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      Egli stesso racconta che nel '49, trovandosi nei Dale (le montagne svedesi) si era fermato a Leksand in una piccola locanda: e una bella piccina, nipote della padrona, era entrata nella sua camera, attratta dai colori vivaci di certa borsa ricamata. Egli aveva preso un foglio, e ci aveva ritagliata una moschea, coi minareti aguzzi e le finestre spalancate; e la bambina era scappata via col suo tesoro, tutta felice. Poco dopo, udendo un gran vocìo nel cortile, si affacciò alla finestra, e vide la nonna che teneva in mano la sua moschea, e la esaminava con un sorriso sodisfatto, mentre la nipotina strillava perchè le avevano tolta la sua legittima proprietà, ed una folla di marmocchi circondava la vecchia per vedere quel capolavoro. Più tardi fu picchiato all'uscio della sua camera, e la padrona comparve con un piatto di panpepati "Vede, Signoria?" - diss'ella: "Io faccio i migliori panpepati che si trovino in tutta la montagna, ma ho ancora le forme che usava la mia nonna. Ella, che sa ritagliare tanto bene la carta, non potrebbe farmi di grazia qualche forma nuova?"
      E così io passai tutta quella lunga sera d'estate a tagliar fuori forme di panpepati - molini a vento, ch'erano insieme molini ed uomini, molini con le pantofole appuntite ed uomini con uno sportello aperto nello stomaco, e ballerine che alzavano la punta di un piede verso le stelle... Spero che rimarrò immortale nella montagna svedese, almeno nelle forme dei panpepati
      13.
      Alle sue novelle, l'Andersen non dava da prima maggiore importanza che alle forme per i panpepati od ai piccoli guerrieri e alle damigelle di carta colorata, che facevano andare in visibilio i suoi piccoli amici.


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40 Novelle
di Hans Christian Andersen
pagine 345

   





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