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      Manco posso affermare, che quel che scrive Alberto Magno sia vero, per scrittore ch'egli sia riputato di eminente scientia: perche ognuno scrive tal volta delle cose stravaganti, & poco ragionevoli, & però il giuditio di chi legge, non si deve mai obbligare al detto di nessuno, ma dee essere libero, & accostarsi sempre alla ragione, la quale in questo manca del tutto. Scrive Alberto fra gli altri miracoli degli animali, havere egli visto un corno d'Alicorno, & misurato di sua mano, che nella base havea un palmo, & mezzo di diametro, era lungo dieci piedi, senza striscie, & nel rimanente simile al corno del Cervio. Dove se noi dalla lunghezza, & grossezza di questo corno, considereremo à proportione la grandezza del capo, che dovea sostenere un si smisurato corno, & da questo verremo conietturando quale, & quanto dovesse essere tutto'l corpo; saremo forzati à confessare, che questo animale dovea esser grande quanto una nave, non che al pari d'un'Elefante, quantunque nessuno autore scrive, che il vero Monocerote sia maggior d'un Cavallo, ò d'un gran Cervo. Di maniera, che piu tosto io condescenderò à dire in gratia d'un tanto huomo, che quel corno dovesse essere, ò osso, ò spina, ò pur corno di qualche smisurato mostro marino, di cui quel mar di Germania, che fin sotto la Tramontana si spande, è abbondantissimo, & se ne vede tal volta in questi mari piu bassi, dove calando si fatte bestiacce, ne potendovi molto vivere, come sproportionato luogo alla natura loro, si danno in qualche spiaggia, ò sboccano nella foce di qualche gran fiume, dove in breve lasciano la pelle, & l'ossa per un raro spettacolo di natura.


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L'alicorno
di Andrea Bacci
1573 pagine 78

   





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