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      Tra questi ultimi furono i genitori di Atanasio, i quali, senza mormorar contro Dio, ripararono a Patrasso in Peloponneso, non potendo guardare ad occhi asciutti il gregge di Cristo, la eletta dei Santi e il regio Sacerdozio calpestati dagli empii; non comportare il superbo disprezzo e la irrisione ai nostri mali." Dopo questo esordio, che ho tradotto scorciandolo alquanto, vien la vita religiosa: come il santo giovanetto entrasse in monastero; come ne fosse fatto superiore; indi esaltato al seggio vescovile di Modone; e quivi risplendesse d'ogni virtù che s'appartenga a pastore d'anime: pio, caritatevole, forte, consolatore degli afflitti, vendicatore degli oppressi. "Questa, sclamava l'oratore, è la verace filosofia, non quella di Socrate;" e poi, dal principio alla fine, andava lodando il vescovo di Modone della virtù che Socrate gli avrebbe insegnato meglio che niun altro: la carità civile senza ubbie religiose. Ma forse spiaceva allora al clero che i filosofi della Magnaura parlassero troppo del sapiente Ateniese. Lo elogio chiudeasi con una lista di miracoli operati alla tomba di Atanasio, ch'era morto, com'e' pare, l'anno ottocento ottantacinque(946).
      Dal quale scritto ognun vede che l'autore non isfuggì ai difetti letterarii del tempo; le troppe fronde, le declamazioni su luoghi comuni, lo sforzo a simular di fuori il calor d'affetti che mancava nell'animo. Pietro, detto Siculo dalla patria, fuggito come tanti altri nella guerra musulmana, andò a cercare fortuna nei monasteri di Costantinopoli.


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Storia dei musulmani in Sicilia
Volume primo
di Michele Amari
F. Le Monnier Firenze
1854 pagine 677

   





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