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      Lo Storno, che in quelle ore era occupato nel suo giornale, sarebbe poi venuto a riprendere la signorina Scarpette.
     
      IX
     
      Ambiente di giuocatori
     
      Quando, la notte seguente, la signorina Scarpette entrò al «Catenaccio» a fianco del Pinzi, venne accolta da un mormorio di sorpresa e di ammirazione.
      Infatti, in quel periodo di riposo, essa aveva acquistata una certa grazia attraente, che la rendeva simpatica al primo colpo d'occhio. Portava i capelli castani un po' rovesciati sulle tempie e aggruppati sulla nuca in un largo nodo. Il viso, pallido e profilato, aveva le linee pure della bellezza inglese. A renderlo più dolce e caratteristico si aggiungevano due occhi larghi e limpidi, azzurri e tranquilli come un cielo primaverile, e una bocca sensuale, che spiccava come una breve macchia rossa sul pallore del volto. Le mani e i piedi piccoli, il corpo svelto e flessibile, involto in un modesto abito nero, contribuivano ad accrescere la piacevolezza di quella personcina.
      Non era certo Scarpette donna da confondersi per l'omaggio degli avventori del ristorante. Tuttavia, provò una leggiera impressione di turbamento, che si accrebbe allorchè essa si trovò fra mezzo ai soci del Circolo, accolta con parole entusiastiche da Giorgio Perroni.
      Quel giovanotto dallo sguardo caldo ed affascinante e dalla voce sonora le piacque fin dal primo momento. Non comprendeva il suo discorso; pure ne fu lusingata e lo ringraziò con la voce un po' tremolante, il volto soffuso da un breve rossore. Si sedette al suo fianco, mentre il Pinzi le si poneva allato dall'altra parte.


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Genova misteriosa
Scene di costumi locali
di Pierangelo Baratono
pagine 280

   





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