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      Se io voglio leggere un libro (che già me ne manca materialmente il tempo) debbo richiuderlo tra per la pena che me ne deriva al cervello e per la mortificazione di vedere che le cose in quello scritte non lasciano nella mia mente alcuna traccia. Vi parrà forse che io vi reciti una favola; ma se io avessi la sorte di avervi a me vicino, avrei anche il certo dispiacere di vedervi sospirare sullo stato d'un uomo infelicissimo.
      Io lavoro da quindici in sedici ore al giorno, benché il mio male richiederebbe per molto tempo una completa inazione e un'assoluta tranquillità. Ma come farne di meno? Io son come colui al quale non si lasciasse altra scelta che di gittarsi o da una finestra o da una altra.
      Dunque, Neroni mio, mi vorrete voi male del non avervi compiaciuto? Ma non sarebbe stata per me una consolazione l'impiegar la mia penna in servigio di un amico quale voi siete, in cosa specialmente che mi fu sempre sì dolce di esercitare? I due amici che più mi avvicinano e mi confortano colla loro affezione, sono a parte della mia pena per non potervi dare una sì piccola prova della mia deferenza e gratitudine. Ma a che giova la mia ardente volontà? A turbarmi sempre più la mente, allorché questa niega di prestarsi agli impulsi di quella. Non potere scrivere un verso! Ne ho fatti tanti, ed oggi prender la penna e star lì fisso e stupido come una statua! Ne sono umiliato.
      Ho tardato sino ad oggi a scrivervi, sperando sempre... Ma è inutile lo sperare. Compatitemi e non mi ritogliete col vostro affetto le gentilezze vostre. Se un giorno io ritornerò in parte l'uomo di prima, ogni ricuperato mio sentimento sarà vostro. Ne impegno il mio onore.
      Vi abbraccio di vero cuoreIl vostro G. G. Belli.
     
      LETTERA 389.
      A CIRO BELLI - PERUGIADi Roma, 4 giugno 1840
      Mio carissimo figlioGià dal 30 maggio io riscontrai la tua del 22, e consegnai la mia lettera alla Signora Caramelli, la quale doveva colla diligenza del medesimo giorno partire per Perugia.


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Le lettere
di Giuseppe Gioachino Belli
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