Pagina (238/243)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      - sclamò alla sua volta il vecchio dopo averlo riconosciuto.
      E si abbracciarono affettuosamente.
      - Donde venite? - fu la prima domanda del professore.
      - Da Lugano; vale a dire da Parigi dove sono stato due anni; e ora vado dritto in Crimea ad uccidere un po' di Russi, od a farmi uccidere da essi... Oh ma, - ripigliò tosto con un sorriso - sapete, professore, che io comincio a credere al magnetismo?... Sediamoci qui, caro Bartelloni... Crederete, professore, che poc'anzi, rivedendo dopo due anni quel caro paese là - e additava la sponda lombarda - mi siete venuto in mente anche voi?... Proprio, un'ora fa, a dir molto. Ho pensato a voi, al nostro povero Emilio, a Niso, a Gustavo... a tutti quei poveri miei amici d'un giorno... E la Gigia? Povera ragazza!... cosí buona! Ma voi forse non l'avete conosciuta la Gigia! E quell'angelo d'una signora che voleva tanto bene al povero Emilio... che venne a trovarlo quel giorno che ci toccò di partire dal suo letto...? ve ne ricordate...? chissà!...
      - Zitto, - disse Bartelloni, mettendo l'indice attraverso le labbra - zitto, perché essa è qui...
      - Qui, dove?
      - Sul battello a vapore.
      - L'amante di Emilio?
      - Precisamente.
      - La signora Dal Poggio?
      - È qui con suo marito.
      - Con suo marito!? - sclamò Gastoni - Ma non s'era ella divisa da suo marito?
      - Tutt'altro.
      - Non era ella fuggita di casa? Io mi ero messo in mente che fosse accaduto uno scompiglio in quella casa.
      - Era fuggita infatti, ma ora è di nuovo con lui, e possono servir di modello...
      - Oh prosa delle prose!


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

La scapigliatura e il 6 febbraio
di Cletto Arrighi
pagine 243

   





Lugano Parigi Crimea Russi Bartelloni Emilio Niso Gustavo Gigia Gigia Emilio Bartelloni Emilio Dal Poggio Gastoni