Pagina (91/169)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

     
      La razione convenuta per ciascun soldato era sovrabbondante e superiore alla misura che sia mai stata somministrata ad alcun soldato. La giornaliera razione era di ventotto once di pane, nove once di riso, nove di carne, una mezz'oncia di lardo, una mezz'oncia di sale ed un mezzo boccale di vino. Eccedeva il bisogno la razione del pane, della carne e del riso. Il riso era bene spesso venduto dal soldato e qualche volta scippato e disperso.
      Dalle informazioni assunte da fonti variatissime concordemente risultò provato che i magazzini di approvvigionamento nelle località designate dall'intendenza dell'esercito piemontese erano stati provveduti e che lo erano anche nelle tre giornate del luglio in cui si è combattuto: che se dai magazzini non poterono essere distribuiti i viveri all'esercito, ciò derivò dal fatto, che per le mosse militari dell'esercito stesso, e in conseguenza delle sorti della combattuta battaglia, dovettero i detti magazzini essere abbandonati al nemico. Siamo accertati che caddero in suo potere tanti viveri per un valore di circa un milione di franchi.
      Avvenne altresì che, abbandonati questi magazzini, e mentre andavano sopravvenendo le nuove vettovaglie destinate all'esercito, i continui allarmi che si destavano in mezzo all'armata, che ripiegava in ritirata, fecero disertare vari conduttori di convogli: ed ove pure questi conduttori giungevano ai designati magazzini non era punto regolare il servizio della distribuzione che dovevasi fare dalla Intendenza dell'esercito, giacchè nella confusione di una incomposta ritirata, si era il disordine più che mai propagato nell'azienda amministrativa dell'approvvigionamento.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

L'Italia e la rivoluzione italiana
di Cristina di Belgioioso
Remo Sandron
1904 pagine 169

   





Intendenza