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      Da questo andarono eccettuati solamente, come avviene, i due pių potenti, Ruggier Loria e Vinciguerra Palizzi; fatta ad essi abilitā di tenere, il primo il castel d'Aci in Sicilia, l'altro Calanna, Motta di Mori, e Messa in Calabria. Sarebbero reintegrati, continuava il trattato, i beni ecclesiastici in Sicilia, allo stato innanti la rivoluzione dell'ottantadue. Il Valois si adoprerebbe a ottener la ratificazione di re Carlo e del papa(1060).
      Fu questo il trattato di Caltabellotta, o, come il chiaman anco, di Castronovo, per esservisi fermati i preliminari. Molto onore n'ebbero per tutto il mondo re Federigo e la Sicilia. E in vero la nazione, dopo venti anni, usciva gloriosa e vincente da guerra sė disuguale; Federigo, contro tal soperchio di forze collegate, si mantenea la corona sul capo: nč all'una ed all'altro tornava minor lode, dall'aver condotto a tal estremo, in tre mesi, il Valois, Roberto, Loria, tant'oste, tal armata; e piegato a lor volontā il superbissimo Bonifazio. Nč si dica che non seppero i nostri usar la fortuna contro quel diradato esercito. Dovean essi negar bene una breve tregua, avvantaggiosa solo all'Angioino; era il contrario una pace, nella quale si asseguisse l'importanza di sgombrar via il nemico, e tener libera e tranquilla la Sicilia, foss'anco per pochi anni. Perchč gli Angioini, pur volti in fuga e sconfitti a Sciacca, tenendo molte cittadi e castella, avrebbero potuto continuare a lungo l'infestagione dell'isola; e la pace, ancorchč pregna de' semi di nuova guerra, dava comodo a' nostri a rassettar le entrate pubbliche, ordinar le milizie, ristorar le cittā, racchetare i baroni, prepararsi a ripigliar le armi, quando che fosse, freschi e gagliardi; mentre le forze de' nemici, come collegate, menomar doveano di necessitā col tempo, che muta interessi, occasioni, umori dei potentati.


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La guerra del Vespro sicialiano
o Un periodo delle istorie sicialiane
di Michele Amari
1843 pagine 912

   





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