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      Che diverrebbero senz'esso i nostri paesaggi e le nostre foreste? Quando, nel silenzio della notte, ogni cosa dorme nella natura, e la vita sembra ovunque sospesa, ad un tratto dal fitto del fogliame escono alcune note, le quali ora sono un sospiro, un lamento, un gemito: ora sono canti lieti, vivi, che ogni eco ripete e fa suoi.
      E le case dei poveri, e tante misere stanzuccie di fanciulle malate, che diverrebbero se non le allegrasse talvolta il cinguettìo delle rondini che han fatto il nido lì vicino, o il trillo cadenzato del canarino e del passero?
      E questi uccelletti, così agili al volo, così splendidi di piume, così abili nel canto, sono padri previdenti, mamme amorose, mariti esemplari. In loro la bontà è pari alla grazia, all'agilità, alla bellezza. Quale insegnamento per certi bei bambini di mia conoscenza!
      Noi sappiamo che gli uccelli si riproducono per mezzo delle uova, le quali, covate da uno dei genitori, si schiudono a un'epoca determinata, per dare adito al nuovo piccino.
      Ebbene: quando viene il tempo di deporre le uova, la femmina cambia le sue abitudini. Le piaceva il canto, l'allegro vagabondaggio sui clivi fioriti, il cinguettìo colle compagne? Dal momento che sta per diventar mamma, rinunzia alla libertà e non abbandona più le sue uova, finchè il calore continuo e prolungato del suo corpo non le abbia fatte schiudere.
      Bisogna vederle quelle creaturine, nate d'allora! Incapaci di adoperare le zampe, senza penne e cogli occhi ancor chiusi, vengono nutrite nel nido dai loro genitori, finchè, coperte dì piume, possono cominciare a far prova delle ali e trovarsi da sè il nutrimento che loro conviene.


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Lezioni e racconti per i bambini
di Ida Baccini
Edizioni Trevisini
1882 pagine 118