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      Non re, non comune, non Convenzioni bianche o rosse, non provvisorio onde darsi il comodo di cospirare, non velleità di ritornare nel brago delle dinastie sfasciate dalla collera di Parigi e condannate dalla nazione.
      Il voto del 30 aprile colpisce coll'istesso vigore l'Hôtel de Ville di qui e la sala di spettacolo di Versailles, la Comune e l'Assemblea. L'una e l'altra non sono più alla taglia dell'opinione pubblica, la potenza la quale oggidì ha rimpiazzato la forza. L'una e l'altra han prodotto la guerra civile; e dalle guerre civili si vien fuori dittatore o nulla; aut Cesar, aut nihil! La dittatura è impossibile. Le città di Francia l'hanno dichiarato col voto dell'altro dì. Nè Silla, nè Gracchi, non Cesare e non Catilina. Il periodo della rivoluzione è chiuso.
      La Francia vuole la repubblica come governo definitivo, il quale può, è vero, essere turbato da ammutinamenti, ma non da rivoluzioni. Le repubbliche, come le monarchie, vanno soggette a quelle pletore sociali che si addimandano rivolte: la Svizzera ha avuto il Sunderbund; gli Stati Uniti la guerra di seccessione; le repubbliche dell'America del sud sono in rivolta permanente; la storia delle repubbliche in Francia è a tutti nota. Ma, nelle repubbliche, questi avvertimenti producono sempre un benefizio sociale; nelle monarchie, una catastrofe.
      Lo schiacciamento del Sunderbund produsse in Svizzera la sicurezza della libertà di coscienza, il consolidamento del potere centrale politico della Confederazione, l'abbassamento del partito clericale che ordiva la rottura dell'unione.


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Gli incendiari della Comune
di Ulisse Barbieri
Legros Felice Milano
1871 pagine 143

   





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