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      Oh Jo, il povero bambino è morto!
      — Che bambino?
      — Quello della signora Hummel! Mi è morto fra le braccia, prima che la madre arrivasse a casa — gridò Beth con un singhiozzo.
      — Povera Beth! Dev’essere stato terribile! Sarei dovuta andar io! — disse Jo, sedendosi, piena di rimorsi, sul seggiolone della mamma, e facendosi sedere la sorella sulle ginocchia.
      — Non è stato terribile, Jo, ma così triste! Io mi sono accorta subito che il bambino era peggiorato, ma Lottchen mi ha detto che sua madre era andata a chiamare un dottore, perciò l’ho preso sulle ginocchia per far riposare la bambina. Da principio sembrava che dormisse ma ad un tratto ha dato un grido, si è scosso tutto e poi non si è più mosso. Ho cercato di scaldargli i piedini e Lotty gli ha dato del latte, ma non siamo riuscite a farglielo inghiottire ed io ho capito che doveva esser morto.
      — Non piangere, cara, ma dimmi che cosa hai fatto allora.
      — Sono restata lì col bambino in collo fintanto che la signora Hummel è ritornata col dottore. Egli ci ha fatto capire che era morto e guardando Enrico e Mimma che hanno anch’essi mal di gola, ha detto con voce burbera: — Scarlattina, signora mia, doveva chiamarmi prima! — La signora Hummel ha risposto che era povera, che aveva cercato di curare il bambino da sé, si raccomandava che le guarisse gli altri due e si rimetteva alla sua carità quanto al pagamento. Il dottore allora ha sorriso e è stato più garbato ma tutto ciò era talmente triste che io mi sono messa a piangere con loro finché, ad un tratto il dottore si è voltato verso di me e mi ha detto di andare a casa e di prendere un po’ di belladonna se non volevo prendere la scarlattina anch’io.


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Piccole donne
di Louisa May Alcott
pagine 280

   





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