Pagina (317/421)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

     
      La buona genitrice di Tuta essendo stata informata che egli aveva delle intenzioni coniugali e che la sua figliuola gli dava nel genio, si mise subito a giocar la partita.
      Innanzi tutto si trattò di persuadere Geltrude. E non sarebbe stato agevole compito, senza quel piccolo essere che incominciava già a dar segni di vita nell’alvo materno.
      Tuta si mostrò ragionevole e l’affare fu tosto per questo lato reso possibile.
      Rimaneva l’altra parte. E anche con quella non fu disagevole cosa il combinarlo.
      Un’amica di Tuta si incaricò della bisogna. Conosceva il Finocchi ed aveva avuto de’ rapporti con lui. Con un pretesto qualunque andò a trovarlo e attaccato discorso, del più e del meno favellando, uscì a dirgli:
      - Eh! Sor Giggi. Voi continuate a vivere come un orso, sempre solo?
      - Meglio solo che male accompagnato - rispose il Finocchi.
      - Si sa; ma un uomo prudente come voi trova presto modo di accompagnarsi bene, se vuole. Perché non prendete moglie?
      - È un brutto affare, non si può prevedere dove si cascherà.
      - Dunque non siete contrario in massima al matrimonio?
      - Non ci ho mai pensato.
      - Una bella e buona moglie è un dolce conforto, una compagnia utile e cara.
      - Il difficile è appunto di trovarla bella e buona, due qualità che generalmente si escludono l’una l’altra.
      - È difficile sicuro, ma non impossibile. Io per esempio mi impegnerei di trovarla.
      - Voi?
      - Perché no? Se non si è capaci di rendere un servizio ad un amico si è inutili a questo mondo. Conoscete le Montini?
      - Quella vedova che ha una bella figliuola?


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Mastro Titta il boia di Roma
Memorie di un carnefice scritte da lui stesso
di Anonimo
pagine 421

   





Tuta Geltrude Tuta Finocchi Giggi Finocchi Montini Tuta