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      E trovata una giovane, quale alla sua condizione era dicevole, con quelle ragioni che più loro parvero induttive, la loro intenzione gli scoprirono. Ed acciocchè io partircularmente non tocchi ciascuna cosa, dopo lunga tenzone, senza mettere guari tempo in mezzo, al ragionamento seguì l'effetto, e fu sposato.190» Dopo questo, il Boccaccio, uomo tutto diverso da Dante, lo biasima, dissertando lungamente sulle disgrazie e su' gravi disturbi arrecati agli studiosi dall'aver moglie e figliuoli. Ma ei termina, poi, quella diceria colle seguenti parole: «Certo, io non affermo queste cose a Dante essere addivenute, chè non lo so; comechè vero sia, che cose simili a queste, o altre che ne fussino cagione, egli una volta da lei partitosi, che per consolazione de' suoi affanni gli era stata data, mai nè dove ella fusse volle venire, nè sofferse che dove egli fusse ella venisse giammai, contuttochè di più figliuoli egli insieme con lei fusse parente. Nè creda alcuno, che io per le sopraddette parole voglia conchiudere, gli uomini non dover tor moglie; anzi il lodo molto, ma non a ciascuno. Lascino i filosofanti lo sposarsi a' ricchi sciolti, a' signori e a' lavoratori: essi con la filosofia si dilettino, la quale è molto migliore sposa che alcuna altra.»191 Noi non ci fermeremo, come fa seriamente Leonardo Aretino,192 a ribattere siffatta proposizione con gli esempi di Marco Tullio e d'altri filosofanti ammogliati; ma, che che sia della sola sposa conceduta a questi dal buon Boccaccio, certo è che da tali generalità non si può, contro alla stessa protesta dello scrittore, arguir nulla in disfavore di Gemma.


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Vita di Dante
di Cesare Balbo
pagine 525

   





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