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      Paolo Carnevale fratello de D. Fabritio e nepote de D. Gio. Francesco.... etc.; D. Gio. Francesco ha 70 anni et è vecchio, D. Fabritio ha cura di anime, e dimandano che le dette cause di ricetto di fuorusciti siano commesse al Vescovo di Squillace, dopo di aver transatte col Nunzio quelle de' negotii illiciti, mentre il Gio. Marco Antonio contestabile se ritrova forascito in campagna con comitiva, che facilmente per strada procureria uccidere essi supplicanti". A questa lettera fa riscontro l'altra del Nunzio, ved. filz. 230, lett. del 25 agosto 1600, con la quale dice essere uno dei ricorrenti contumace della sua Corte, perchè malgrado il precetto si partì da Napoli, e reputar bene che la causa sia lasciata in Napoli. - Per la deposizione di Giulio Contestabile circa l'inimicizia, ved. Doc. 333, p. 295.
      (253) Ved. la depos. di fra Pietro, Doc. 348, pag. 325. Ma circa l'incidente del brutto titolo dato dal Campanella a Gesù crocifisso, dobbiamo pure fare avvertire che una delle sue idee fu sempre il voler vedere nelle immagini Gesù trionfante in gloria piuttostochè Gesù suppliziato a modo degli schiavi: e così la croce gli riusciva sgradevole; e vedremo che una volta, in presenza di una croce piantata sul margine di una via, disse al Petrolo che quella "gli facea mal'ombra". Nelle Poesie (ved. Doc. 510, pag. 578, e D'Ancona p. 35), appoggiandosi anche all'opinione di S. Bernardo, egli cantò la sua idea favorita in quel Sonetto che dice:
     
      Se sol sei hore in croce stette Christo
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Fra Tommaso Campanella: la sua congiura i suoi processi e la sua pazzia
Volume Primo
di Luigi Amabile
pagine 725

   





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