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      Se restiamo d'accordo, al primo di gennaio del 1504 verremo, se vi pare, a dar l'assalto al monastero, e le porteremo via tutte fino alla cuoca. Ma prima di quel tempo, finchè mi resta una carica di polvere, ed una lama di pugnale, nessuno toccherà un capello alle monache nè all'ultima conversa.
      - E voi, ser Martino, credete che non sappia qual è il dovere d'un par vostro? Credete che avrei faccia di proporvi una ribalderia come codesta? Non mi conoscete. La persona di cui si tratta, non è nè monaca nè conversa, ed ha tanto che fare col monastero, quanto ci ha che fare il mezzo barile che vi tenete al fiato; Dio vi benedica! e ben si vede che siete un uom dabbene, e sapete che quando si può andar a bell'agio, è matto chi corre; quando si può dormir al coperto con mezzo bicchier di buon greco, è pazzo chi dorme alla frasca, a stomaco freddo; e chi può guadagnarsi cinquecento fiorini senza una fatica, coll'onor del mondo, e colla grazia di Dio, deve pensare che queste fortune non cascano in bocca ogni giorno come i fichi fiori... Ora se volete far senno, sarem d'accordo; e risolvete, che questi cavalleggieri non dovrebbero tardar molto.
      La virtù di Martino, come quella della maggior parte dei galantuomini, era capace di transazione, onde rispose:
      - Quando non si trattasse di monache, sarebbe un altro discorso.
      Mentre D. Michele, pensando se dovesse allora svelar a Martino qual era la donna che intendeva rapire, soprastava alquanto prima di parlare, una mischia insorta all'uscio della camera fra due soldati ed una vecchia, interruppe il loro ragionamento.


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Ettore Fieramosca o la disfida di Barletta
(Racconto)
di Massimo d'Azeglio
Borroni e Scotti
1856 pagine 322

   





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