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      Occupate, dunque, le facce vostre in confessione di soggezione di lui, e nel saltero della penitenza cantate; considerando che chi resiste alla podestà, resiste all'ordinamento di Dio; e chi al divino ordinamento repugna, è eguale allo impotente che ricalcitra, e duro è contro allo stimolo calcitrare.
      «Ma voi, i quali soppressi piangete, sollevate l'animo; imperciocchè presso è la vostra salute... Perdonate, perdonate oggimai, o carissimi, che con meco avete ingiuria sofferta..... Da Iddio sì, come da un punto, sì biforca la podestà di Pietro e di Cesare.... Vegghiate adunque tutti, e levatevi incontro al vostro re, o abitatori d'Italia; non solamente serbate a lui ubbidienza, ma come liberi il reggimento.
      «Nè solamente vi conforta acciocchè vi leviate incontro; ma altresì che il suo aspetto abbiate in riverenza. Voi che bevete nelle sue fonti, e per li suoi mari navigate, e che calcate le reni dell'isole e le sommità delle alpi le quali sono sue, e che ciascune cose pubbliche godete, e che le cose private non altrimenti che con legame della sua legge possedete, non vogliate siccome ignari ingannare voi stessi... Non riluce in maravigliosi effecti, Iddio avere predestinato il romano principe? E non confessa la chiesa con le parole di Cristo, essere poscia confermato in veritade?
      «... Costui è colui al quale Pietro, di Dio vicario, onorare ci ammonisce; il quale Clemente, ora successore di Pietro, per luce d'apostolica benedizione allumina, aciocchè ove 'l raggio spirituale non basta, quivi lo splendore del minor lume allumini.


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Vita di Dante
di Cesare Balbo
pagine 525

   





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