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      Fu uomo molto pulito, di statura decente, e di grato aspetto e pieno di gravità; parlatore rado e tardo, ma nelle sue risposte molto sottile.118 Nè per gli studi si racchiuse in ozio, nè privossi del secolo; ma vivendo e conversando con gli altri giovani di sua età, costumato ed accorto e valoroso ad ogni servizio giovanile si trovava.119» «Niente tralasciò delle conversazioni urbane e civili. Ed era mirabil cosa, che studiando continuamente, a niuna persona sarebbe paruto ch'egli studiasse, per l'usanza lieta e conversazione giovanile. Per la qual cosa mi giova riprendere l'errore di molti ignoranti; i quali credono, niuno essere studiante se non quelli che si nascondono in solitudine ed in ozio; ed io non vidi mai niuno di questi camuffati e rimossi dalle conversazioni delli huomini, che sapesse tre lettere. L'ingegno grande ed alto non ha bisogno di tali tormenti; anzi è verissima conclusione e certissima, che quelli che non apparano tosto, non apparano mai; sicchè stranarsi, e levarsi dalla conversazione, è al tutto di quelli che niente sono atti col loro basso ingegno ad imprendere.120» Ed osservisi qui ciò che avremo da avvertir poi fino al fine; come Dante sapesse sempre meravigliosamente passar dalla vita contemplativa all'attiva, ed all'incontro. Ed ora già s'appressavano per lui gli anni virili dell'azione; anzi gli anni fatali de' dolori; quegli anni, che toccano a tutti forse, più o meno per tempo nella vita, e ne determinano qualunque sia il rimanente. A Dante furono tali il 1289 e 1290, ventiquattresimo e venticinquesimo della vita di lui.


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Vita di Dante
di Cesare Balbo
pagine 525

   





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