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      Pollicina viaggiò a traverso villaggi e città, e gli uccellini dei cespugli, quando la vedevano passare, dicevano: "Che bella ragazzina!" La foglia navigava sempre avanti e avanti, sinchè Pollicina uscì dai confini del Regno.
      Un bel farfallone bianco svolazzava sempre intorno alla foglia e alla fine vi si posò. Pollicina gli piaceva, ed essa era molto contenta: oramai i rospi non potevano più pigliarla, ed eran così belli i paesi per cui passava!... Il sole brillava sull'acqua, e l'acqua scintillava come il più splendido oro. Pollicina si tolse la cintura, ne legò un capo intorno al corpo del farfallone ed assicurò l'altro capo del nastro alla foglia.
      Passò per l'aria un maggiolino: la vide e subito le abbrancò con le zampine la vita sottile e volò via con essa, su di un albero. La foglia verde continuò a navigare portata dall'acqua, e con essa andò il farfallone, perchè vi era legato e non poteva liberarsi.
      Misericordia! che paura ebbe la povera Pollicina, quando si sentì portata a volo sull'albero! Ma specialmente le rincresceva per il bel farfallone bianco ch'essa aveva legato alla foglia; perchè se non gli riusciva di liberarsi, gli sarebbe toccato morir di fame. Il maggiolino in vece non si prendeva pensiero di tutto ciò. S'era seduto con lei sulla foglia più grande dell'albero; le aveva fatto mangiare la parte più dolce dei fiori, e le aveva dichiarato ch'era molto carina, sebbene non somigliasse per nulla ad un maggiolino. Poi ricevettero la visita di tutti i maggiolini pigionali dello stesso albero: essi guardavano Pollicina, e dicevano:


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40 Novelle
di Hans Christian Andersen
pagine 345

   





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