Pagina (78/143)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Niuna voce umana in quel muggito diabolico della polvere. I raggi della luna indicavano, come un formicolìo indefinibile, i battaglioni in movimento sull'avenue, tra la porta Maillot ed il ponte Neuilly, su i bastioni, e dietro la barricata della porta. L'aria violentemente scossa dava come un palpito nell'osservatorio del fotografo; ed è mestieri dire che le bombe fossero clementi, risparmiandolo da circa un mese che dura la battaglia.
      L'assalto fu respinto. Alle 10 e mezza la moschetteria si spense, e non restò che il brutale, il quale continuò per più di un'ora ancora a risvegliare ed atterrire gli echi sonnolenti e misteriosi della notte. Il Bois de Boulogne sembrava come allagato dalla Senna; i vapori del fiume ed il fumo delle artiglierie vi ondulavano su mollemente ed indolenti. La linea dei fuochi avanzava e retrocedeva, girava di manca, quasi danzasse un minuetto; talvolta si spegneva affatto, talvolta si scompigliava. L'è dunque a ricominciare.
      L'opera della scorsa notte potè danneggiare un poco ancora gli spaldi, uccidere e ferire qualche uomo, ed ecco tutto. Perchè dunque il presentimento mi dice che le ore della Comune sono contate?
      Perchè credo che la reddizione di Parigi non può effettuarsi che per un'azione psicologica. Un momento di stanchezza, un impeto di panico, un istante di disperanza, un ordine mal compreso, un capo venduto che lascia sguarnito un varco prezioso, un singulto di noia... e Parigi è presa!
      Tutto ciò alita nell'aria. Se ne fiutano i sintomi senza poterli specificare.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Gli incendiari della Comune
di Ulisse Barbieri
Legros Felice Milano
1871 pagine 143

   





Maillot Neuilly Bois Boulogne Senna Comune Parigi Parigi