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      — Lo dici, ma non lo farai! Ti piace troppo vestirti colla bella veste bianca a coda, portare i capelli sciolti per le spalle e metterti tutti quei gioielli di carta argentata e dorata! Sei la migliore attrice della compagnia e se tu manchi che cosa faremo? Dovremo smettere anche noi — disse Jo — A proposito: bisognerebbe fare una prova stasera; vieni qua Amy, fa un po’ la scena dello svenimento; hai proprio bisogno di impararla meglio; stai sempre lì impalata come un pezzo di legno.
      — Non posso far meglio di così: non ho visto mai nessuno svenirsi, e non voglio mica farmi dei lividi come fai tu quando ti butti per terra, come se non avessi ossa e non sentissi nulla! Se posso cader giù adagio senza farmi male, allora farò la scena a modo tuo, ma se no, mi lascerò andare su di una seggiola e non m’importa nulla se anche Ugo mi minaccia con una pistola! — rispose Amy, che non aveva disposizione speciale pel teatro, ma che era stata scelta a far quella parte perché non era molto pesante e l’eroe del dramma poteva, senza troppa fatica, trasportarla in braccio fuori della scena.
      — Fa’ così: congiungi le mani e trascinati per la stanza gridando con terrore: «Roderigo, salvami, salvami!» — e Jo attraversò barcollando la stanza e cacciò un grido melodrammatico che trapassava il cuore.
      Amy cercò di imitarla, ma congiunse le mani e si spinse innanzi come se fosse stata mossa da una macchina, ed il suo oh prolungato pareva piuttosto l’urlo di una persona che sente figgersi degli spilli nel corpo che non un grido di terrore e di raccapriccio.


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Piccole donne
di Louisa May Alcott
pagine 280

   





Amy Ugo Amy Roderigo