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      Amor non è che un fanciullesco giuoco,
      chi l'apprezza di piú, quant'è da poco!
      Eppur, miseri noi, la quiete, e pacec'invola spesso il traditor rapace.
     
      Pria che d'amar, paiono dolci i lacci,
      cosí creder ti fan con finti abbracci.
      Cresce dappoi delle catene il pesoa misura che il sciocco resta acceso.
      E quando egli è ben bene innamorato,
      che dura è la catena ha già scordato:
      o se la sente ancor, la scuote invano,
      ch'allacciata le vien da accorta mano.
     
      L'innamorato stolto, un uom si crede,
      e ch'un uom non è piú già non s'avvede.
      Delirando sen va sera, e mattinae da lui la raggion fugge tapina.
      Ogni giorno scemando il suo cervello,
      già non discerne piú, né il buon, né il bello,
      va gli amici fuggendo, e ancor se stessofugge, per non sentir l'error commesso.
      Né l'ardisce emendar, piange, sospira,
      contro il perfido amor, stolto, si adira.
     
      La donna, ch'altro vuol ch'aspri lamenti,
      con rimproveri accresce i rei tormenti:
      e nel fiero contrasto ognor piú scioccol'innamorato sta, come un alocco.
      Legge in viso ad ognun la sua sentenza,
      e si rode il suo fren con gran pazienza,
      la pazienza, virtú denominata,
      ma specialmente all'asino accordata.
      L'innamorato almen sembrasse in tuttoal lascivo animal, immondo, e brutto.
     
      Spesso lo muove poi fredda pazzia,
      quella nera passion di gelosia.
      Non sarebbe geloso, o il fora invano,
      se palpasse la fronte con la mano.
      Anime de' mariti a me insegnateper non esser gelose, eh come fate?
      Ho capito, di già stufi ne siete,
      né sempre invan recalcitrar volete.
      Il coniugale amor vien presto a noia,


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Vita di Vittorio Alfieri da Asti scritta da esso
di Vittorio Alfieri
pagine 406