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      Tuttavia, volle rendersi un conto esatto della manifestazione contraria e si recò a interrogare i dissidenti. Ne trovò due, i principali, in una quieta trattoria di campagna, mentre s'immergevano nella contemplazione di uno splendido tramonto sugli Appennini. Avevano entrambi un volto maniaco, gli occhi scintillanti e la barba piuttosto lunga, grigia nell'uno e nell'altro nera. Il meno giovane parlava con dolcezza, accompagnando il discorso con gesti nervosi delle mani lunghe e affilate. L'altro lo ascoltava, lo sguardo fisso, dietro gli occhiali, in qualche suo sogno di asceta.
      — Voi credete, diceva Anna, che i mezzi termini, le transazioni siano dannose alla nostra causa. Ma in quale epoca della storia potrete trovare un partito, che sia giunto alla sua meta senza alleanze ibride? Che cosa avrebbero fatto i cristiani senza l'appoggio degli imperatori? Che cosa i borghesi della grande rivoluzione senza l'aiuto del popolo?
      — E che si è raggiunto, in tal modo? Il cristianesimo, che doveva sollevare gli umili, non è divenuto, invece, un mezzo di oppressione? La borghesia, che voleva liberarsi dalla nobiltà e dai preti, non si è assoggettata, di nuovo, alla nobiltà di spada del periodo napoleonico e al gesuitismo della ristaurazione? Ogni sistema deve conservarsi puro nelle sue linee, se vuole raggiungere il fine.
      — A che giungeremo, così parlava il più giovane dei due apostoli, a che giungeremo con questo tergiversare? Vogliamo fondare un proletariato, protetto dal governo? La nostra lotta non è politica, ma economica.


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Genova misteriosa
Scene di costumi locali
di Pierangelo Baratono
pagine 280

   





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