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      Io vorrei però che queste pagine servissero, in un senso, anche all'età nostra: e mi spiego.
      L'Italia da circa mezzo secolo s'agita, si travaglia per divenire un sol popolo e farsi nazione. Ha riacquistato il suo territorio in gran parte. La lotta collo straniero è portata a buon porto, ma non è questa la difficoltà maggiore. La maggiore, la vera, quella che mantiene tutto incerto, tutto in forse, è la lotta interna. I piú pericolosi nemici d'Italia non sono gli Austriaci, sono gl'Italiani.
      E perché?
      Per la ragione che gl'Italiani hanno voluto far un'Italia nuova, e loro rimanere gl'Italiani vecchi di prima, colle dappocaggini e le miserie morali che furono ab antico il loro retaggio; perché pensano a riformare l'Italia, e nessuno s'accorge che per riuscirci bisogna, prima, che si riformino loro, perché l'Italia, come tutti popoli, non potrà divenir nazione, non potrà esser ordinata, ben amministrata, forte cosí contro lo straniero, come contro i settari dell'interno, libera e di propria ragione, finché grandi e piccoli e mezzani, ognuno nella sua sfera non faccia il suo dovere, e non lo faccia bene, od almeno il meglio che può. Ma a fare il proprio dovere, il piú delle volte fastidioso, volgare, ignorato, ci vuol forza di volontà e persuasione che il dovere si deve adempiere non perché diverte o frutta, ma perché è dovere; e questa forza di volontà, questa persuasione, è quella preziosa dote che con un solo vocabolo si chiama carattere, onde, per dirla in una parola sola, il primo bisogno d'Italia è che si formino Italiani che sappiano adempiere al proprio dovere. E pur troppo si va ogni giorno piú verso il polo opposto.
      Ora, se le materie, i racconti, gli esempi contenuti in questo libro, potessero avere per effetto di contribuire a formare un solo alto carattere, io crederei aver reso un gran servizio al mio paese; poiché se è vero, come dice il proverbio, che un pazzo ne fa cento (e grandi esempi ne vediamo tuttodí), è vero altrettanto che anche un alto e forte carattere può farne cento e mille, e dare vita, calore, e, per dir cosí, intonazione piú degna e piú generosa per anni ed anni ad un intero paese.


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Racconti leggende e ricordi della vita italiana
(1856-1857)
di Massimo d'Azeglio
pagine 890

   





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