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      Questa, dunque, evidentemente è la principal causa causante, qui è l'origine della meritata grandezza di Roma; l'avere bene ed opportunamente assunta la rivendicazione dell'indipendenza nazionale. Né, del resto, fu cosa nuova nella storia delle genti: molte, antiche e nuove, si fecer grandi allo stesso modo: la gente tebana tra l'antichissime egizie, la persiana tra le mediche, l'ateniese e la spartana tra l'elleniche, la castigliana tra le spagnuole, la prussiana tra le recenti germaniche. E gli etrusci avevano bensí esercitato sette secoli addietro tale ufficio contro a' pelasgi, epperciò erano diventati grandi tra le genti italiche; ma non esercitandolo, come decaduti, sufficientemente contro ai galli, Roma intanto cresciuta, sottentrò loro nell'impresa, nella grandezza, nell'impero d'Italia. - Ad ogni modo, questa epoca in che Roma incominciò a ponderare e preponderare in Italia ci parve molto piú importante, piú atta a segnare il fine della etá primitiva, il principio d'una seconda etá della nostra storia, che non sia l'epoca della fondazione di Roma, scelta a ciò dalla maggior parte degli storici moderni. E tanto piú che gli antichi diedero a Camillo, il gran motore di quell'impresa, il nome di "secondo fondatore di Roma", e che antichi e moderni concordano a dire incerta e poco men che favolosa o poetica tutta la storia romana precedente la guerra de' galli.
      2. Mezzi; costituzione e mutazioni. - Camillo e Roma furono poi ammirabili dopo la prima vittoria; si apparecchiarono a proseguirla colle mutazioni interne opportune; innalzarono se stessi alla cresciuta fortuna; non si arrestarono nella virtú; la passata fu ad essi non piú che principio della avvenire.


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Della storia d'Italia dalle origini fino ai nostri giorni: sommario
di Cesare Balbo
pagine 750

   





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