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      E quando fu l'ora di nona, l'abate comanda a' suoi frati che dovessono apparecchiare da mangiare e dovessono [...] uno de' granelli del cofano che vol[eva] vedere e cercare questa cosa così bella, e veggendola così bella e così grande sì sse ne maravigliavano molto e dice così: "Mai non vidi né mai udì' dire né mai non trovai scritto che fosse al mondo così fatta uva". E San Brandano comandò che gli fosse recato uno catino netto e uno paio di bilance perciò che voleva pesare questa cosa, e truova che ogni granello pesava una libbra e rompendo la scorza del granello vidde e cercò dentro [e t]rovò el suo mosto molto dolce e soave da [ber]e, ed eravi dentro tanto mosto che ciascuno frate n'aveva una oncia e di quello aveva tanto nutricamento che in quel dì no gli bisognava altro cibo; e poi fe così insino a dodici dì, e in questi dodici dì non mangiavano e non bevevano altro, e no gli bisognava.
      Essendo compiuti i dodici dì e gli dodici granelli furo [co]nsumati, e allora San Brandano comanda a' suoi frati che avessono pace e orassono divotamente e digiunassono divotamente. E così feciono.
     
     
     
      [18]
     
      COME VENNE A' FRATI UNO UCCELLOMAGGIORE D'UNO PAGONE E RECÒ LORO
      UNO RAMO DI FRUTTARI CON ASSAI FRUTTARI
     
      E così passò tre dì, e nell'ora di mezza terza sì venne uno uccello molto grande, ed era maggiore e più bello che uno pagone, e pareva che venisse dall'isola là dove egli erano stati co lla nave, là dove erano i tre popoli. E questo uccello aveva in becco un ramo d'uno albero molto strano, ed era grand[e] la bellezza del ramo e delle foglie e del frutto, e in capo di questo ramo si era uno legame d'una uva molto bella e grossa, e ciascuna uva avea el suo colore più chiaro e più bello di pietre preziose; essendo venuto l'uccello nella nave e' mette questo ramo in grembo a San Brandano e poi andò via.


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La navigazione di San Brandano
di Anonimo del X secolo
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