Pagina (5/215)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Gli antichi alberghi della vecchia città sono in cima a questa strada già abitata dai signori del paese.
      La melanconica casa dove si sono svolti gli avvenimenti di questo racconto era appunto uno di tali abitati, resti venerabili di un secolo nel quale le cose e gli uomini avevano quel carattere di semplicità che i costumi francesi vanno perdendo di giorno in giorno. Dopo aver seguito le traccie di questa pittoresca contrada ove i minimi particolari suscitano ricordi e sogni involontari, scoprirete un meandro oscuro: là è nascosta la porta della casa del signor Grandet. Ma è impossibile comprendere il valore di quest'espressione provinciale se non si conosce un po' della vita del signor Grandet. Egli a Saumur godeva di una reputazione che chi non ha vissuto in provincia non potrebbe comprendere né poco né molto. Il signor Grandet, chiamato da alcuni vecchi, il cui numero diminuiva sensibilmente, papà Grandet, era nel 1789 un mastro bottaio che oltre al fatto suo sapeva leggere, scrivere e far di conto. Quando la nuova Repubblica Francese mise in vendita nel circondario di Saumur i beni del clero, il bottaio, allora quarantenne, aveva da poco sposato la figlia di un ricco mercante di legnami. Egli con il suo e con la dote mise insieme duemila luigi d'oro: munito di questi andò al distretto dove con duecento doppi luigi del suocero offerti al feroce repubblicano che sorvegliava la vendita dei domini nazionali ebbe per un pezzo di pane, legalmente, se non legittimamente, le piú belle vigne del territorio, una vecchia abbazia e qualche cascina.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Eugenia Grandet
di Onorato di Balzac
pagine 215

   





Grandet Grandet Saumur Grandet Grandet Repubblica Francese Saumur