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      Che se mai vi venisse talento di dare a questi studiati riguardi il nome di artificii, sappiate, mia cara, essere artificio ben lodevole quello che, non portandoci alla simulazione, ci aiuta invece a dissimulare qualche disposizione del nostro spirito, che, troppo leggermente da altri interpretata, può un giorno fruttarci confusione e rammarico. Con un onest'uomo però che si avvicina di gran passo alla vecchiezza, epoca unica e vera del disinganno, Voi non correte questi rischi; ma la confidenza al contrario che in lui riporrete servirà insieme a Voi di facilità ad aprirgli il vostro cuore e a lui di opportunità per ricercare in esso dove sia luogo e tempo da amorosi consigli. Tutto però si riduce al saper distinguere uomo da uomo, e la verità dalle apparenze di essa. Ma in questo Voi avete due guide eccellenti e sicure ne' vostri genitori, i quali a rettitudine di cuore accoppiando sagacità di mente ed esperienza delle umane cose, non possono tradire chi forma l'oggetto della lor tenerezza e delle lor compiacenze. Essi vi diranno quando come e con chi Voi dobbiate assumere un linguaggio o più aperto o più riservato, e Voi presso i loro suggerimenti non errerete giammai. Subordinate pertanto alla loro prudenza queste mie franche considerazioni, e modificatele dapresso il loro parere.
      Per dimostrarvi ora in qual conto io tenga le vostre opinioni, procurerò di pensare il meno possibile alle mie fisiche sofferenze; benché tanto il dolore quanto il pensiere abitando nello stesso cervello, non sarà così facile il tenerli disgiunti sì che qualche volta non s'incontrino nella casa comune.


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Lettere a Cencia
Volume Primo e Secondo
di Giuseppe Gioachino Belli
pagine 246