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      Arrivato il giorno antecedente a Musso di ritorno d'una gita fatta in lontani paesi, aveva voluto visitare Medici nel suo Castello, poichè da lungo tempo le loro famiglie erano strette in amistà. Non è a dirsi quale onorevole accoglimento venne a lui fatto da Gian Giacomo sì per i pregi personali del conte Giberto, quanto per riguardo alla distinta nobiltà, ricchezza e possanza di sua stirpe. Sottile e pronto com'era il Medici in profittevoli ritrovati, la visita di quel personaggio gli suggerì tostamente un progetto ch'ebbe poscia, sebbene non per lui, un ottimo successo.
      Quando il Castellano entrò co' suoi seguaci e s'assise nel padiglione di mezzo s'udì una generale acclamazione e reiterati applausi colle grida di = Viva Medici - - Viva Gian Giacomo - - Viva Musso = e gli alabardieri alzarono tutti le lancie e le riposero al suolo. Gabriele, appena ebbe compita la sua fazione del collocamento de' soldati, s'affrettò a ritrovare Achille Sarbelloni, ed a lui confidò per quel giorno l'ulteriore incarico del comando di sua schiera; e corse quindi in cerca di Falco e di sue donne tolti a lui di vista dall'onda del popolo. Stava Falco con esse in una delle ultime baracche tra una turba de' suoi conoscenti, terrazzani di Nesso e d'altri luoghi vicini. Gabriele quando li ebbe veduti s'aprì il passo sino a loro, e con replicati inviti e preghiere costrinse Falco, la moglie e la figlia a togliersi di là e le condusse nel padiglione che stava a fianco a quello di Gian Giacomo; ove, con imperiosa voce fatto sgombrare da chi l'occupava il posto principale, obbligò con dolce forza ad assidervisi Orsola e Rina, entrambe intimidite e riluttanti per rossore a quell'inusato cortese procedere; ed egli rimase presso a loro ed a fianco di Falco, che, lasciato per la prima volta il suo fido moschetto, stava colle braccia incrocicchiate, e gli arditi lineamenti del volto spianati e impressi di contento, aspettando anch'esso non senza qualche ansietà la spettacolosa rappresentanza il cui soggetto gli doveva andare tanto più a genio, in quanto che sentiva d'avere contribuito per quanto era in lui alla vittoria che ne dava cagione.


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Falco della rupe o la guerra di musso
di Giambattista Bazzoni
Ant. Fort. Stella e figli
1829 pagine 359

   





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