

”L’hosse vicchije acchênge la pignate”.
L’osso vecchio condisce la pentola.

”Li cucce rétte và simbre ‘n gere pè la case”.
I cocci rotti vanno sempre in giro per la casa.

”Li guaije de la pignate le sà la cucchiare”.
I guai della pentola li conosce il mestolo.

”Lu ‘cchiù pulète té la rêgne”.
Il più pulito ha la rogna.

”L’ucchije de lu patrêne ‘ngrasse lu cavalle”.
L’occhio del padrone ingrassa il cavallo.

”L’hìsene lèteche e li varèle se sfasce”.
Gli asini litigano e i barili si sfasciano.

”Lu sangue se lagne, ma ‘nze magne”.
Il sangue si lagna, ma non si mangia.

”Lu vove desse curnéte all’asene”.
Il bue disse cornuto all’asino.

”Maije mazzate ha fatte bon cane”.
Mai le percosse hanno ben educato un cane.

”Maije raije d’asene saijò ‘n Cile”.
Mai raglio d’asino salì in Cielo.

”Matremunie e vescuvate da lu Cile è distenate”.
Matrimoni e vescovati sono destinati dal Cielo.

”Mbare l’arte e mèttele da parte”.
Impara un mestiere e mettilo da parte.

”Mêije, marète e feije coma ‘Ddeije te le dà te le peije”.
Moglie, marito e figli come Dio te li da te li pigli.

”Miije a magnà poche e stà vicène a lu foche”.
Meglio mangiar poco e stare vicino al fuoco.

”Miije li pinne ‘n curène che li pinne dêntre la tène”.
Meglio tenere i panni al vento che non dentro il mastello. ”Miije l’ove huije che la gallène dumane”.
Meglio l’uovo oggi che la gallina domani.

”Miije la morte dêntre a la case che nu Marchisciane arréte a la porte”.
Meglio la morte in casa che un Marchigiano dietro la porta.

”Miije sêle che male accumbagnate”.
Meglio soli che in cattiva compagnia.

”Na vodde chêrre lu lébbre e na vodde chêrre lu cacciatêre”.
Una volta corre la lepre e una volta il cacciatore.
br>”’Ncumbagnèije piijò la mêije pére lu frate”.
In compagnia prese la moglie anche il frate.

”Ne sà ‘cchié lu patète che lu sapéte”.
Conosce più i problemi colui che li ha sofferti che non colui che li ha solo conosciuti.

”’Ncarèscete ferre cà tinghe n’ache da vênne”.
O ferro aumenta di prezzo perchè ho un ago da vendere.

”’Nze pò avé la scarpa hênte e la ‘ssêgna sane”.
Non si può avere la scarpa unta e la sugna intera. ”’Nze pò tenê lu varèle piene e la mêije ‘mbrijìche”.
Non si può avere il barile pieno e la moglie ubriaca.

”Nu pare de rêcchie ‘bbùne sì quanta lêngue stracche”.
Un paio di orecchie buone sai quante lingue stanca.

”Ognéne sà hêsse ‘Ddèije sà tétte”.
Ognuno conosce le proprie cose, Dio sa tutto.

”Passe l’angele e dece ammén”.
Passi l’angelo e dica: così sia.

”Peccate e ‘ddìbbete chije le fa le paghe”.
Peccati e debiti chi li fa li paga.

”Povere a chije se more cà chije cambe se cunzòle”.
Povero chi muore perchè chi vive si consola.

”Povere ‘lla case dova ‘nge và nisciéne”.
Povera quella casa dove non va nessuno.

”Quande ‘cchiù pénne ‘cchiù rénne”.
Quanto più pende tanto più rende.

”Quande lu diavele te accarêzze, vò l’alme”.
Quando il diavolo ti accarezza vuole l’anima.

”Quande de core nen me vé, n’accedénte a chije me le fa fà”.
Quando non mi viene dal cuore, un accidenti a chi me lo fa fare.

”Quande ‘nge sta la gatte, li sérge abballe”.
Quando non c’è il gatto, i topi ballano.

”Quêlle che nen và pè trame, và pè stêse”.
Quello che non va per trama, va per stesa.

”San Magne ha nate prème de Crèste”.
San Magno è nato prima di Cristo.

”Seconde lu suldate ije s’appénne la sciabbule”.
Secondo il soldato gli si appende la sciabola.

”Se tutte li cille cuniscêsse lu rane, ‘nze magnêsse ‘cchiù lu pane”.
Se tutti gli uccelli conoscessero il grano, non si mangerebbe più il pane.

”Sotte a stu ‘mbrélle, ‘nge nêngue e ‘nge piove”.
Sotto quest’ombrello non ci nevica e non ci piove.

”Sparagne e cumbaresce”.
Risparmia e fa bella figura. “Tère a cchije vèdde e coije a cchije nen vèdde”.
Tira a chi vide e colpisce chi non vide.

”Tê sì hadde, ije sò ‘bbasse, tê sì fêrbe, ma ije te passe”.
Tu sei alto io sono basso, tu sei furbo, ma io lo sono di più.

”Ucchije biijnghe e pèle rêsce, ‘nne alluggià se ‘nne chenêsce”.
Occhi bianchi e capelli rossi non li ospitare se non li conosci.

”Ucchije che nen vète, core che nen desèdere”.
Occhio che non vede, cuore che non desidera.

”Vale ‘cchié a nasce sotte a na ‘bbona hêre che essere fèije de gran signêre”.
Vale più nascere sotto una buona stella che essere figlio di un gran signore.

”Vale ‘cchié na tumbire tra magge e abbrèle che nu carre d’ore e chije le tère”.
Vale più un acquazzone tra maggio e aprile che un carro d’oro e chi lo tira.

”Vénga tarde e vénga ‘bbone”.
Venga tardi e venga bene.

”Vète mandì sta canne, canne mandì sta vète”.
Vite sorreggi questa canna, canna sorreggi questa vite.


Apre l'ucchie e spannele ca nen è callare ca s'arcagne
Apri gli occhi e guarda ogni particolare, perché questa caldaia (o altro) non si cambia

Ardàmme lu fazzulètte che te so date e armìttece lu bbene che te so' vulùte
Ridammi il fazzoletto che ti ho dato e rimettici dentro il bene che ti ho voluto

Arjì 'rrète come lu funàre
Andare all'indietro come il funaio

A 'rlava' la coccie all'àsene se perde lu tempe, l'acque e lu sapòne
A lavare la testa all'asino si perdono tempo, lacqua e sapone

A Sanda Reparate la live è maturate
A Santa Reparata le olive sono maturate

Chi 'arfrèche armàne frecàte
Chi imbroglia , resta imbrogliato

Carnavàle pe 'ttè quaresema pe l'iddre
Carnevale per te e quaresima per gli altri

Chi belle vò parè, gran dolòre à da patè
Chi vuol sembrare bello, deve sopportare gran dolore

Chi pècure se fa lupe le magne
Chi pecora si fa, finisce mangiato dal lupo

Chi cache tra la neve, preste se scopre
Chi caca nella neve, viene scoperto subito

Chi 'ccide 'na hatte à sette male disgrazie
Chi uccide un gatto, avrà sette gravi disgrazie

Chi ' nn'è bbòn pe lu re ' nn'è bbone manche pe la riggìne
Chi non è buono per il re (per il servizio militare), non è buono neppure per la regina (per "donna")

Chi scì 'ccise
Che tu possa essere ucciso (da non prendere alla lettera-!!!)

Ti si pozza seccà la lengue
Ti si possa seccare la lingua

Chi tè la vigne tè la tigne
Chi ha la vigna, ha la tigna

Che vu rompe lu specchie?
Non vorrai mica rompere lo specchio?

Chi di ninne chi di nonne, a ogne case ci stà li corne
Chi a causa della piccola chi a causa della grande, in ogni casa ci sono le corna

Cielle de la mala morte
Uccello della cattiva morte

Chi tè la moje 'bbelle, simpre cande; chi tè quatrìne poche, simpre conde
Chi ha la moglie bella sempre canta, chi ha pochi quattrini sempre conta

Chi l'arte nen vò 'mparà, o sbirre o frate sa da jì 'ffà
Chi non vuole imparare un mestiere, o sbirro o frate si deve fare

Corn' e guaje nen manche maje
Corna e guai non mancano mai

Chi spute 'n ciele j' arcasche 'n mocche
A chi sputa in cielo gli ricade in bocca

Chi tè letàme nen tè fame
Chi ha letame non ha fame

Cummanne e fattele tè
Chi vuole, faccia; chi non vuole, comandi

Curnute e mazziàte
Cornuto e bastonato

Ddeje prime li fa dapù l'accumbagne
Dio prima li fa poi li accoppia

Criste fa li mundàgne e po' ce fiocche, fa li crestiàne e po' l'accocchje
Cristo fa le montagne e poi ci fa nevicare, fa i cristiani e poi li accoppia

Dentr' alla cocce ce tè li pegge
Ha le pulci in testa

Dentr' alla votte pìccule ce stà lu vine 'bbòne
Nella botte piccola c'è il vino buono

Dimme quelle che vù, ma nen me dì coteche
Dimmi quello che vuoi, ma non chiamarmi "cotica"

Dova sput' ij facce na fonde
Dove sputo io faccio una fontana

E' cort' e mal' cavàt'
E' piccolo e tremendo

E' l'ommene ca tène da purtà li cauzune
E' l'uomo che deve portare i calzoni

Vulè la scarpa onde e l'assogna sane
Volerr la scarpa unta e la sugna intera

Vicchie e frastire s'avande
Vecchi e forestieri si vantano

Fa 'bbène e scùrdetene, fa male e pìnzece
Se fai del bene, dimenticalo; se fai del male, pensaci

Finite li feste, finite li quatrìne
Finite le feste, finiti i quattrini

Gross' e cazzòne
Grande e sciocco

Ije me la cunsèrve dentr' a lu lette, l'iddre me la cunsùme tra li fratte
Io la conservo dentro al letto, gli altri me la sciupano tra le siepi

Io' a cavalle e se n'arvinne a 'ppète
Andò via a cavallo e tornò a piedi

Jià 'ndrate lu pègge dentr'a la recchie
Gli hanno messo la pulce nell'orecchio

La carte è amande de lu fesse, e lu stupete paghe
La carta è amica del fesso, e lo stupido paga

L'acque va a li spalle e lu vine fa candà
L'acqua va alle spalle e il vino fa cantare

La Befanije tutti li feste porta vije
L'Epifania tutte le feste porta via

La bellezze dell'àsine
La bellezza dell'asino

La crueije è na risàte; la loffe na liticàte
La scoreggia è una risata; la loffa, una litigata

La gallìne à fetàte e lu galle strille ca ije fa male lu cule
La gallina ha fatto l'uovo e il gallo strilla che gli fa male il sedere

L'arte s'ammàle ma ne se more
Il mestiere s'ammala ma non muore

Lu ferrare m'à dette: facciazozze
Il fabbro mi ha detto: "faccia sporca!"

La robbe mal' accustàte lu diavele se la porte
La roba dell'avaro se la mangia lo scialacquatore

La robb' mal' accustàt' lu diavl' s' l' port'
La roba male acquistata se la porta il diavolo

L'àsine va sembre 'n pizze alla vije
L'asino cammina sempre sul ciglio della strada

La vanghe tè la scella d'ore
La vanga ha l'ala d'oro

Li bascie so' come li cerascie
I baci sono come le ciliegie

Li mazziàte come la grannele
Una grandinata (gragnola) di bastonate

Li mirìcule della fratte quand'è bbone quand'è fatte; quande però s'à fatte li fìquere, sbàttete 'n cule li mirìcule
Le more di siepe quanto sono buone quando sono mature, però quando sono maturi i fichi, le more te le puoi mettere nel sedere

Li schirne e li biastème nen coije
Gli scherni e le bestemmie non colpiscono

Lu calle de lu lette fa scurdà lu calle de lu pette
Il caldo dell'alcova fa dimenticare il calore del seno materno

L'ucchie de lu patrone 'ngrasse lu cavalle
L'occhio del padrone ingrassa il cavallo

Lù pòver' ommene nen z'attè
Il pover'uomo non stà in piedi

Lu vove dice curnùte all'asine e l'asine arspònne:"zitte ricchiè"
Il bue dice cornuto all'asino e l'asino risponde: "Zitto, orecchione!"

Magne e cache ca devinte pape
Mangia e caca che diventi papa

Mugne e fa lu cacie
Mungi e fa il formaggio

Magne poche e stà vicìne allu foche
Mangia poco a stai vicino al fuoco

Magne, cache e lu cule je fischie
Mangia, caca e il sedere gli fischia

Male nen fa, paùre nen avè
Male non fare, paura non avere

'Mbàre e arpènne
Impara e metti da parte

Vale 'cchiù nu solde de sparàgne che cente de guadagne
Vale più un soldo di risparmio che cento di guadagno

Va che chi è mèije de te e fàjiece le spese
Va con chi è migliore di te e fagli le spese (offri tu)

Tutt' è 'ddestìne a sta terre: facème fa a jesse
Tutto dipende dal destino su questa terra: facciamo fare a lui

Meno male che Ddie ne' jà messe li dinte
Meno male che Dio non gli ha messo i denti

Meije a sapè dì ch'a sapè fa
Meglio saper dire che saper fare

Meije curnùt' che male sentìte
Meglio essere cornuti che male intesi

Meije l'òve oggie che la gallìne dumàne
Meglio l'uovo oggi che la gallina domani

Meije sole che mal' accumbagnàte
Meglio soli che male accompagnati

Mitte 'n derre e spire 'n ciele
Semina e spera nel cielo

Nen z'arricchìsce une se nen z'ammattìsce n' antre
Non s'arricchisce uno se non impazzisce un altro

Nen zì né une né ddù
Non sei né uno né due

'N te fedà de la gatta moscie
Non ti fidare della gatta morta

'N te 'ntrecà, 'n te 'mpeccià se guajie nen vu tenè
Non ti intrigare, non impicciarti se non vuoi avere guai

Ogne case tène nu penge rotte
Ogni casa ha una tegola rotta

Pare nu Criste morte
Pare un Cristo morto

Pare la fàbbriche di Sandamarìe
Sembra il cantiere di Santa Maria (detto di Atri)

Pare nu gallinàcce
Sembra un tacchino

Pe li frastire ce vò la fruste
Per i forestieri ci vuole la frusta

Pìzziche e bascie nen fanne buscie
Pizzicotti e baci non fanno buchi

Pulitùre di piatte, onòre di coche
Pulitura di piatti (scarpetta), onore di cuoco

Quande lu diavele t'accarèzze vò l'alme
Quando il diavolo t'accarezza vuole l'anima)

Quanne tì, mandì; ca quanne nen tì, nisciùne te dà ninde
Quando hai, conserva; perché quando non hai, nessuno ti dà niente

Ricch' a 'mmè, pover' a 'ttè
Ricchezza mia, povertà tua

S'arcanòsce la mamme quand' è tante piccirille, quand' è grosse je casche li capille
Se riconosce la mamma quando è molto piccolo, da grande perderà i capelli

S'à 'rtirìte come nu caricine
Si è rattrappito come un fico secco

Sciala, Petrucce ca ti so fritte n'ove
Sciala, Pietruccio, che ti ho fritto un uovo

Se li corne fusse frèsche 'nnanz' a 'ttè ce starrìje nu bosche
Se le corna fossero frasche, davanti a te ci sarebbe un bosco

Se purtèmme li guajie 'n piazze, ognène ci 'arpièmme li nostre
Se portassimo i guai in piazza, ognuno di noi si riprenderebbe i propri

Se 'vvù 'rtruvà la cagne, va 'rrète allu bracche
Se vuoi ritrovare la cagna vai dietro al bracco

Sì come la 'mmerde dellu vove: nen puzze e nen òle
Sei come la merda del bue: non puzzi e non odori

Tè chiù guaje che capìlle
Hai più guai che capelli

Tù che 'llu trònche, ije che 'lla paije, foche fì tù e foche facc' ije
Tu con il tronco, io con la paglia, fuoco fai tu e fuoco faccio io

Tè la vocche cuscì larghe ch' j' pazzìe chi li rècchije
Ha una bocca così larga che gli gioca con le orecchie

Tè na cocce ch' è nu brillànde
Ha una testa che è un brillante (di persona molto intelligente-)

Tè na lengue che tajie e cuce
Ha una lingua che taglia e cuce

Trist' a chi more, ca chi reste se cunzole
Triste chi muore, perchéchi resta si consola

Trist' a chi nen tè ninde, ma chiù triste a chi nen tè nisciune
Triste chi non ha niente, ma più triste chi non ha nessuno



WEB CAM
(fonte: www.ilmeteo.it)


La spiaggia di Tortoreto (TE)


Panorama del Gran Sasso visto da Teramo


L'Aquila. Panorama sul centro della città



Chieti Alta: visuale e dati barometrici


Pescara: vista con sfondo della Maiella e dati barometrici

Cappadocia (AQ) (Piazzale del paese)
Giulianova (TE) (Panoramica)
Canzano(TE) (Panoramica e dati meteo)
Sulmona (AQ) (Vista cittadina)
Castel di Sangro (AQ) (Panoramica)
Lucoli (AQ) (Panoramica)
Pescocostanzo (AQ) (Vista sul centro)

Impianti sciistici

Passolanciano (CH)
Monte Piselli (TE)
Roccaraso (AQ). Parterre Pizzalto
Campo Felice (AQ). Arrivo seggiovia
Prati di Tivo (TE)
Prato Selva (TE)
Ovindoli Monte Magnola (AQ)
Pescasseroli (AQ)

TELEVIDEO RAI ABRUZZO



INFORMAZIONE ONLINE ABRUZZESE

www.abruzzo24ore.tv
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www.ansa.it/site/notizie/regioni/abruzzo/abruzzo.html
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www.ildrago.it
www.ilgiornaledellafrentania.it
www.ilpiccolodabruzzo.it
www.iltempo.ilsole24ore.com/abruzzo
www.labachecadabruzzo.it
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piazzarossetti.it
www.primadanoi.it
www.profesnet.it/dabruzzo
www.silvi15.it
www.teramani.net
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www.trsp.it
www.tuttoabruzzo.it
www.vastosansalvo.it



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