Pagina (35/322)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      La camera più alta della casa, ove solea dormire, avea le finestre volte a levante.
      Era l'indomani della cena: il primo chiarore dell'alba faceva appena all'orizzonte distinguere dal cielo la bruna linea del mare, quando il giovane Fieramosca, lasciato il letto ove non sempre trovava sonni tranquilli, uscì su un terrazzo, a' piedi del quale venivano a batter l'onde leggermente agitate dal fresco venticello della mattina.
      Poveri abitanti del settentrione! Non sapete quanto valga quest'ora sotto un bel cielo del mezzogiorno, in riva al mare, mentre la natura è ancora tutta nel sonno, e questo silenzio viene appena interrotto dal sordo gorgoglio dell'onda che, al pari del pensiero, non ebbe mai riposo dal dì che fu creata, nè l'avrà finchè più non sia. Chi non s'è trovato solo a quest'ora, chi non ha sentito sventolarsi presso il viso l'ultimo batter d'ala della nottola mattutina nel principiar del caldo sulle belle coste del Regno, non sa sin dove giunga la divina bellezza delle cose create.
      Lungo il muro del terrazzo cresceva una palma. Seduto sul parapetto, le spalle appoggiate al tronco, e colle mani intrecciate reggendosi un ginocchio, il nostro giovine soldato stava godendo momenti di quiete, e l'aria pura che precede l'aurora.
      La natura gli aveva concesso il prezioso dono d'esser per indole propria spinto a quanto v'ha di bello, di buono e di grande. Un solo difetto si poteva apporgli, se difetto si può chiamare, una soverchia bontà. Ma nudrito da' primi anni fra l'armi, presto conobbe gli uomini e le cose; la sua mente retta nel giudicare imparò qual limite si debba porre alla bontà stessa onde non degeneri in debolezza; e la rigidità che acquista sovente chi si trova fra continui pericoli, in un cuore quale era il suo, divenne una giusta fermezza, degna e preziosa dote di un petto virile.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Ettore Fieramosca o la disfida di Barletta
(Racconto)
di Massimo d'Azeglio
Borroni e Scotti
1856 pagine 322

   





Fieramosca Regno