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      Et in questo l'autor si può salvare, con dire che le somiglianze di danno per esempio, & non perche del tutto sieno tali. Anzi manco vi è proportione, che egli habbia in tutto i piedi d'Elefante, se l'animale è quanto un cavallo. Et già se bene i piedi dell'Elefante si scrivono callosi, & tondi; hanno però non so che spartimenti d'ugnoni, che gli fanno differenti dagli animali con l'ugna intera: & questa differenza volse notar con piu proportione il Barthema, assimigliando l'ugne de' suoi Alicorni, quasi à quelle della Capra.
      Ma che bisogna affaticarsi intorno à queste differenze? per dire il vero, quale è quella historia, & descritione di qual si voglia cosa, & de gli animali massime, & delle pietre, & delle piante, che appresso diversi autori sia posta à punto la medesima, & che non vi sia qualche diversità? Anzi di piu, qual è quello autore, che alle volte non s'inganni, & maggiormente dove si tratti di cosa, che eglino, che eglino non habbino vista? Si come io tengo per certo, che nessun degli antichi, di quanti noi habbiamo fin qui recitati, & scritte le historie, sia che habbi scritto dell'Alicorno di veduta propria, ma solamente per detto d'altri. Et di quì son nati in questa materia due primi inconvenienti: L'uno si è, che una cosa realmente vera, & certa, si è rivocata in dubbio, & da alcuni vien riputata per favola. Et l'altra è la difficoltà di accordare insieme le diversità degli autori, che havendone scritto poco meno che al buio, è stato impossibile, che si siano potuti accordar del tutto, & che n'habbino havute le medesime informationi l'uno, che l'altro.


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L'alicorno
di Andrea Bacci
1573 pagine 78

   





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