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      Addio."
     
      Era vero, egli era onesto e generoso, e ne aveva avuta più d'una prova. Ma egli un tempo si era acceso di me. - Vi sono uomini capaci di tanta abnegazione, di sì nobile sacrifizio da far tacere i sentimenti del proprio cuore per l'altrui felicità? E se in quest'uomo si risvegliasse l'amore d'un tempo, se quest'uomo avesse posto da banda ogni riguardo, una volta io in suo possesso, che restavami a fare? Bivio tremendo!...
      Era troppo omai inoltrata da indietreggiare. In un abboccamento coll'abate, cercai di leggergli nel cuore. Gli domandai se il tentativo che stava per intraprendere sarebbemi stato fatale. Mi assicurò dell'ottima riuscita: dissemi aver egli preso le più minute cautele, onde nulla di sinistro potesse accadere. Avere di nottetempo portato una scaletta adatta all'uopo, e nascostala in una fogna prossima alla detta finestra. Io non doveva che penzolarmi, afferrare colle mani il davanzale della finestra, e lasciare a lui la cura di porre la scala sotto ai miei piedi. - Aveva pure pensato di licenziare una vecchia governante per non avere testimoni in casa. Per il viaggio avremmo pensato in seguito.
      Confortata da tali promesse, e dalla schiettezza e complicità dei modi con cui me l'espose, si dissiparono i dubbi che mi eran sorti, e m'affidai pienamente a lui.
      Il cardinale frattanto non cessava di esser meco più che gentile, amoroso. Io per non urtare il suo amor proprio, cercava dei palliativi atti a fargli credere un cambiamento operatosi in me a di lui riguardo.


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I Nuovi Misteri del Chiostro Napoletano scritti da un'ex monaca e pubblicati dall'abate **
di Anonimo
Tip. Guigoni
1871 pagine 97