Pagina (82/725)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Partito per Cosenza, la preclarissima città de' Brettii nella Calabria inferiore, denominata un tempo Brettia, chiesi il libro di Telesio ad un certo illustre ed ottimo uomo suo seguace, il quale volentieri me lo recò. Cominciai a percorrerlo con sommo studio, e letto il primo capitolo, compresi ad un tempo interamente ogni cosa che si conteneva negli altri, prima che li leggessi. Era per fermo disposto verso que' principii, ed intesi egualmente tutto ciò che da essi procedeva, dappoichè in lui tutto deriva da' suoi principii, e non già ciò che segue è contrario a' principii o non dipende da essi, come accade in Aristotile. E poichè mentre ivi dimorava, il sommo Telesio venne a morte, e non mi fu dato udire da lui le sue sentenze, nè vederlo vivo ma morto e portato in Chiesa, il cui volto scovrendo io ebbi ad ammirare e moltissimi versi affissi per lui al suo tumolo, recandomi ad Altomonte per ordine de' Superiori, stimai bene esaminare là l'opera di questo filosofo" etc. Nel Syntagma queste stesse cose si trovano registrate con la maggiore concisione, leggendosi appena: "Poichè nel discutere pubblicamente in Cosenza, non che privatamente co' miei frati, poco giungevano a quietarmi le loro risposte; ma Telesio mi recò diletto, tanto per la libertà del filosofare, quanto perchè prendeva a guida la natura delle cose, non i detti degli uomini. E però avendo affissa un'Elegia a Telesio morto col quale vivente non mi fu dato parlare, mi recai alla terra di Altomonte".
      Adunque, dopo Nicastro, il Campanella andò in Cosenza.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Fra Tommaso Campanella: la sua congiura i suoi processi e la sua pazzia
Volume Primo
di Luigi Amabile
pagine 725

   





Cosenza Brettii Calabria Brettia Telesio Aristotile Telesio Chiesa Altomonte Superiori Syntagma Cosenza Telesio Elegia Telesio Altomonte Nicastro Campanella Cosenza