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      Quando ciò ebbi fatto, balzai in istrada; corsi al luogo indicato, ove sperava trovare l'amico, e non rinvenni alcuno. Pensai che l'ora fissata non era puranche suonata, ed attesi. Batte il tocco e non vedo anima viva. Lo spavento mi assale. Che fare? Attesi le due, le tre, senza vederlo. Attesi anche le quattro. Ansietà mortale! Le pene di un giustiziato l'aveva tutte provate! Sconsolata mi decisi di andare da Celso; non lo stimai prudente. Dall'abate** e vi andai. Cominciava ad albeggiare: benchè poco pratica, domandando a qualche persona le strade, giunsi più morta che viva a casa dell'abate**, il quale fu molto sorpreso di vedermi a tal ora in quel luogo.
      - Qual novità mi disse.
      - Gli narrai il tutto.
      - E come ha mancato?
      - È ciò che ignoro.
      L'abate mi lasciò in casa e volò da Celso.
      Dopo una buon'ora fu di ritorno. Nel suo volto lessi una nuova sciagura.
      - Ebbene! gli dissi.
      - Celso è stato arrestato ieri sera verso le 7 ore con altri patriotti. Ritrovasi nelle carceri, ove attende il processo.
      A tal nuova il mio cuore, già di troppo agitato, non resse. Mi sfogai in pianto. L'abate cercò d'infondermi coraggio.
      - Qui, mi diceva, non siete troppo sicura. Se vi trovassero io ne sarei compromesso. È d'uopo provvedere sì alla mia che alla vostra sicurezza.
      - Ed in che modo?
      - L'unico, il solo, in cui in questo momento critico possiamo appigliarci è che voi vi ritiriate da vostra sorella, oppure di far ritorno al monastero, invocando la clemenza della superiora e del cardinale.
      - Non lo farò mai.


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I Nuovi Misteri del Chiostro Napoletano scritti da un'ex monaca e pubblicati dall'abate **
di Anonimo
Tip. Guigoni
1871 pagine 97

   





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