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      - Vi pregherei, signori, di non occuparvi di nulla, poiché il babbo è padrone in casa propria e finché starò con lui lo obbedirò. Non intendo che altri, fuori di Dio, si permetta di giudicare la sua condotta. Chiedo alla vostra amicizia il silenzio piú assoluto; vi son grata dell'interesse: ma vi sarò piú grata se cercherete di soffocare le chiacchiere offensive della città.
      - Ha ragione - approvò la madre.
      - Il mezzo migliore per tagliar corto a tali ciarle, è quello di ottenervi la libertà, signorina - disse rispettosamente il vecchio notaio, colpito dalla triste e delicata bellezza di Eugenia.
      - Sí, figliuola, lascia fare al signor Cruchot che ci garantisce il buon successo e sa da qual verso prendere tuo padre, Se vuoi vedermi contenta nei pochi giorni che mi restano ancora, bisogna che a qualunque costo ti riconcilii con lui. -
      Il giorno seguente, secondo l'abitudine presa dopo la reclusione della ragazza, Grandet faceva i soliti giri nel giardinetto nel momento in cui ella si pettinava. Nascosto dietro il tronco del vecchio noce, mirava per qualche tempo i lunghi capelli di lei ed era combattuto fra la tenacia del carattere e il desiderio vivo di stringer la figlia fra le braccia. Spesso si lasciava cadere sul banco di legno tarlato, ove i due giovani s'erano scambiato il giuramento di eterno amore; Eugenia lo guardava di sfuggita dentro lo specchio, e s'egli riprendeva a passeggiare, veniva alla finestra fermandovisi a contemplare il pezzo di muro da cui sbocciavano fiori graziosissimi e dai cui crepacci sporgevano capelvenere, convolvoli e una pianta grassa, gialla e bianca, un sedum, abbondante nei vigneti di Saumur e a Tours.


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Eugenia Grandet
di Onorato di Balzac
pagine 215

   





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