Pagina (188/280)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

     
      — Ma mia cara, dove hai trovato tanto danaro! Venticinque dollari! Jo, spero che non hai fatto nulla di cui poi ti potresti pentire!
      — No, sono tutti miei: non sono andata elemosinando, non li ho presi in prestito e non li ho rubati. Li ho guadagnati io e non credo che potrai trovare nulla da ridire, perché non ho che venduto quello che era mio.
      Così dicendo Jo si levò il cappello ed un grido generale si innalzò nella piccola camera; i suoi magnifici capelli erano stati tutti tagliati.
      — I tuoi capelli! i tuoi bellissimi capelli! Oh Jo, come hai potuto fare una cosa simile! La tua umica bellezza! Mia cara bambina non vi era certamente bisogno che tu facessi questo! Non è più la mia Jo ma l’amo ancora di più adesso!
      Mentre che tutti facevano queste esclamazioni, e Beth abbracciava teneramente la povera testa rasa, Jo assunse un’espressione di indifferenza, che non ingannò però nessuno. E passandosi una mano sulla testa e cercando di mostrarsi contenta di ciò che aveva fatto:
      — Non deciderà certo delle sorti della patria, perciò non ti addolorare, Beth. Mi farà del bene; perché prima di tutto cominciavo ad essere troppo orgogliosa della mia treccia e poi perché questa diminuzione di peso mi rischiarerà il cervello e le idee. Adesso mi sento così leggiera e così fresca ed il barbiere ha detto che presto avrò una testa ricciuta come quella di un maschio. Sono contentissima; perciò fatemi il favore di non parlarne più ed andiamo a cena,
      — Dimmi tutto, Jo; non sono perfettamente soddisfatta, ma non ti posso rimproverare perché vedo che sacrifichi la tua cosiddetta vanità all’affetto.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Piccole donne
di Louisa May Alcott
pagine 280

   





Beth Beth