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      Bisogna aggiungere che negli ultimi versi della prefazione alla Philosophia sensibus demonstrata, edita l'anno 1591, licenziandosi da' lettori dice:
      Aspettate presto, Dio permettendo, un nostro commentario Dell'investigazione delle cose ed un altro Del senso delle cose". Al Berti è parso che il Campanella sia caduto in errore nel trattato De libris propriis, avendo detto che la sua Filosofia sia stata pubblicata l'anno 1590, e non nel 1591 come ne fa fede il frontespizio(58): ma veramente il Campanella affermò essere stata la sua opera "stampata" nel 1590, la qual cosa non contraddice all'essere stata pubblicata nel 1591. E considerando che molto tempo s'impiegava allora per la stampa di un'opera, massime in Napoli, come pure che il Campanella ebbe a comporre ancora diverse opere nella stessa epoca; considerando d'altra parte che egli dovè partire piuttosto in fretta da Cosenza nel suo ritorno da Altomonte, come pure che dovè poi andarsene da Napoli in un periodo non inoltrato del 1591, secondochè dimostreremo con documenti; si converrà che la data da noi stabilita della sua venuta a Napoli, cioè la fine del 1589, sia la più plausibile. Se guardiamo pertanto alle informazioni che ne dà il processo del 1599, troviamo da due deposizioni accennato veramente il 1591 come l'anno in cui egli era in Napoli "in casa di Mario del Tufo"(59): ma anche qui le deposizioni riflettono piuttosto l'ultimo periodo della dimora del Campanella in Napoli. Una deposizione poi di fra Dionisio Ponzio dice, che "la fuga" del Campanella da Calabria avvenne dopo il Capitolo celebrato in Roma, nel quale fu eletto il Generale che a quel tempo (nel 1600) presedeva all'Ordine; ora si sa che Generale a quel tempo era fra Ippolito M.a Beccarla di Mondovì e che costui fu eletto il 20 maggio del 1588, come risulta dal libro del Quétif ed Echard e meglio anche dall'iscrizione funeraria apposta alla sua tomba, ben conosciuta dagli amatori delle cose napoletane nella Chiesa di S. Domenico di Napoli(60).


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Fra Tommaso Campanella: la sua congiura i suoi processi e la sua pazzia
Volume Primo
di Luigi Amabile
pagine 725

   





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