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      La dica" mi rispose il galantuomo. "Ella sa bene che in quel poco che io posso cerco sempre di aiutare la gioventú... perché, dico il vero, io porto molto interesse ai bravi giovani." "Sí?" gli dissi io. "Credevo invece che fossero i bravi giovani che lo portassero a lei molto interesse." Come potete imaginarvi, quel bue non capí il mio bellissimo calembourg, perché gli usurai sono la gente piú priva di spirito di tutto il genere umano... anzi, dietro profonde ricerche posso assicurarvi che essi sono un grado al di sotto dall'ipopotamo e due dal pipistrello. Dunque gli chiesi seriamente mi facesse il favore di prestarmi il denaro che ci voleva per pagar la sua cambiale, piú qualche centinaio di lire, per poter celebrare degnamente la chiusura del carnevale. A questa domanda un po' eteroclita quell'animale balzò sulla sedia e vedendo che io parlavo sul serio non sapeva da che parte farsi per rispondermi. Per venire alle corte io lo strinsi in tal modo coi piú sentimentali argomenti che per salvarsi dovette rinnovar la cambiale a sei mesi, se no scommetto, avrebbe dato in uno scoppio di pianto... Vedete dunque in me un uomo che per sei mesi ancora è sicuro di vivere liberamente all'aria aperta, ciò che tra parentesi, non garantisco di voi altri."
      Gustavo tacque, e guardò in viso a ciascuno de' suoi quattro compagni, quasi volesse scrutarvi l'effetto della sua chiusa.
      - Ebbene, - sclamò quello fra essi che non fumava e che avea divorate una ad una le parole del narratore - giacché hai toccato questo cantino, sappiatelo, io sono a questa estremità.


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La scapigliatura e il 6 febbraio
di Cletto Arrighi
pagine 243