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      — Come sta? È malato?
      Laurie aprì la finestra e rispose con voce rauca:
      — Sto meglio grazie. Ho avuto un raffreddore fortissimo, che mi ha tenuto in casa una settimana!
      — Mi dispiace davvero! Come passa il tempo?
      — Male. Mi annoio: tanto! Non so cosa fare!
      — Non le piace leggere?
      — Sì, ma non me lo permettono.
      — Nessuno le può leggere ad alta voce?
      — Qualche volta il nonno; ma i miei libri non lo interessano e non posso sempre seccar Brooke.
      — Inviti qualcuno a venirle a tener compagnia.
      — Non vi è nessuno che mi piaccia;. I ragazzi fanno tanto rumore e la mia testa è un po’ debole.
      — Non conosce qualche ragazza che le possa leggere un po’ e divertirla? Le ragazze sono più quiete e sanno fare da infermiere.
      — Non ne conosco!
      — Conosce me però! — cominciò Jo ridendo, ma si fermò ad un tratto.
      — Questo è vero! Venga, venga lei, mi faccia il piacere! — gridò Laurie.
      — Io veramente non sono né quieta né carina; ma verrò, se la mamma lo permette! Ora vado a domandarglielo! Da bravo; chiuda la finestra e aspetti; in due salti sono da lei.
      Così dicendo Jo prese la granata, se la mise sulle spalle e s’incamminò verso casa dubitando un po’ dell’accoglienza che avrebbe avuta la sua proposta, mentre Laurie, un po’ eccitato all’idea di avere compagnia, si preparava a ricevere la signorina. Qualche minuto dopo, si udì una forte scampanellata, una voce decisa domandò del signorino Laurie ed un cameriere, con aria molto meravigliata, corse su nella stanza del padroncino ad annunziargli la visita di una signorina.


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Piccole donne
di Louisa May Alcott
pagine 280

   





Brooke Laurie Laurie Laurie