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      90) la cosa medesima è espressa ne' seguenti termini; ne diamo tradotto il brano relativo. "Esaminando i Padri i 4 libri nostri manoscritti De sensu rerum non apposero nulla contro il senso naturale delle cose, nè che abbia ammesso l'anima del mondo assistente con Agostino, Basilio, il Niceno, il Ficino, e Platone, ma solamente questo: se c'è un'anima del mondo, essa di conseguenza è beatificabile o beata, e però lo sono anche le anime de' bruti e tutte le parti del mondo. Risposi, come si vede negli Atti dell'anno 1598 (ciò che narrai pure nel mio libro De Sensu rerum stampato nell'anno 1617) che se si ammetta un'anima del mondo assistente e reggente con intelligenza beata, che può essere una delle Dominazioni, non per questo le anime de' bruti e le cose naturali senzienti sarebbero del pari beatificabili, poichè non sono della sostanza e derivazioni di quell'anima partecipanti del comune senso naturale; come non vi sarebbero nè potenze nè appetito delle cose, se non per partecipazione innata delle primalità. Poichè così pure i vermi nati nel ventre e i pidocchi nati nel capo dell'uomo non sono razionali a causa dell'anima razionale dell'uomo, ma solo sensuali a causa del loro partecipare del comune senso, nascendo similmente dalle fecce dell'uomo e da' cadaveri; nè conoscono l'anima dell'uomo, come neanche noi conosciamo l'anima del mondo pel senso ma dopo lunghi sillogismi. La risposta medesima dànno S. Gregorio Niceno e S. Agostino sopra citati, che accordano al mondo una virtù razionale quasi anima, poichè ammettono in ciascun ente un'anima propria, emanante o da Dio, come nell'uomo, o dagli elementi, come ne' bruti, nelle piante ecc., o dalla luce sensuale comune a tutti secondochè si è detto nella serie 3a e 4a; ed avendo così risposto, pregai i Governatori del S.to Officio che mi legassero o con ragioni o con precetto, se non dovessi tenere tale opinione; e non vollero, ma concessero la facoltà di tenerla, e i Sig.ri Cardinali Ascolano, Santorio e Sarnano, dottissimi Inquisitori, dissero che io combatteva bene con questa opinione contro gli Atei e in difesa de' Padri".


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Fra Tommaso Campanella: la sua congiura i suoi processi e la sua pazzia
Volume Primo
di Luigi Amabile
pagine 725

   





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