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      Farò insieme rivedere quell'opere che egli ha preparato per dare alla stampa, come comanda il sacro Concilio di Trento e gli ordini della Religione, ed essendo trovate tali che meritino uscire in luce, molto volontieri gli comandarò che le faccia stampare e che serva V. A. S. in tutto e per tutto" etc. Tale fu la risposta del P.e Generale, fra Ippolito M.a Beccaria, di cui abbiamo già avuta occasione di dare qualche cenno altrove. Sollecito della distinzione che ridondava in beneficio dell'Ordine, premuroso di mostrarsi ossequente al Gran Duca, egli trovavasi in imbarazzo: non voleva dire che il Campanella fosse stato veementemente sospetto di eresia, ma non poteva non tenerne conto: con ogni probabilità si preoccupava anche di qualche altra possibile eresia nelle opere che il Campanella intendeva di stampare, e quindi vedeva indispensabile farle esaminare scrupolosamente. Possiamo con ciò spiegarci pure molto bene quanto accadeva in sèguito.
      Come abbiamo detto, andando a Padova il Campanella si fermò in Bologna: non sappiamo quanto tempo vi sia rimasto, ma verosimilmente vi rimase ben poco, ed ecco ciò che nel Syntagma si legge essergli avvenuto. "Mentre stava in Bologna mi furono portati via di soppiatto tutti i sopradetti libri e certe Poesie latine non dispregevoli, come pure il primo libro della Fisiologia composto di dispute contro tutte le sette, al quale doveano far sèguito altri 19 libri già meditati". E più oltre: "di poi tutti i libri perduti in Bologna li trovai (a Roma) nel S.to Offizio, ove interrogato li difesi, nè pertanto li richiesi, essendo sul punto di rifarli migliori". Ecco una prima perdita completa delle opere sin allora scritte dal Campanella, all'infuori della Philosophia sensibus demonstrata già data alle stampe, e rifacendone l'elenco abbiamo: 1° l'opera De investigatione rerum; 2° quella De sensitiva rerum facultate o De sensu rerum; 3° il Carme De Philosophia Pithagoreorum; 4° il Carme De Philosophia Empedoclis; 5° il trattato De insomniis; 6° il trattato De Sphera Aristarchi; 7° i due primi libri De rerum universitate o De Metaphysica; 8° il primo libro della Physiologia, come il Campanella si compiacque denominare la Filosofia naturale.


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Fra Tommaso Campanella: la sua congiura i suoi processi e la sua pazzia
Volume Primo
di Luigi Amabile
pagine 725

   





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