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      Non è dunque nemmeno esatto quanto il Campanella ci lasciò scritto intorno all'atteggiamento del P.e Provinciale verso di lui; e si comprende ora che si trovò davvero in tempi difficilissimi e in cose di alta importanza, sicchè dovè riuscirgli non solo utile ma estremamente necessaria la difesa, di un uomo energico qual'era il Barone di Acquaformosa coadiuvato da amici attaccatissimi quali i due avvocati, mentre la falsa dottrina non rifletteva i principii Telesiani, sibbene i principii di fede, come il conversare con laici non rifletteva laici comuni, sibbene un Ebreo il quale era per soprappiù ritenuto negromante; nè c'è bisogno di dire che a questo fatto deve riferirsi ciò che l'ignoto condiscepolo del Campanella, divenuto ottuagenario, raccontava a Carlo Caffa, naturalmente secondo le sue deboli reminiscenze e le voci che erano corse nel volgo de' frati in Cosenza. Al Berti è parso che in un brano dell'Atheismus triumphatus il Campanella avesse parlato di relazioni da lui avute con un astrologo, e bruscamente rotte, avanti che entrasse nel carcere, ma in verità, sebbene la dicitura di quel brano non sia punto chiara, è impossibile leggervi il fatto accennato dal Berti, nè poi mancano altri documenti, pe' quali riesce manifesto che il fatto esposto nell'Atheismus si verificò appunto nel carcere di Napoli, circa 15 anni dopo l'epoca della quale trattiamo(57). Si deve pertanto conchiudere, che pure ammettendo essere state delle più semplici le relazioni del Campanella coll'Ebreo, i suoi superiori, non esclusi quelli che si ha ogni ragione di credere i meglio disposti verso di lui, le appresero malissimo, e il Campanella si trovò per esse spinto in una falsa posizione, che gli fu di gran pregiudizio pel momento e per l'avvenire; d'altra parte si deve cominciare ad intendere che per le speciali condizioni, nelle quali ebbe a trovarsi, egli non fu in grado di parlare chiaramente e manifestare tutta la verità nelle cose che riguardavano la persona sua, e però bisogna andar cauti nell'accoglierne le affermazioni.


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Fra Tommaso Campanella: la sua congiura i suoi processi e la sua pazzia
Volume Primo
di Luigi Amabile
pagine 725

   





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