Pagina (93/677)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      I pochi cristiani dell'isola, non vinta per anco la forza d'inerzia delle masse, ebbero a combattere le forze vive del principato, dell'aristocrazia e dei dotti; le quali, vedendosi ormai minacciate dalla nuova potenza che sorgea nel mondo, fecero ogni opera ad abbatterla. Indi per gran tratto del terzo secolo e nei primi anni del quarto, scorreva in Sicilia il sangue dei martiri. Si illustravano allora i nomi, rimasti sì popolari, di Agata, Lucia, Ninfa, Euplio e molti altri; Lentini, culla un tempo della rettorica greca, si rendea celebre per la eroica costanza e numero dei cristiani. Nel medesimo tempo altri discendenti de' Sicelioti si fortificavano nel culto nazionale di Cerere o di Venere Ericina, con gli argomenti di Porfirio, capitato nell'isola per osservare l'Etna e fattovisi a scrivere (verso il 270) un trattato a difesa del paganesimo. Il filosofo Probo da Lilibeo, che visse in quella età, e i molti discepoli ch'ebbe Porfirio nel suo lungo soggiorno in Sicilia, combatterono insieme con lui questa guerra neoplatonica contro il cristianesimo: e i sofismi loro tornarono vani al par che i supplizii a fronte del principio morale dei novatori. Posate le persecuzioni; succeduto alla tolleranza il favore del governo, e al favore uno impetuoso zelo, la più parte dell'isola confessava la fede di Cristo. I sanguinarii editti di Teodosio poi accrebbero per forza il numero dei proseliti; fecero chiudere gli ultimi tempii pagani; e pur non bastarono a sradicare le antiche superstizioni della popolazione rurale.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Storia dei musulmani in Sicilia
Volume primo
di Michele Amari
F. Le Monnier Firenze
1854 pagine 677

   





Sicilia Agata Lucia Ninfa Euplio Lentini Sicelioti Cerere Venere Ericina Porfirio Etna Probo Lilibeo Porfirio Sicilia Cristo Teodosio