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      Ella sorrideva de' suoi racconti, perchè sapeva meglio di tutti quel che ci sia in fondo al mare.
      Nella notte di luna, mentre tutti dormivano all'infuori del pilota, che stava al suo timone, ella rimase appoggiata alla sponda della nave, guardando giù nell'acqua limpida. Le pareva di vedere la reggia di suo padre. In cima, sui merli, stava la vecchia nonna, con la corona d'argento in capo, e guardava su, a traverso alla rapida marea, verso la chiglia del bastimento. Poi le sue sorelle erano salite a fior d'acqua, e la guardavano tristamente e si torcevano le bianche mani. Ella accennava loro e sorrideva, ed avrebbe voluto dir loro che stava bene ed era felice; ma in quella il marinaio di guardia le si era avvicinato, e le sorelle si erano nascoste sott'acqua. Il marinaio credette che quel bianco altro non fosse se non la cresta spumosa delle onde.
      La mattina dopo, il bastimento entrò nel porto della magnifica città dove risiedeva il Re vicino. Tutte le campane sonavano a festa, e le trombe squillavano dall'alto delle torri, mentre i soldati si schieravano con le lucide baionette in canna e le bandiere spiegate. Ogni giorno c'era una festa nuova: balli e divertimenti d'ogni sorta, che non finivano più; ma la Principessa non si vedeva ancora. La gente diceva ch'era in educazione in un sacro Tempio, dove apprendeva tutte le virtù regali. Finalmente, arrivò.
      La sirenetta era ansiosa di vedere la bellezza di questa Principessa, e fu costretta ad ammettere ch'era bella davvero. Una più graziosa apparizione non le era mai accaduto di vedere.


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40 Novelle
di Hans Christian Andersen
pagine 345

   





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